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| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Ispezioni | ||||
| Dichiarazione di conformità impianto elettrico (appartamento) | pz | - | ||
| Verbale di verifica allacciamento esterno BT | pz | - | ||
Quale documento serve e chi può rilasciarlo
In Italia il riferimento è il DM 37/08. Chi installa o modifica un impianto elettrico deve essere un'impresa abilitata. Al termine dei lavori, questa impresa rilascia la dichiarazione di conformità, chiamata spesso "DiCo". La DiCo non è un semplice modulo: contiene anche l'esito delle verifiche fatte sull'impianto.
Nella pratica si incontrano tre situazioni:
- impianto nuovo o rifatto: l'impresa che ha eseguito i lavori fa le prove e rilascia la dichiarazione di conformità con i relativi allegati,
- impianto esistente senza documenti: per gli impianti più vecchi, se la DiCo manca, si può chiedere una dichiarazione di rispondenza ("DiRi"), che può rilasciare solo un professionista o un tecnico con i requisiti di esperienza previsti,
- controllo periodico volontario: un elettricista qualificato verifica lo stato dell'impianto e consegna un rapporto con misure e osservazioni.
Non basta "un elettricista bravo". Chiedi sempre a chi esegue il lavoro se l'impresa è abilitata e, per la dichiarazione di rispondenza, quali requisiti ha il tecnico. Una persona seria non ha problemi a mostrartelo.
Quando la verifica ti serve davvero
Per un appartamento privato non c'è un intervallo fisso per i controlli periodici, come invece succede per molte attività e luoghi di lavoro. Questo non significa che la verifica sia inutile. Di solito ti servirà in questi casi:
- dopo un rifacimento dell'impianto, anche parziale, per esempio dopo la sostituzione del quadro elettrico, degli interruttori o delle linee di cucina e bagno,
- quando compri o vendi casa: spesso non è obbligatorio allegarla, ma all'acquirente dice molto sullo stato dell'impianto, soprattutto nei palazzi degli anni Sessanta e Settanta,
- dopo un guasto, un cortocircuito o un principio d'incendio, per capire la causa e controllare che il resto dell'impianto sia a posto,
- quando affitti l'appartamento e vuoi avere un documento che ne attesti lo stato,
- quando attivi lavori con i bonus edilizi, perché la documentazione degli impianti fa parte delle carte da conservare.
Per gli impianti più vecchi è sensato far fare un controllo circa ogni dieci anni, più spesso se l'impianto è in cattivo stato. Se in casa ci sono bambini piccoli o persone anziane, conviene ancora di più.
Attenzione a chi risponde di cosa. Dell'impianto dentro l'appartamento, cioè dal contatore in poi, risponde il proprietario. Di montanti, scale, cantine, impianto di terra condominiale e parti comuni si occupa il condominio tramite l'amministratore. Per il contatore e la fornitura, invece, l'interlocutore è il distributore di energia.
Come si svolge la verifica
In un appartamento normale la verifica dura in genere da una a tre ore. Con una casa grande o un impianto più complesso, per esempio con riscaldamento elettrico a pavimento o domotica, può durare di più. La sequenza tipica è questa:
- Il tecnico guarda la documentazione disponibile: progetto o schema, schema del quadro, eventuali dichiarazioni precedenti.
- Fa un esame a vista: quadro elettrico, etichette degli interruttori, prese, interruttori, cavi visibili e la scelta dei componenti adatti al locale, per esempio in bagno vicino a doccia e vasca.
- Misura la continuità dei conduttori di protezione, cioè controlla che la "terra" arrivi davvero a ogni presa e agli apparecchi che ne hanno bisogno.
- Misura la resistenza di isolamento, che mostra se l'isolamento dei cavi è danneggiato o invecchiato.
- Controlla l'efficacia dell'impianto di terra o dell'anello di guasto, per essere sicuro che in caso di guasto la protezione intervenga in tempo.
- Prova l'interruttore differenziale, il cosiddetto salvavita: deve scattare con la corrente di dispersione giusta e nei tempi previsti.
- Valuta i risultati secondo le norme CEI, in particolare la CEI 64-8, e prepara il documento finale.
Durante le misure la corrente in casa viene tolta per un po'. Tienine conto per frigorifero, computer o acquario. Per la prova di isolamento conviene staccare gli apparecchi dalle prese: altrimenti possono falsare il risultato o rovinarsi.
Cosa rende la verifica più semplice o più impegnativa
Il tempo che il tecnico deve dedicare all'impianto, e quindi l'impegno del lavoro, dipende soprattutto da come trova casa e documenti:
- documentazione: con uno schema e una dichiarazione precedente il tecnico non deve scoprire quale interruttore comanda quale stanza,
- numero di circuiti: più linee, prese e differenziali significano più misure,
- accesso al quadro: un quadro nascosto dietro un mobile o chiuso nel rivestimento fa perdere tempo,
- età e stato dei cavi: con cavi vecchi e modifiche fatte negli anni senza criterio bisogna ricostruire i collegamenti,
- locali umidi: bagno e balcone hanno regole più severe e richiedono un controllo più accurato,
- difetti trovati: la verifica non ripara nulla, le correzioni sono un lavoro a parte dell'elettricista e dopo di solito bisogna ripetere il controllo.
I problemi che si trovano spesso negli appartamenti datati
Nelle case più vecchie i difetti si somigliano. Conoscerli prima ti evita sorprese:
- salvavita assente: negli impianti datati spesso manca, eppure è proprio il differenziale a togliere corrente in una frazione di secondo in caso di contatto,
- prese senza terra: capita di trovare impianti dove il conduttore di protezione non c'è o non è collegato,
- cavi vecchi e sottodimensionati: isolamento indurito, giunzioni allentate o surriscaldate, linee troppo sottili per i carichi di oggi,
- interventi fai da te: presa cambiata senza collegare la terra, lampadario collegato "a modo proprio", interruttore di taglia sbagliata,
- materiale scadente: prese, multiple e prolunghe che si scaldano sotto carico,
- quadro senza etichette, per cui in caso di guasto nessuno sa cosa staccare.
Se il tecnico trova un difetto grave, l'esito sarà negativo e potrebbe consigliarti di non usare una parte dell'impianto finché non viene sistemata. Non è un capriccio: serve a proteggerti da folgorazioni e incendi. Se hai fatto qualche lavoro da solo, diglielo apertamente: si risparmia tempo da entrambe le parti.
Sull'impianto elettrico deve intervenire solo un elettricista qualificato di un'impresa abilitata. Non riparare da solo i difetti trovati.
Come controllare il documento che ricevi
Il documento ti viene consegnato per iscritto. Conservalo con le altre carte della casa e, se vendi, passalo al nuovo proprietario. Prima di accettarlo controlla che contenga:
- indirizzo e dati precisi dell'appartamento,
- il tipo di documento, cioè dichiarazione di conformità, dichiarazione di rispondenza o rapporto di verifica,
- nome dell'impresa o del tecnico, dati dell'abilitazione e firma,
- data della verifica ed eventuale data consigliata per il controllo successivo,
- descrizione dell'impianto con tipo di cavi, numero di circuiti, interruttori e differenziali,
- i valori misurati per i singoli circuiti, non solo un generico "conforme",
- l'elenco dei difetti trovati, con il punto in cui si trovano e la soluzione proposta,
- una conclusione chiara sul fatto che l'impianto sia sicuro da usare.
Domande frequenti
Nella compravendita normale spesso non è obbligatorio allegarla, ma l'acquirente può chiederla e per lui è un'informazione preziosa. Se vendi un appartamento datato, una verifica recente rende la trattativa più semplice.
Per le abitazioni non c'è una scadenza fissa. Il tecnico di solito indica quando conviene ripetere il controllo. Il documento perde valore soprattutto se l'impianto è stato modificato nel frattempo o se è molto vecchio.
Sì, per un impianto nuovo è proprio l'impresa installatrice a fare le prove e a rilasciare la dichiarazione di conformità. Per un controllo su un impianto esistente molti preferiscono comunque un tecnico diverso, così chi verifica non è la stessa persona che ha eseguito il lavoro.
Un elettricista corregge i difetti seguendo l'elenco del documento. Dopo le riparazioni si ripete il controllo e si ottiene un documento con esito positivo. I difetti gravi vanno risolti subito.
Dipende dalla polizza. Dopo un incendio o un danno di origine elettrica l'assicurazione può chiedere informazioni sullo stato dell'impianto. Un documento aggiornato ti aiuta a dimostrare che l'hai tenuto in ordine. Le condizioni precise le trovi nel contratto di assicurazione.
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