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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Pavimentazioni | ||||
| Posa parquet a spina di pesce (Chevron) | mq | - | ||
| Rimozione vecchio parquet in legno chiodato/incollato | mq | 3,55 € | - | |
| Rimozione accurata vecchio parquet secondo schema di posa | mq | 7,55 € | - | |
| Posa pavimenti in laminato | mq | 11,84 € | - | |
| Posa pavimenti vinilici a click | mq | - | ||
| Posa pavimenti in legno ingegnerizzato a click/incastro | mq | 18,50 € | - | |
| Posa parquet massello/prefinito a colla | mq | 17,76 € | - | |
| Installazione riscaldamento a pavimento (tappetino elettrico) | mq | - | ||
| Posa e incollaggio parquet a listelli | mq | - | ||
| Posa e incollaggio listelli parquet originali (recuperati) | mq | - | ||
| Levigatura e 3x verniciatura parquet | mq | - | ||
| Levigatura, stuccatura e 3x verniciatura parquet (completa) | mq | 44,40 € | - | |
| Installazione battiscopa | ml | 5,92 € | - | |
| Sigillatura attorno ai battiscopa | ml | 1,63 € | - | |
| Installazione profili di transizione | pz | 11,84 € | - | |
Che differenza c'è tra spina ungherese e spina di pesce
A prima vista i due disegni si somigliano, la differenza sta nelle teste dei listoni. Nella spina di pesce i listoni hanno le teste dritte. Si posano a 90° l'uno rispetto all'altro e leggermente sfalsati, così la linea centrale risulta a dentini. Nella spina ungherese le teste sono tagliate in obliquo, di solito a 45° o a 60°, e i listoni si incontrano esattamente in una punta. Il risultato è una linea a freccia pulita, senza gradini.
Il parquet a spina ungherese si compra quasi sempre già tagliato in fabbrica, in due versioni: listoni destri e listoni sinistri. Il parquettista li alterna seguendo lo schema di posa. In cantiere si taglia soprattutto lungo i muri, nei passaggi tra le stanze e attorno ai telai delle porte.
Preparare il massetto e il materiale
Con un disegno a freccia il fondo conta ancora più che in una posa dritta. Ogni avvallamento si traduce in una punta che non chiude bene. Il massetto deve essere planare, solido, senza crepe e asciutto.
- Planarità: come riferimento si indica di solito uno scostamento di circa 2 mm sotto una staggia da due metri. Se il fondo è peggiore, il posatore stende un primer e livella con un autolivellante.
- Umidità: si misura con uno strumento, il più delle volte con il metodo al carburo (igrometro CM). Per un massetto cementizio si richiede di solito un valore attorno al 2% CM, per uno in anidrite molto meno, e con il riscaldamento a pavimento i limiti sono ancora più bassi. Valgono sempre le indicazioni del produttore della colla e del parquet.
- Solidità e pulizia: se in superficie c'è uno strato debole e polveroso, il massetto va carteggiato e poi aspirato a fondo. La polvere sotto la colla è una delle cause più comuni di listoni che si staccano.
Prima della posa il parquet dovrebbe restare qualche giorno nella stanza dove verrà incollato, di solito almeno due, per adattarsi a temperatura e umidità dell'ambiente. In quel momento intonaci e massetti devono essere già finiti e asciutti, e la stanza dovrebbe avere una normale temperatura di casa.
Come si posa, passo dopo passo
- Misurare la stanza, controllare se i muri sono in squadra e decidere l'asse principale del disegno, di solito nella direzione della luce o lungo il lato più lungo.
- Tracciare l'asse sul massetto con un laser o con una cordicella battifilo e decidere come collegare il disegno alle stanze vicine.
- Disporre la prima fila a secco, così che i bordi lungo i muri risultino simmetrici e non restino strisce troppo sottili.
- Stendere la colla con una spatola dentata su una zona piccola, da coprire entro il tempo aperto della colla.
- Posare i listoni destri e sinistri con le punte esattamente sull'asse e premere bene ogni pezzo.
- Dopo ogni fila controllare la direzione della freccia, la chiusura dei giunti e la planarità, perché un piccolo errore cresce fila dopo fila.
- Rifilare i bordi con una troncatrice e lasciare lungo i muri il giunto di dilatazione indicato dal produttore.
- Lasciare indurire la colla, levigare se serve e rifinire con vernice o olio, a meno che il parquet non sia già prefinito.
- Montare battiscopa e profili di raccordo.
Colla, legno e finitura
La spina ungherese si incolla quasi sempre su tutta la superficie. Si usano colle elastiche senza acqua, di solito silaniche (polimeri MS) o poliuretaniche. Una colla a base d'acqua può far gonfiare e imbarcare il legno. Le silaniche elastiche seguono bene i movimenti naturali del legno e sono una scelta comune anche sul riscaldamento a pavimento. Le poliuretaniche bicomponenti danno un incollaggio molto rigido, però vanno miscelate con precisione. Quanta colla serve lo dice il produttore, in base alla dentatura della spatola e alla planarità del fondo.
Esistono anche pavimenti a spina ungherese con incastro a click per la posa flottante. Con questo disegno però sono meno stabili e su superfici ampie si muovono di più, per questo i parquettisti preferiscono incollare.
- Essenza: in Italia la più usata è il rovere, duro e abbastanza stabile. Frassino, noce o legni esotici vanno bene, ma conviene valutarli con più attenzione.
- Massello o multistrato: il massello si può levigare più volte, ma reagisce di più agli sbalzi di umidità. Il multistrato (parquet prefinito a due o tre strati) è più stabile e più adatto al riscaldamento a pavimento. Quante volte si potrà rinnovare dipende dallo spessore dello strato nobile.
- Vernice o olio: la vernice resiste di più e si pulisce più facilmente. L'olio ha un aspetto più naturale e si ritocca anche solo in un punto, ma richiede una manutenzione regolare.
Con il riscaldamento a pavimento, prima della posa il massetto va portato in temperatura seguendo il ciclo di accensione e spegnimento indicato dall'idraulico o dall'installatore dell'impianto. Dopo la posa il riscaldamento si riaccende in modo graduale.
Cosa rende il lavoro più semplice o più impegnativo
Conta soprattutto lo stato del fondo. Un massetto planare e asciutto in una stanza rettangolare è il caso più semplice per il parquettista. Il lavoro si allunga invece quando ci sono:
- un massetto storto, crepato o umido, da livellare o da lasciare asciugare;
- una pianta articolata, con nicchie, pilastri e molte porte;
- un disegno continuo su più stanze, senza soglie a interromperlo;
- muri fuori squadra, che obbligano a tagli irregolari lungo i bordi;
- levigatura e finitura in opera al posto di un parquet prefinito.
Con i tagli obliqui si produce più sfrido che in una posa dritta. Tienine conto quando ordini il materiale. In condominio conviene avvisare l'amministratore e i vicini e rispettare gli orari di silenzio previsti dal regolamento, perché troncatrice e levigatrice fanno rumore.
Per chi fa da sé è un lavoro difficile. Senza troncatrice, laser ed esperienza nella posa angolata il rischio di un disegno storto è alto, e per correggerlo di solito bisogna smontare una parte del pavimento.
Gli errori più comuni nella posa
- Asse tracciato male: le frecce si allontanano piano piano dal muro o non cadono al centro della stanza.
- Incollaggio su fondo umido o storto: restano vuoti sotto i listoni, che suonano a vuoto e col tempo si staccano.
- Colla sbagliata: una colla a base d'acqua o troppo rigida non regge i movimenti del legno.
- Manca il giunto di dilatazione: contro muri e ostacoli fissi il pavimento può sollevarsi.
- Nessun acclimatamento: dopo la posa il legno cambia misura e nei giunti compaiono fessure.
- Tempo aperto superato: il listone va su una colla già filmata e non aderisce su tutta la superficie.
Come controllare il pavimento finito
Quando ritiri il lavoro, guarda il pavimento con la luce del giorno e anche da lontano, per esempio dalla porta. Controlla:
- che le frecce vadano dritte nella direzione concordata e che le punte stiano su una sola linea;
- che i giunti sulle punte siano chiusi, senza fessure visibili né differenze di altezza;
- che i listoni, battuti leggermente, non suonino a vuoto, segno di un vuoto sotto;
- che i bordi lungo i muri siano simmetrici e senza strisce troppo sottili;
- che il giunto di dilatazione sia coperto dal battiscopa e che il battiscopa sia fissato al muro, non al pavimento;
- che i raccordi con gli altri pavimenti siano dritti e i profili ben fissati;
- che la finitura non abbia macchie, polvere nella vernice o zone non trattate;
- di avere ricevuto la misura dell'umidità del massetto, il tipo di colla usata e le istruzioni di manutenzione.
Domande frequenti
Sì, se si usa un parquet multistrato, una colla elastica adatta al riscaldamento e il massetto è stato portato in temperatura e asciugato secondo il ciclo previsto. Dopo la posa il riscaldamento va riacceso gradualmente.
Di solito si può camminare con attenzione dopo uno o due giorni. Per il carico pieno e i mobili bisogna aspettare che colla e finitura siano del tutto indurite. I tempi precisi li indica il produttore della colla e della vernice o dell'olio.
Il prefinito accorcia i lavori ed evita la levigatura in casa. La finitura in opera permette di eliminare piccole differenze di altezza tra i listoni e crea uno strato unico di vernice o olio su tutta la superficie.
Sì, si può levigare e riverniciare o ripassare a olio. Quante volte dipende dallo spessore dello strato nobile: il massello è quello che sopporta più rinnovi.
Aspira con una spazzola morbida, lava solo con un panno appena umido e un detergente per legno e metti feltrini sotto i mobili. Aiutano anche un'umidità in casa tra il 40 e il 60% circa e uno zerbino agli ingressi.
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