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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Pavimentazioni speciali | ||||
| Pavimento epossidico colato con motivo Terrazzo/Marmo | mq | - | ||
| Posa massetto a secco fino a 200 mm - argilla espansa | mq | - | ||
| Posa elementi per massetto a secco in gessofibra tipo Rigidur con collante | mq | 11,84 € | - | |
| Pavimento decorativo in poliuretano colato | mq | - | ||
| Pavimento epossidico colato fino a 4mm | mq | - | ||
Terrazzo o marmo: le differenze e quando scegliere l'uno o l'altro
La base è la stessa per entrambi gli effetti: una resina epossidica bicomponente, cioè resina e indurente, da miscelare prima della colata nel rapporto indicato dal produttore. Cambia il modo in cui nasce il decoro.
- effetto terrazzo: si ottiene con scaglie colorate (chips) di plastica, pietra o vetro, che il posatore sparge sullo strato fresco e poi ricopre con un'altra mano di resina; il disegno è calmo, nasconde bene lo sporco leggero e regge anche gli ambienti molto frequentati;
- effetto marmo: nasce dalla cosiddetta marmorizzazione a fresco, in cui più tonalità vengono colate insieme nello stesso strato e unite in venature con spatola o pennello; l'effetto è elegante, ma ogni passaggio sbagliato resta visibile, quindi la tecnica è più impegnativa;
- pigmenti metallici: si aggiungono quando cerchi profondità e un riflesso perlato, spesso in combinazione con la marmorizzazione.
Quando scegli, pensa anche alla luce. Lo stesso disegno appare diverso alla luce del giorno e sotto i faretti. Conviene quindi chiedere un campione o una piccola superficie di prova e guardarla direttamente nella stanza.
Come si realizza, passo dopo passo
- Misurare umidità e resistenza del sottofondo e controllare le crepe.
- Levigare o fresare il sottofondo, eliminando vecchie vernici, colle e tracce di grasso.
- Aspirare a fondo la superficie con un aspiratore industriale.
- Stendere il primer, che uniforma l'assorbimento e consolida la superficie.
- Riparare crepe e avvallamenti ed eventualmente livellare con la rasatura prevista dal sistema.
- Rispettare i giunti di dilatazione lungo il perimetro e nei passaggi, proteggere pareti, soglie e telai delle porte.
- Miscelare la resina con i pigmenti e colare lo strato di base con la spatola dentata, in spessore uniforme.
- Creare il decoro: spargere le scaglie oppure colare e unire i colori in venature.
- Passare il rullo frangibolle per far uscire l'aria intrappolata.
- A indurimento avvenuto, applicare la finitura protettiva lucida, opaca o antiscivolo.
- Lasciare indurire il pavimento e proteggerlo da polvere, umidità e carichi.
Di solito il pavimento è calpestabile dopo circa 24 ore. Per il carico pieno, cioè mobili e tappeti, i produttori indicano in genere circa una settimana. Durante la colata si richiede di norma una temperatura intorno ai 15-25 °C e un'umidità relativa sotto il 75 % circa. I valori precisi sono nella scheda tecnica del sistema usato.
È il sottofondo a decidere quanto dura il pavimento
Capita spesso che un bel decoro, dopo un anno, si stacchi o si crepi. Il problema quasi mai sta nella resina, ma sotto. La resina epossidica è uno strato sottile e rigido: copia fedelmente ogni movimento e ogni crepa del supporto.
- massetto cementizio o calcestruzzo: deve essere solido, asciutto e senza lattime di cemento in superficie, con un'umidità massima che stabilisce il produttore e che si misura prima di iniziare;
- massetto in anidrite: è sensibile all'umidità e richiede un primer adatto;
- vecchie piastrelle: spesso si possono lasciare se sono ben ancorate, a patto di carteggiarle, chiudere le fughe e usare un primer per supporti non assorbenti;
- legno e pannelli OSB: si muovono con umidità e temperatura, quindi la resina colata in genere non è consigliata, salvo che il sistema lo preveda espressamente.
Se dal sottofondo può risalire umidità, per esempio in una cantina o in una casa vecchia senza isolamento, il problema va risolto prima della colata. Altrimenti sotto la resina si formano bolle. Se vivi in condominio, avvisa per tempo l'amministratore e i vicini: la levigatura è rumorosa e fa molta polvere.
Cosa rende il lavoro più semplice o più impegnativo
- stato del sottofondo: un massetto piano e asciutto richiede poca preparazione, mentre vecchie colle, residui di bitume sotto il parquet o crepe significano più lavoro;
- forma della stanza: una grande superficie rettangolare si cola più facilmente di un piccolo ingresso pieno di angoli, telai e gradini;
- complessità del decoro: un terrazzo a una tinta è più semplice di un marmo a più colori con venature metalliche o con un logo inserito;
- numero di strati e tipo di finitura: uno strato finale antiscivolo o stabile ai raggi UV è un passaggio in più;
- dettagli: scarichi, piatto doccia a filo, raccordi con altri pavimenti e battiscopa richiedono tempo e precisione;
- accesso e tempi: se durante l'indurimento non si può passare nella zona, il lavoro va diviso in fasi.
Errori tipici e come evitarli
L'errore più comune è una preparazione sottovalutata. Polvere, grasso o un massetto umido portano a scarsa adesione, bolle e distacchi. Il secondo è una miscelazione imprecisa: se il rapporto tra resina e indurente non è giusto o l'impasto non è mescolato bene, restano zone morbide e appiccicose che non induriranno più.
Anche le condizioni sbagliate creano problemi. In una stanza fredda e umida la resina indurisce lentamente e la superficie può diventare opaca o lattiginosa. Se si salta il rullo frangibolle, restano piccole bolle e crateri. Con l'effetto marmo succede invece che il disegno sembri casuale o che si veda la giunzione tra due riprese. Aiutano un piano di colata ben pensato e abbastanza persone per colare la superficie in una volta sola.
L'ultimo errore è il carico anticipato. Chi stende un tappeto o avvicina i mobili troppo presto rischia impronte permanenti.
Come controllare il pavimento finito
Alla consegna guarda il pavimento sia alla luce del giorno sia con una torcia tenuta radente. La luce radente rivela irregolarità che con l'illuminazione normale non si notano.
- la superficie è continua, senza bolle, crateri, granelli di polvere o zone appiccicose;
- il decoro corrisponde al campione concordato per colore e densità di scaglie o venature;
- nei punti di giunzione tra le riprese non si vede il passaggio;
- i bordi lungo pareti, telai e soglie sono puliti e le pareti non sono sporche di resina;
- vicino agli scarichi e nella doccia l'acqua scorre nella direzione giusta e non ristagna;
- la finitura ha il grado di lucentezza concordato e il trattamento antiscivolo dove era previsto;
- battendo leggermente il pavimento non suona vuoto;
- hai ricevuto per iscritto le istruzioni su indurimento, pulizia e manutenzione e il nome del sistema usato.
Domande frequenti
Sì, la superficie è senza fughe e l'acqua non ha dove infiltrarsi. Contano però scarico, pendenze e raccordo con le pareti. L'impermeabilizzazione sotto il pavimento va prevista secondo le indicazioni del produttore del sistema. Sulle superfici bagnate è consigliabile uno strato finale antiscivolo.
Nella maggior parte dei casi sì, perché lo strato sottile lascia passare bene il calore. Il massetto deve però essere maturo e asciugato con il ciclo di avviamento del riscaldamento previsto. Durante colata e indurimento l'impianto di solito si spegne o si abbassa. Segui le istruzioni del produttore del sistema.
La resina epossidica da sola, con forte esposizione ai raggi UV, può cambiare leggermente tonalità nel tempo, soprattutto nei colori chiari. Con grandi vetrate si applica quindi in superficie una finitura stabile ai raggi UV, di solito poliuretanica, che protegge il colore.
La resina è resistente, ma la sabbia sotto le scarpe e i mobili senza feltrini lasciano piccoli graffi su una finitura molto lucida. Una finitura opaca li nasconde meglio. I piccoli danni si possono carteggiare e riverniciare in modo localizzato.
Basta spazzare o aspirare e lavare con un mocio, acqua tiepida e un detergente delicato a pH neutro. Non servono cere né trattamenti impregnanti. Evita solventi aggressivi e pagliette abrasive.
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