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Posa del telo traspirante

Il telo traspirante, chiamato anche membrana sottotegola, è uno strato sottile ma importante. Sul tetto a falde si stende sui travetti o sul tavolato, sotto i listelli e il manto di copertura. Se sotto le tegole, i coppi o la lamiera arrivano pioggia spinta dal vento, neve o polvere, il telo li raccoglie e li porta verso la gronda. Allo s

Aggiornato 09/2026·6 min read·6 price list items
Prezzo del lavoro standard
2,84 €/ mq
Fascia indicativa
2,20 € - 3,70 €
Prezzo solo per questa specifica lavorazione, senza materiale e senza lavori preparatori. Non è il prezzo dell'intero lavoro.
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Tetti in legno6 voci

Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.

VoceUnitàPrezzo / unitàQuantitàTotale
Tavolato e listellatura
Posa membrana traspirantemq2,84 €-
Listellatura tettomq5,70 €-
Listellatura e controlistellatura tettomq2,70 €-
Controlistellaturamq4,26 €-
Assito tetto con OSB / tavole piallatemq11,37 €-
Posa assito in legnomq6,25 €-
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A cosa serve il telo e quando il tetto ne ha bisogno

Il telo funziona come impermeabilizzazione di sicurezza. Il manto è la prima difesa contro l'acqua, il telo è la seconda. Con il tempo normale quasi non lavora, ma con una bufera, la pioggia di traverso o la neve che si scioglie l'acqua può passare tra le giunzioni delle tegole. In quel momento è il telo a decidere se travi e isolante restano asciutti.

Conta soprattutto in un sottotetto abitato o isolato. La lana minerale bagnata isola molto meno e il legno che resta umido a lungo può essere attaccato da muffa o marciume. Spesso questi problemi si vedono solo dopo qualche stagione, quando sul soffitto compaiono le prime macchie.

Molti confondono il telo traspirante con la barriera al vapore. Il telo traspirante va sul lato esterno dell'isolante, sotto il manto, e lascia uscire il vapore. La barriera o freno al vapore si mette dal lato interno, sotto il cartongesso, e impedisce all'umidità delle stanze di entrare nell'isolante. Hanno compiti diversi e non si possono scambiare.

Quale tipo di telo scegliere

A contatto o non a contatto

Il telo a contatto è molto permeabile al vapore, quindi può appoggiare direttamente sull'isolante o sul tavolato. Si usa nei tetti isolati, dove tra isolante e telo non c'è spazio per una camera d'aria.

Il telo non a contatto ha bisogno sotto di sé di uno spazio ventilato. È adatto soprattutto a stratigrafie più vecchie e a tetti senza sottotetto abitato. Se viene posato direttamente sull'isolante, l'umidità può rimanere intrappolata nella struttura.

Sotto la lamiera o sotto le tegole

La lamiera si scalda e si raffredda in fretta, per questo sotto si forma facilmente condensa. Sotto una copertura metallica si sceglie quindi una membrana più resistente e si cura bene la ventilazione. Il telo deve anche sopportare il passaggio degli operai durante il montaggio della lamiera.

Sotto coppi e tegole in laterizio o cemento il telo protegge soprattutto da pioggia e neve spinte dal vento. Fa parte di un pacchetto insieme a controlistelli, listelli portategola e camera di ventilazione. La scelta dipende quindi dal tipo di manto, dalla pendenza, dall'isolante e da come è ventilato il tetto. Sopra un garage non isolato può bastare un telo più semplice, sopra un sottotetto abitato ha senso una membrana di qualità più alta. L'impiego corretto è sempre indicato nella scheda tecnica del produttore.

Come si posa, passo dopo passo

È un lavoro in quota, che fa un carpentiere o un lattoniere con protezioni anticaduta, come linea vita o ponteggio. Di solito la sequenza è questa:

  1. Controllare l'orditura: planarità dei travetti, stato del legno, raccordi alla gronda, al comignolo e alle finestre da tetto. Il legno umido o attaccato si ripara prima.
  2. Preparare la gronda in modo che il telo scarichi sulla scossalina o nel canale e l'acqua finisca fuori dalla struttura.
  3. Srotolare il primo telo in orizzontale lungo la gronda, con il lato stampato verso l'esterno come indica il produttore.
  4. Proseguire con i teli successivi verso il colmo, in modo che quello più in alto sormonti quello più in basso. La sovrapposizione è di solito di circa 10-20 cm, di più con pendenze basse. Il valore preciso lo dà il produttore.
  5. Fissare provvisoriamente il telo con le graffe. Con il telo non a contatto lasciarlo leggermente imbarcato tra i travetti, così l'eventuale acqua scorre verso la gronda.
  6. Nastrare le giunzioni e raccordare i dettagli con nastri, collari e sigillanti del sistema.
  7. Chiodare i controlistelli sui travetti. Con pendenze basse sotto i controlistelli si mette spesso un nastro sigillante che chiude i fori dei chiodi.
  8. Posare listelli e manto il prima possibile, perché il telo non resti a lungo esposto al sole.

I controlistelli creano uno spazio in cui l'aria sale dalla gronda al colmo e porta via l'umidità. Senza questa camera sotto il manto si formerebbe condensa. Il telo è quindi una parte del tetto ventilato, non un semplice rotolo di materiale steso.

Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica

Il caso più semplice è un tetto a due falde regolare, senza aperture, con un'orditura sana e un buon accesso. Il telo si srotola, si fissa e si copre senza molti tagli.

Il lavoro si allunga e diventa più impegnativo soprattutto con:

  • abbaini, compluvi e displuvi, dove bisogna tagliare il telo e sovrapporlo di più,
  • comignoli, finestre da tetto, passaggi per antenne e sfiati,
  • pendenza bassa, che richiede una tenuta più accurata,
  • la necessità di nastrare tutte le giunzioni in un sottotetto isolato,
  • riparazione dei travetti o integrazione di tavolato e listelli prima della posa,
  • accesso difficile al tetto e meteo sfavorevole.

Quando confronti i preventivi, chiedi che sia specificato se comprendono materiale, nastri, controlistelli, trasporto e preparazione del supporto. Un'offerta senza queste voci può sembrare conveniente, ma poi i dettagli mancano.

Errori che si scoprono solo dopo l'inverno

Un tetto finito può sembrare a posto finché non arriva il primo vento forte con pioggia. In pratica gli errori che si vedono più spesso sono questi:

  • sovrapposizione troppo piccola o posa dall'alto verso il basso, con l'acqua che entra sotto la giunzione,
  • telo girato dal lato sbagliato, che poi lascia passare peggio il vapore,
  • nastro adesivo generico al posto di quello di sistema, che col tempo si stacca,
  • passaggi solo tagliati, senza collare né nastratura,
  • telo che non arriva sulla scossalina, così l'acqua scende nella muratura o nell'isolante,
  • camera di ventilazione mancante o ostruita,
  • fori fatti con attrezzi o durante la posa del manto e mai riparati,
  • telo lasciato scoperto più a lungo di quanto consente il produttore, rovinato dai raggi UV.

Rimediare è complicato, perché bisogna smontare manto e listelli e a volte sostituire l'isolante bagnato. Un piccolo errore in un dettaglio può così voler dire mettere mano a tutto il tetto.

Come controllare il lavoro finito

Prima che il telo venga coperto da listelli e manto conviene fare un giro del tetto con chi ha eseguito il lavoro e controllare:

  • che i teli siano orizzontali, posati dal basso verso l'alto, con quello superiore sopra quello inferiore,
  • che la sovrapposizione rispetti la scheda tecnica e la pendenza del tetto,
  • che il telo sia girato dal lato giusto secondo la stampa,
  • che giunzioni e dettagli siano nastrati con prodotti adatti a quel telo,
  • che comignolo, finestre da tetto e passaggi siano raccordati con collare o nastro senza punti aperti,
  • che alla gronda il telo scarichi sulla scossalina o nel canale,
  • che sulla superficie non ci siano strappi o fori,
  • che i controlistelli formino una camera di ventilazione continua dalla gronda al colmo,
  • che il manto venga posato entro il tempo ammesso dal produttore del telo.

Domande frequenti

Nei tetti a falde di oggi è consigliato quasi sempre, soprattutto se sotto c'è un sottotetto abitato o isolato. Protegge la struttura anche quando l'acqua passa sotto il manto. Possono fare eccezione alcuni fabbricati accessori non isolati, ma anche lì conta l'indicazione del produttore del manto.

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