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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Piastrellatura pareti e pavimenti | ||||
| Piastrellatura in gres porcellanato oltre 60 cm | mq | 48,00 € | - | |
| Piastrellatura standard a parete/pavimento fino a 60 cm | mq | 39,27 € | - | |
| Piastrellatura parete/pavimento formato XL 60×120 | mq | - | ||
| Piastrellatura parete/pavimento formato XXL 120×260 | mq | - | ||
| Posa mosaico | mq | - | ||
| Piastrellatura in pietra naturale/artificiale / Klinker | mq | - | ||
| Rivestimento in pietra a spacco (recinzioni, zoccolature) | mq | - | ||
| Posa listelli decorativi / bombati | ml | 14,54 € | - | |
| Posa pavimento in diagonale fino a 600 mm | mq | 48,00 € | - | |
| Stuccatura | mq | 6,55 € | - | |
| Stuccatura siliconica | mq | 4,95 € | - | |
| Siliconatura angoli e bordi interni | ml | 2,62 € | - | |
| Taglio a idrogetto 60×60 (bordo a 45°) | ml | 9,90 € | - | |
| Taglio a idrogetto 120×120 (bordo a 45°) | ml | 11,35 € | - | |
| Taglio a idrogetto - foratura piastrella | ml | 15,27 € | - | |
| Bordo a 45° (installazione e posa) | ml | 14,54 € | - | |
| Battiscopa da piastrelle | ml | 6,55 € | - | |
| Taglio fori nelle piastrelle | pz | 4,36 € | - | |
| Posa piastrelle parete e pavimento | ||||
| Foratura carotata su pavimento e piastrelle in gres porcellanato | pz | 3,78 € | - | |
Cosa cambia rispetto a una piastrella normale
Con le piastrelle piccole la fuga riesce a nascondere qualche lieve irregolarità del sottofondo. La piastrella grande, invece, non si adatta: si comporta come una tavola rigida. Se sotto c'è una gobba o un avvallamento, resta un vuoto oppure il bordo sporge rispetto alla piastrella vicina. Per questo, in questo lavoro, contano soprattutto il sottofondo e la tecnica di incollaggio.
Nel listino si trovano tre voci simili:
- gres oltre 60 cm: indica in generale le piastrelle con almeno un lato più lungo di 60 cm, come 60 × 120, 80 × 80 o 120 × 120 cm;
- posa 60 × 120 cm: è il grande formato più diffuso nelle case, si gestisce in due persone con le ventose e si distribuisce bene anche in un bagno di dimensioni normali;
- grandi lastre (per esempio 120 × 260 o 120 × 280 cm): sono una categoria a parte, richiedono telai di trasporto, una squadra più numerosa e un sottofondo quasi perfettamente planare.
Conta anche lo spessore. Il gres porcellanato comune ha di solito 9 o 10 mm; le lastre sottili, intorno ai 6 mm, pesano meno ma si rompono più facilmente durante la movimentazione. Le lastre da esterno di circa 20 mm si posano spesso su supporti regolabili (pavimento sopraelevato) o su ghiaia, un procedimento diverso dall'incollaggio in interni. Anche la finitura ha il suo peso: il gres lucido (levigato) mette in evidenza ogni differenza di altezza tra i bordi, mentre quello opaco o strutturato è più tollerante. Per il pavimento del bagno o della terrazza è anche più sicuro, perché scivola meno.
Come si svolge la posa passo per passo
- Misurare l'ambiente e preparare uno schema di posa: direzione delle piastrelle, allineamento delle fughe e posizione dei tagli, in modo da evitare strisce sottili lungo le pareti.
- Controllare planarità e solidità del sottofondo con una staggia lunga e correggere i dislivelli con rasatura o autolivellante.
- Pulire il fondo dalla polvere e applicare il primer; in bagno e in doccia realizzare l'impermeabilizzazione, con le bandelle negli angoli e intorno agli scarichi.
- Impastare la colla flessibile con un miscelatore a basso numero di giri e stenderla con la spatola dentata sia sul sottofondo sia sul retro della piastrella (doppia spalmatura).
- Trasportare la piastrella con le ventose, appoggiarla, pressarla e allinearla con un sistema livellante a cunei o a distanziatori.
- Sollevare ogni tanto una piastrella appena posata per verificare che la colla copra tutto il retro.
- Lasciare indurire la colla secondo le indicazioni del produttore, togliere i livellanti e stuccare le fughe.
- Riempire i giunti di dilatazione perimetrali e negli angoli con sigillante elastico, poi pulire la superficie.
A parete la prima fila si appoggia spesso a un listello di supporto, così la piastrella pesante non scivola finché la colla non fa presa.
Sottofondo, colla e fughe: le basi del lavoro
Il sottofondo deve essere solido, asciutto e planare. I produttori di grandi formati chiedono di solito uno scostamento massimo di circa 2 mm sotto una staggia di due metri, alcuni anche meno. Il massetto deve essere ben stagionato. Se è a base di anidrite si misura anche l'umidità residua e si carteggia la superficie prima della posa.
La colla è un adesivo cementizio flessibile, di norma di classe C2TE S1 o S2 secondo la UNI EN 12004. La sigla S indica che l'incollaggio sopporta piccoli movimenti del fondo e le variazioni di temperatura. Con i grandi formati si usa in genere una spatola con dente intorno ai 10 o 12 mm. L'obiettivo è una copertura del retro quasi totale, senza vuoti.
Le fughe devono avere almeno la larghezza consigliata dal produttore delle piastrelle. Con il gres rettificato, cioè con i bordi squadrati in fabbrica, si parte di solito da 2 mm. La fuga zero non è una buona idea: la superficie ha bisogno di un minimo di spazio per muoversi. Oltre alle fughe normali servono giunti di dilatazione lungo il perimetro, nei passaggi tra una stanza e l'altra e sulle superfici molto ampie.
E con il riscaldamento a pavimento? Il gres funziona bene, perché conduce bene il calore. Prima della posa vanno fatte la prova di tenuta dell'impianto e il ciclo di prima accensione del massetto; dopo la posa il riscaldamento si riaccende gradualmente.
Cosa rende il lavoro più semplice o più impegnativo
L'impegno, e quindi anche il costo finale, dipende soprattutto da questi aspetti:
- stato del sottofondo: un massetto nuovo e planare fa risparmiare molto tempo, mentre intonaci e pavimenti vecchi e storti vanno prima livellati;
- dimensioni e peso delle piastrelle: il 60 × 120 si posa in due, le grandi lastre richiedono più persone e i telai;
- forma dell'ambiente: nicchie, rientranze, doccia a filo pavimento con pendenza, sguinci delle finestre e molti tagli intorno ai tubi allungano i tempi;
- pavimento e rivestimento abbinati: se le fughe di parete e pavimento devono coincidere, la progettazione diventa più complessa;
- schema di posa: la posa sfalsata va fatta di solito con uno sfalsamento massimo di un terzo, perché le piastrelle grandi possono essere leggermente curve; se il disegno deve proseguire da una piastrella all'altra, come nelle imitazioni del marmo, bisogna selezionarle e ordinarle;
- logistica: una scala stretta o un ascensore piccolo in condominio rendono difficile portare su le scatole di grande formato.
In condominio conviene avvisare per tempo l'amministratore di condominio e rispettare gli orari per i lavori rumorosi previsti dal regolamento, organizzando anche il trasporto del materiale nelle parti comuni. Se la ristrutturazione rientra in un intervento più ampio, vale la pena informarsi sui bonus edilizi in vigore, che cambiano spesso.
Errori tipici con i grandi formati
- incollare su un fondo non livellato, sperando di compensare con la colla;
- stendere la colla solo sul sottofondo o a punti: sotto la piastrella restano vuoti che suonano a vuoto quando si batte e che sotto carico portano a crepe;
- usare una colla economica non flessibile, che non regge i movimenti del fondo né il riscaldamento a pavimento;
- non usare il sistema livellante, con il risultato che i bordi delle piastrelle vicine restano ad altezze diverse;
- dimenticare i giunti di dilatazione perimetrali e sulle superfici ampie;
- camminare sul pavimento o stuccare prima che la colla sia indurita;
- movimentare le piastrelle senza attenzione, rompendo un angolo o crepando la piastrella ancora prima della posa.
Alla consegna del materiale conviene tenere le scatole in verticale o su un piano ben livellato e controllare che le piastrelle appartengano allo stesso lotto di produzione.
Come controllare il lavoro finito
- passare una staggia sulla superficie e verificare la planarità in più direzioni;
- far scorrere un dito o un'unghia sulle fughe: i bordi delle piastrelle vicine non dovrebbero sporgere in modo percepibile;
- battere leggermente sulle piastrelle, soprattutto negli angoli e al centro, per sentire se ci sono punti che suonano a vuoto;
- controllare che le fughe siano dritte, di larghezza uniforme e completamente riempite;
- guardare i tagli lungo le pareti, intorno ai telai delle porte e alle tubazioni;
- verificare che lungo il perimetro e negli angoli ci siano giunti elastici;
- in doccia controllare la pendenza verso lo scarico e il raccordo con l'impermeabilizzazione;
- con il riscaldamento a pavimento farsi spiegare quando e come riaccenderlo gradualmente;
- farsi lasciare alcune piastrelle di scorta dello stesso lotto per eventuali riparazioni.
Domande frequenti
Senza esperienza è un lavoro rischioso. Servono ventose, sistema livellante, una tagliapiastrelle adatta ai grandi formati e una seconda persona. Un errore di planarità o un vuoto sotto la piastrella si correggono con difficoltà. Da soli si può gestire piuttosto la preparazione, per esempio svuotare e pulire la stanza.
Sì, se lo schema di posa è studiato bene. Meno fughe danno un effetto più ordinato e fanno sembrare lo spazio più ampio. Con molti angoli, nicchie e una doccia con pendenza, però, bisogna mettere in conto più tagli e più sfrido.
Il più delle volte per i vuoti sotto la piastrella, per la mancanza di giunti di dilatazione, per i movimenti di un massetto non stagionato o per una colla non adatta. Posato correttamente, il gres porcellanato è molto resistente.
Dipende dalla colla. Con i normali adesivi flessibili di solito si può camminare dopo circa un giorno, mentre per il carico pieno e la stuccatura si seguono i tempi indicati dal produttore. Le colle a presa rapida accorciano questi tempi.
La maggior parte dei produttori di gres rettificato consiglia fughe a partire da circa 2 mm. Una fuga sottile è elegante, ma senza fuga la superficie non avrebbe spazio per muoversi e i bordi potrebbero scheggiarsi.
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