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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Ispezioni | ||||
| Verbale di verifica allacciamento esterno BT | pz | - | ||
| Dichiarazione di conformità impianto elettrico (appartamento) | pz | - | ||
Quando serve la verifica della linea esterna
La parte che va dal punto di consegna del distributore (il contatore) all'interno della casa è dell'utente: la sua sicurezza è responsabilità di chi abita o possiede l'immobile. Le situazioni tipiche sono queste:
- nuova fornitura: casa nuova, rustico, laboratorio o box auto con un nuovo punto di consegna,
- rifacimento o spostamento della linea: nuovo cavo, percorso diverso, contatore spostato in un vano sul confine,
- riparazione dopo un danno: per esempio quando uno scavo ha tranciato il cavo. Non basta giuntarlo, la riparazione va controllata con misure,
- aumento di potenza o altra modifica che richiede un cavo o un interruttore generale diverso,
- impianti vecchi senza documenti, per esempio quando si compra una casa e manca la dichiarazione di conformità.
In Italia la rete è gestita da e-distribuzione e da altri distributori locali, che stabiliscono dove si trova il punto di consegna e come deve essere il vano contatore. Conviene leggere queste indicazioni prima di fare lo scavo. Al momento dell'attivazione della fornitura il distributore o il venditore può chiedere la dichiarazione di conformità: averla pronta evita ritardi.
Come si svolge la verifica passo per passo
Non si tratta di dare un'occhiata al cavo. Il tecnico guarda la documentazione, controlla il montaggio e misura i valori elettrici con strumenti tarati, seguendo la norma CEI 64-8 (la parte 6 riguarda proprio le verifiche). Di solito va così:
- Il tecnico raccoglie il materiale: progetto o schema della linea, dati del cavo e degli interruttori, foto dello scavo prima del riempimento, eventuali verifiche precedenti.
- Percorre il tracciato dal vano contatore al quadro generale e controlla che quadri e cassette corrispondano allo schema, siano chiusi, etichettati e adatti all'esterno (grado di protezione IP adeguato).
- Verifica che il cavo sia adatto alla posa interrata e dimensionato per l'interruttore che lo protegge, e controlla dove è visibile cavidotto, pozzetti, passaggi e sigillature.
- Misura la resistenza di isolamento dei conduttori, cioè se l'isolante è danneggiato o ha preso umidità.
- Controlla la continuità dei conduttori di protezione e il collegamento all'impianto di terra.
- Misura la resistenza di terra. Nelle case italiane il sistema è quasi sempre di tipo TT: il valore di terra deve essere coordinato con l'interruttore differenziale, altrimenti la protezione contro i contatti non funziona.
- Prova l'intervento dei differenziali con lo strumento, misurando tempo e corrente di sgancio.
- Redige il rapporto con i risultati, le eventuali anomalie e la conclusione, e lo consegna firmato.
Una linea esterna vive tra umidità, gelo e rischi meccanici. Per questo il tecnico guarda anche cose che dentro casa contano meno: profondità di posa, tubo protettivo sotto vialetti e passi carrai, nastro segnalatore sopra il cavo e sigillatura dell'ingresso in casa, per non far entrare acqua.
Cosa deve contenere il rapporto
Un rapporto fatto bene si riferisce alle norme CEI applicabili e permette a chiunque di capire che cosa è stato controllato. Dovrebbe riportare:
- indirizzo dell'immobile, punto di fornitura (codice POD) e tipo di verifica (iniziale per una linea nuova),
- descrizione della linea: tipo e sezione del cavo, lunghezza, modalità di posa, quadri e taglia dell'interruttore generale,
- sistema di distribuzione e modo di protezione contro i contatti,
- valori misurati e strumenti usati,
- elenco delle anomalie e indicazioni per correggerle,
- una conclusione chiara sull'idoneità dell'impianto a funzionare in sicurezza,
- nome del tecnico o dell'impresa abilitata, data e firma.
Se la conclusione è negativa, la linea non va messa in servizio. Dopo la riparazione la verifica si ripete.
Cosa rende la verifica più semplice o più impegnativa
Il tempo necessario, e quindi il costo del lavoro, dipende soprattutto da quello che il tecnico trova sul posto. Tutto è più semplice quando:
- la linea è nuova, con schema e foto dello scavo aperto,
- il percorso è breve, chiaro e i quadri sono facili da raggiungere,
- il montaggio l'ha fatto un'impresa che conosce le indicazioni del distributore locale.
Le cose si complicano con un percorso lungo o incerto, documenti mancanti, una linea vecchia con cavo sconosciuto, dispersori di terra difficili da raggiungere o una scadenza urgente. Se emergono difetti, si aggiungono la riparazione e una nuova verifica. Capita spesso che nessuno abbia fotografato lo scavo e che il cavo sia già interrato: il tecnico allora non può controllare la posa e può chiedere un saggio di scavo in qualche punto o una dichiarazione dell'impresa che ha posato il cavo.
Errori tipici che fanno fallire la verifica
- Impianto di terra assente o scadente. Dispersore non collegato, morsetti corrosi o resistenza di terra troppo alta per il differenziale installato.
- Cavo sottodimensionato. La sezione non regge la potenza o la lunghezza della linea. Il cavo scalda e le cadute di tensione diventano eccessive.
- Cavo o posa non adatti. Cavo non adatto all'interramento, niente tubo protettivo, niente nastro segnalatore, linea scoperta sotto il passo carraio.
- Giunzioni improvvisate. Linea collegata a un vecchio quadro senza interruttore, nastro isolante al posto di giunti adatti all'interramento, muffole montate male dopo una riparazione.
- Documenti mancanti. Una frase come "l'impianto l'ha fatto un elettricista" non vale nulla senza dichiarazione di conformità e allegati.
Il parere a voce di un amico elettricista non sostituisce la documentazione. Secondo il DM 37/08 il lavoro sugli impianti elettrici spetta a un'impresa abilitata, che firma la dichiarazione di conformità e se ne assume la responsabilità. Per un impianto vecchio senza documenti esiste la dichiarazione di rispondenza, rilasciata da un professionista qualificato. Se vuoi un controllo davvero imparziale, puoi far verificare la linea anche da un tecnico diverso da chi l'ha montata.
Come controllare il documento consegnato
Prima di archiviare il rapporto o consegnarlo al venditore di energia, rileggilo punto per punto:
- indirizzo, codice POD e descrizione della linea corrispondono alla realtà,
- sono indicati tipo e sezione del cavo e taglia dell'interruttore generale,
- ci sono i valori misurati, non solo frasi generiche,
- la conclusione dice chiaramente che l'impianto può funzionare in sicurezza,
- se erano segnalate anomalie, hai la conferma scritta che sono state eliminate,
- c'è la dichiarazione di conformità dell'impresa con i suoi allegati,
- il documento ha data, firma e dati dell'impresa o del tecnico,
- lo conservi su carta e in digitale, insieme alle foto del percorso del cavo.
Domande frequenti
Sì, l'impresa che installa deve eseguire le verifiche e allegarne l'esito alla dichiarazione di conformità. Un controllo aggiuntivo da parte di un tecnico esterno è utile quando si vuole un giudizio senza conflitto di interessi, per esempio prima di comprare casa.
Per una casa singola le misure richiedono di solito qualche ora. La stesura del rapporto può richiedere alcuni giorni, a seconda degli impegni del tecnico. Conviene chiamarlo appena finita la posa, non all'ultimo momento.
Il tecnico li descrive nel rapporto con le indicazioni per correggerli. Dopo la riparazione si fa un nuovo controllo e si aggiorna il documento. Finché la conclusione è negativa la linea non va usata.
Per le abitazioni private di solito non c'è una scadenza fissa, ma un controllo periodico è consigliato, soprattutto su linee interrate vecchie. Una nuova verifica serve sempre dopo ogni intervento sulla linea, come una riparazione, un cambio di cavo o di interruttore. Nelle parti comuni del condominio se ne occupa l'amministratore di condominio.
No. Copre il tratto fino al quadro generale. Prese, luci e circuiti interni hanno bisogno di verifiche proprie, che di solito rientrano nella stessa dichiarazione di conformità se l'impresa ha realizzato tutto l'impianto.
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