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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Lavori elettrici | ||||
| Installazione e collegamento quadro elettrico | pz | 219,00 € | - | |
| Posa cavi dati di rete (FTP) | pz | - | ||
| Circuito presa 230V - grezzo | pz | 9,95 € | - | |
| Circuito interruttore - grezzo | pz | 12,40 € | - | |
| Punto luce - grezzo | pz | 12,25 € | - | |
| Presa / interruttore 230V - finitura | pz | 16,05 € | - | |
| Passaggio cavo alimentazione (fino a 3x2.5) | ml | 2,20 € | - | |
| Passaggio cavo di segnale (FTP, coassiale) | ml | 1,75 € | - | |
| Traccia per cavi - laterizio / calcestruzzo cellulare | ml | 8,45 € | - | |
| Traccia per cavi - calcestruzzo / pannello | ml | 12,40 € | - | |
| Ripristino pareti dopo impianto elettrico | ml | 10,95 € | - | |
| Collegamento interruttore automatico 1-fase | pz | 51,10 € | - | |
Cos'è il quadro elettrico di casa e cosa contiene
In un condominio l'energia arriva dal contatore, che di solito si trova nel vano contatori al piano terra, nel sottoscala o in un locale comune. Il contatore appartiene al distributore e limita la potenza disponibile: se la superi troppo a lungo, "salta il contatore". Subito dopo il contatore c'è normalmente un interruttore generale, da cui parte la linea montante che sale fino al tuo appartamento e finisce nel quadro di casa. Tutto quello che c'è a valle del contatore è il tuo impianto, ed è di tua responsabilità.
Cosa c'è in un quadro moderno
- Interruttore generale, con cui togli corrente a tutta la casa in un colpo solo, per esempio prima di una partenza lunga o di una riparazione.
- Interruttori differenziali, i cosiddetti salvavita, che controllano se la corrente "scappa" fuori dai conduttori, per esempio attraverso una persona o un isolamento danneggiato. Per i circuiti prese si usano di solito differenziali con sensibilità di 30 mA.
- Interruttori magnetotermici per i singoli circuiti. Proteggono i cavi da sovraccarico e cortocircuito. Il loro valore deve essere adatto alla sezione del cavo che proteggono.
- Magnetotermici differenziali, che riuniscono le due funzioni in un solo dispositivo dedicato a un circuito. Se quel circuito ha un guasto, si spegne solo lui e non mezza casa.
- Scaricatore di sovratensione (SPD), che smorza i picchi di tensione dalla rete o dovuti a fulmini nelle vicinanze. In appartamento si usa normalmente un dispositivo di tipo 2.
- Morsettiere per il conduttore di protezione (giallo-verde) e per i neutri (blu), ordinate in base ai differenziali.
- Se servono, relè di distacco carichi che staccano per primi gli apparecchi più energivori per evitare che salti il contatore, temporizzatori per lo scaldabagno, trasformatore per il campanello o spazio per dispositivi domotici.
Perché oggi non si mette un unico differenziale per tutta la casa? Perché quando interviene resti al buio e con il frigorifero spento. Dividere i circuiti su più differenziali, o usare magnetotermici differenziali per i circuiti importanti, significa che un guasto alla lavatrice non spegne le luci né il congelatore. La norma CEI 64-8, che riguarda gli impianti nelle abitazioni, va proprio in questa direzione e prevede una dotazione minima di circuiti e protezioni: l'elettricista sa quale livello di impianto è adatto alla tua casa.
Tipi di quadro e quando scegliere quale
Da incasso o da parete
Il quadro da incasso entra nel muro e all'esterno resta solo la cornice con lo sportello. Ha un aspetto pulito ed è la scelta naturale in una ristrutturazione completa, quando si fanno comunque tracce e intonaci. Serve però un muro abbastanza spesso. Nei muri portanti e nei pilastri in calcestruzzo non si scavano nicchie profonde alla leggera: se il punto scelto cade lì, conviene spostare il quadro o passare a un modello da parete.
Il quadro da parete si fissa sulla superficie del muro. Il montaggio è più rapido e non si tocca la muratura. È adatto quando si sostituisce il quadro in una casa abitata, in cantina, in garage o dove il muro non permette di scavare. Lo svantaggio è che sporge e si vede di più.
Esistono anche quadri pensati per le pareti in cartongesso. Hanno un sistema di fissaggio diverso e sono più leggeri, per questo vanno previsti già quando il cartongessista costruisce la parete.
In plastica o in metallo
In casa si usano quasi sempre quadri in materiale isolante. Sono leggeri, non arrugginiscono e l'involucro non conduce corrente. I quadri metallici si scelgono piuttosto in officine, garage o dove c'è rischio di urti. Un quadro metallico deve essere collegato correttamente al conduttore di protezione.
Dimensioni e spazio di riserva
La grandezza si indica in file e moduli. Un modulo è la larghezza di un normale magnetotermico. Il quadro si dimensiona sul numero di circuiti, sempre con una riserva. Nella pratica si consiglia di lasciare libero circa un quinto o un quarto dei posti. Fra qualche anno arrivano il climatizzatore, l'asciugatrice, il piano a induzione, la presa sul balcone o la ricarica per un monopattino, e con un quadro pieno l'unica soluzione è cambiare la scatola.
Monofase o trifase, potenza disponibile
Quasi tutti gli appartamenti hanno una fornitura monofase, spesso con una potenza contrattuale contenuta. Se vuoi un piano a induzione potente o usare insieme più apparecchi energivori, il primo passo di solito non è il quadro ma l'aumento di potenza del contatore, che si chiede al proprio fornitore. Anche la linea montante dal contatore all'appartamento deve essere adeguata: l'elettricista ti dice se la sezione dei cavi esistenti basta o se va rifatta.
Come si svolge il lavoro, passo per passo
La procedura cambia un po' se si tratta di un impianto nuovo o della sostituzione del vecchio quadro in una casa abitata. I passaggi principali però sono simili.
- Sopralluogo e progetto. L'elettricista verifica la fornitura, lo stato dei cavi, quanti circuiti servono e dove mettere il quadro. Prepara uno schema semplice: quale circuito va su quale magnetotermico e sotto quale differenziale.
- Organizzazione del distacco. La corrente all'appartamento si toglie dall'interruttore a valle del contatore, nel vano contatori. Il contatore stesso e la parte piombata appartengono al distributore e non si toccano. Se il vano è chiuso, serve la chiave dall'amministratore di condominio.
- Smontaggio del vecchio quadro, se si sostituisce. Ogni cavo viene etichettato prima di scollegarlo, così si sa sempre dove va.
- Posa della scatola. Per il quadro da incasso si apre la nicchia, si mette la scatola a piombo e in bolla e la si fissa con gesso o malta. Il quadro da parete si avvita con tasselli. L'altezza si sceglie in modo che i dispositivi si azionino comodamente, di solito con i comandi circa all'altezza degli occhi o delle spalle di un adulto.
- Ingresso dei cavi. I tubi corrugati e i cavi entrano nella scatola dagli appositi fori, con una scorta di lunghezza sufficiente ma senza matasse inutili che riempiono il quadro.
- Montaggio dei dispositivi sulla guida DIN secondo lo schema: interruttore generale, scaricatore, differenziali, magnetotermici ed eventuali altri componenti.
- Collegamento. I conduttori si spelano alla lunghezza giusta e su quelli flessibili si usano i puntalini. Le fasi vanno ai magnetotermici, i neutri alla morsettiera del rispettivo differenziale, i conduttori di protezione alla barra di terra comune. I collegamenti tra i dispositivi si fanno con pettini di collegamento o cavi di sezione adeguata.
- Serraggio dei morsetti con la coppia indicata dal costruttore. Un morsetto lento col tempo si scalda ed è una delle cause più comuni di guasto.
- Etichette dei circuiti. Ogni interruttore riceve la sua targhetta, così tra un anno sai cosa stai spegnendo.
- Accensione e verifiche. Dopo l'accensione si controlla che tutti i circuiti funzionino e che i differenziali intervengano. Seguono le misure strumentali e la documentazione, descritte più sotto.
Preparazione e coordinamento con gli altri mestieri
Cosa preparare prima che arrivi l'elettricista
- Elenco degli apparecchi e della loro posizione. Induzione, forno, lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, scaldabagno elettrico, climatizzatori, pompa di calore, riscaldamento elettrico a pavimento. Molti di questi richiedono un circuito dedicato.
- Il posto per il quadro. Deve essere facile da raggiungere, per esempio nell'ingresso o nel corridoio. Sono poco adatti il retro di una porta che si apre contro il quadro, l'interno di un armadio a muro, il bagno o la zona sopra il lavello o un fornello.
- Accordi con l'amministratore su dove si trova il vano contatori, chi ha la chiave e quando si può togliere corrente.
- Documenti esistenti, se ci sono: vecchio schema, una precedente dichiarazione di conformità, notizie su eventuali rifacimenti dell'impianto.
- Spazio libero attorno al punto di montaggio e protezione di pavimenti e mobili dalla polvere delle tracce.
- Un piano per la giornata senza corrente. Frigorifero e congelatore svuotati o alimentati in altro modo, telefoni e computer carichi.
Chi viene prima e chi dopo
Il quadro è il punto in cui arrivano tutti i cavi, quindi il momento del montaggio va pensato bene.
- Le tracce e i tubi dell'impianto devono essere pronti prima, così tutti i cavi arrivano al punto del quadro.
- Il muratore sistema l'intorno del quadro da incasso. Durante la posa bisogna tenere conto dello spessore finale di intonaco, rasatura o rivestimento, perché la cornice non resti troppo infossata né sporga. Se è previsto un cappotto termico interno o una controparete, la profondità cambia.
- Il cartongessista deve sapere in anticipo se il quadro va in una parete o in una controparete.
- Chi fornisce la cucina dovrebbe dare potenze e posizioni degli elettrodomestici prima che il quadro venga collegato in modo definitivo.
- L'idraulico si occupa di scaldabagno, pompa di calore o caldaia, che hanno bisogno di un circuito proprio e a volte di un comando a orario.
- L'imbianchino arriva dopo la posa della cornice. Se i dispositivi sono già montati, vanno coperti.
In una ristrutturazione l'ordine abituale è questo: la scatola si posa insieme a tracce e tubi, poi arrivano intonaci, rasature e tinteggiatura, e i dispositivi si montano e collegano solo nella fase di finitura, quando polvere e umidità non sono più un problema.
Cosa rende il lavoro più semplice o più complicato
L'impegno cambia molto da casa a casa. Questo spiega perché due montaggi che sembrano uguali possono richiedere tempi e lavoro molto diversi.
Cosa facilita il lavoro
- cavi nuovi in rame con conduttore di protezione, già posati ed etichettati durante la ristrutturazione,
- montaggio a parete o nicchia già pronta nel muro,
- uno schema chiaro dei circuiti e le scelte sugli elettrodomestici fatte prima di iniziare,
- casa vuota, senza nulla da tenere acceso,
- accesso semplice al vano contatori e possibilità di togliere corrente senza attese.
Cosa lo complica
- impianti vecchi con cavi dall'isolamento indurito o screpolato, che si rompe appena si piega il filo,
- impianti senza conduttore di protezione, frequenti negli edifici più datati: il differenziale aiuta, ma l'impianto resta incompleto e bisogna decidere come procedere,
- cavi senza etichette, per cui ogni circuito va individuato con misure,
- incasso in calcestruzzo duro o in un muro dove passano altre tubazioni,
- molti circuiti e componenti aggiuntivi, per esempio gestione dei carichi, domotica, impianto fotovoltaico o alimentazione trifase,
- sostituzione in una casa abitata, dove alcuni circuiti vanno ripristinati in fretta.
Una domanda frequente è se convenga cambiare solo il quadro e lasciare i vecchi cavi. Tecnicamente si può, ma il nuovo quadro con i differenziali a volte rivela difetti nascosti dei cavi e comincia a scattare. L'elettricista dovrebbe dirti prima in che stato è l'impianto e quali rischi comporta tenerlo. Se il quadro si rifà all'interno di una ristrutturazione più ampia, può rientrare nei bonus edilizi previsti per gli interventi sugli impianti: le regole cambiano spesso, quindi verifica quelle in vigore con il tuo tecnico o commercialista.
Errori tipici e come si manifestano
- Quadro piccolo senza riserva. Te ne accorgi al primo elettrodomestico nuovo, quando non c'è posto per un altro interruttore. A quel punto si cambia tutta la scatola.
- Un solo differenziale per tutta la casa. Qualsiasi guasto spegne tutto, frigorifero e luci compresi.
- Neutri scambiati tra differenziali. Il neutro di un circuito protetto da un differenziale finisce sotto un altro. I differenziali scattano senza motivo apparente e trovare la causa richiede molto tempo.
- Magnetotermico non adatto alla sezione del cavo. Un interruttore troppo grande su un cavo sottile significa che il cavo può surriscaldarsi prima che l'interruttore intervenga.
- Morsetti non serrati. Col tempo compaiono odore di bruciato, plastica scurita attorno al morsetto o spegnimenti saltuari di un circuito.
- Etichette mancanti. Per un guasto o per cambiare un lampadario nessuno sa quale interruttore abbassare e si spegne tutta la casa.
- Posizione sbagliata. Un quadro nascosto da un mobile o dentro un armadio si cerca al buio proprio quando serve.
- Nessuna dichiarazione di conformità. Senza questo documento non hai prova che l'impianto sia stato realizzato a regola d'arte. Il problema emerge quando vendi o affitti la casa, in caso di sinistro con l'assicurazione o quando un'impresa successiva deve mettere mano all'impianto.
Tempi, verifiche e controllo del lavoro finito
La semplice sostituzione del quadro in un appartamento normale, con cavi pronti ed etichettati, richiede di solito una giornata di lavoro. Se la scatola va incassata, se bisogna individuare circuiti senza etichette o sistemare cavi vecchi, i tempi si allungano. Con il quadro da incasso bisogna considerare anche il tempo di presa di gesso o malta, che a seconda del materiale va da qualche ora a circa un giorno, e poi i giorni per intonaco, rasatura e pittura.
Misure e dichiarazione di conformità
A lavoro finito l'impresa installatrice esegue le verifiche previste: controlla i collegamenti, misura la resistenza di isolamento, la continuità dei conduttori di protezione, l'impianto di terra o l'impedenza dell'anello di guasto e verifica l'intervento dei differenziali. Poi rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08, con allegati come lo schema del quadro e l'elenco dei materiali usati. Conservala insieme ai documenti della casa.
Montare e collegare un quadro elettrico è un lavoro riservato a un'impresa abilitata. Non è un lavoro per chi non ha la qualifica, nemmeno sotto supervisione. Un errore nel quadro può non vedersi subito, ma al primo guasto di un apparecchio può mettere in pericolo la vita di qualcuno o causare un incendio. Per questo qui non trovi una guida al montaggio fai da te.
Cosa puoi controllare da solo
- Aspetto. La scatola è dritta, lo sportello si apre e si chiude senza impuntarsi, i posti liberi sono chiusi con i coprimoduli e non si arriva con le dita a parti in tensione.
- Ordine interno. I cavi seguono percorsi chiari, non formano un groviglio. Nessun filo spelato sporge dai morsetti.
- Etichette. Ogni interruttore ha una targhetta comprensibile, per esempio "prese cucina" o "luci bagno".
- Prova dei differenziali. Ogni differenziale ha un tasto di prova, di solito con la lettera T. Premendolo il differenziale deve scattare. I costruttori consigliano di ripetere la prova regolarmente, più o meno ogni sei mesi.
- Circuiti. Abbassa uno alla volta i magnetotermici e controlla che le etichette corrispondano a ciò che si spegne davvero.
- Documenti. Fatti consegnare schema e dichiarazione di conformità.
Checklist per la consegna
- il quadro è nel punto concordato ed è facile da raggiungere,
- la scatola è dritta, ben fissata e lo sportello si chiude senza problemi,
- il numero di circuiti corrisponde allo schema concordato e nel quadro è rimasto spazio di riserva,
- i circuiti prese sono protetti da un differenziale,
- i circuiti importanti, come frigorifero e luci, sono divisi in modo che un solo guasto non spenga tutta la casa,
- tutti i dispositivi hanno un'etichetta che corrisponde alla realtà,
- i posti liberi sono chiusi con coprimoduli e non si vedono parti in tensione,
- i tasti di prova dei differenziali funzionano,
- dopo l'accensione tutte le luci e le prese funzionano,
- l'intorno del quadro da incasso è rifinito oppure è chiaro chi lo sistemerà,
- hai lo schema del quadro,
- hai la dichiarazione di conformità firmata dall'impresa installatrice.
Domande frequenti
No. Il collegamento del quadro è un intervento sull'impianto elettrico che può eseguire solo un'impresa abilitata. Oltre alla sicurezza c'è un aspetto pratico: senza un lavoro eseguito a regola d'arte e senza dichiarazione di conformità non hai alcun documento che attesti la sicurezza dell'impianto, e questo pesa in caso di sinistro o di vendita della casa.
Sì. Anche cambiare il quadro è un intervento sull'impianto, e a lavoro finito l'elettricista esegue le verifiche e rilascia la dichiarazione di conformità. Il documento conferma che le protezioni contro la scossa elettrica funzionano come devono.
Spesso il vecchio quadro non aveva un differenziale efficiente su tutti i circuiti, quindi le dispersioni di corrente passavano inosservate. Il nuovo le rileva. Le cause tipiche sono isolamento dei vecchi cavi danneggiato, umidità in una scatola di derivazione, un elettrodomestico difettoso o neutri scambiati. L'elettricista trova il problema con le misure e scollegando i circuiti uno alla volta.
Il contatore interviene quando la potenza assorbita da tutta la casa supera per troppo tempo quella del contratto, per esempio con forno, lavatrice e phon accesi insieme. Il quadro invece protegge i singoli circuiti. Se succede spesso, le strade sono due: chiedere un aumento di potenza al fornitore oppure far installare nel quadro un dispositivo di gestione dei carichi che stacca per primo l'apparecchio meno importante.
Dipende dalla grandezza della casa e dal numero di circuiti. Di solito i circuiti si dividono almeno su due differenziali, oppure per i circuiti importanti si usano magnetotermici differenziali dedicati. L'obiettivo è che un singolo guasto non lasci al buio tutta la casa.
Nella maggior parte dei casi sì. Occupa pochi moduli e protegge dai picchi di tensione l'elettronica di casa: televisori, computer, caldaie, pompe di calore ed elettrodomestici con schede elettroniche. Funziona meglio come parte di una protezione completa dell'edificio, quindi può valere la pena chiedere all'amministratore se nel condominio esistono già protezioni a monte.
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