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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Piastrellatura pareti e pavimenti | ||||
| Piastrellatura parete/pavimento formato XL 60×120 | mq | 80,30 € | - | |
| Piastrellatura standard a parete/pavimento fino a 60 cm | mq | 56,95 € | - | |
| Piastrellatura in gres porcellanato oltre 60 cm | mq | 71,55 € | - | |
| Piastrellatura parete/pavimento formato XXL 120×260 | mq | - | ||
| Posa mosaico | mq | - | ||
| Piastrellatura in pietra naturale/artificiale / Klinker | mq | - | ||
| Rivestimento in pietra a spacco (recinzioni, zoccolature) | mq | - | ||
| Posa listelli decorativi / bombati | ml | 3,65 € | - | |
| Posa pavimento in diagonale fino a 600 mm | mq | 65,70 € | - | |
| Stuccatura | mq | 2,75 € | - | |
| Stuccatura siliconica | mq | 5,25 € | - | |
| Siliconatura angoli e bordi interni | ml | 2,75 € | - | |
| Taglio a idrogetto 60×60 (bordo a 45°) | ml | 8,60 € | - | |
| Taglio a idrogetto 120×120 (bordo a 45°) | ml | 11,55 € | - | |
| Taglio a idrogetto - foratura piastrella | ml | 15,35 € | - | |
| Bordo a 45° (installazione e posa) | ml | 86,15 € | - | |
| Battiscopa da piastrelle | ml | 9,50 € | - | |
| Taglio fori nelle piastrelle | pz | 17,50 € | - | |
Perché il 60×120 si comporta diversamente da una piastrella normale
Una lastra lunga non si comporta come un quadrato 30×30 o 60×60. Durante la cottura il gres si incurva leggermente, quasi sempre al centro del lato lungo. Su un formato piccolo l'occhio non lo nota. Su 120 cm anche una curvatura minima diventa un dislivello tra i bordi, cioè un punto in cui una piastrella sporge rispetto a quella accanto. A pavimento lo senti sotto il piede, a parete lo vedi con la luce radente.
La seconda differenza riguarda la colla. Sotto una lastra grande si formano facilmente sacche d'aria. Se l'adesivo non copre quasi tutto il retro, la piastrella suona vuota quando la batti e sotto carico, per esempio sotto il piede di un mobile o dopo un urto, può rompersi.
La terza differenza è la movimentazione. Una persona da sola non riesce a trasportare né a posare in sicurezza un 60×120. Si lavora in due, con ventose e spesso con un telaio di trasporto. Per tagliare servono una taglierina lunga e utensili diamantati. Tutto questo incide sia sul ritmo del lavoro sia sul risultato.
Dove si usa più spesso il 60×120:
- pavimenti di soggiorni, corridoi e cucine, spesso con riscaldamento a pavimento,
- pareti del bagno, quando si vogliono meno fughe possibili,
- paraschizzi della cucina tra i pensili e il piano,
- continuità tra interno e terrazzo, se il produttore offre lo stesso decoro anche nello spessore da esterno.
Il 60×120 a confronto con le altre voci del listino
Nel listino NUMIQ, oltre a questa voce, ne trovi altre due simili, ognuna con la propria pagina. Conviene scegliere quella giusta, perché ciascuna prevede una procedura e un impegno diversi.
- Rivestimento e pavimento fino a 60 cm: formati comuni come 30×60, 60×60 o più piccoli. Un pezzo si porta da soli, il fondo non deve essere così perfetto, i tagli sono più corti e si procede più in fretta. Se hai scelto un 60×60, la voce giusta è questa, non quella XL.
- Rivestimento e pavimento formato XL 60×120 (questa pagina): un formato lungo ben preciso. Richiede un fondo più planare, doppia spalmatura, sistema di livellamento e lavoro in coppia. A parete bisogna considerare il peso e la resistenza del supporto.
- Gres oltre 60 cm: gli altri grandi formati, per esempio 80×80, 100×100, 120×120 o le grandi lastre sottili. Con le misure più grandi servono telai di trasporto, più persone e a volte attrezzi di taglio diversi. Se il tuo formato supera i 60 cm ma non è un 60×120, guarda quella pagina.
Perché il 60×120 ha una voce a parte? Nella pratica è il formato XL più diffuso e i piastrellisti hanno una procedura collaudata. È decisamente più impegnativo del 60×60, ma si posa ancora con una squadra normale, senza l'attrezzatura speciale che richiedono le lastre più grandi.
Cosa deve essere pronto prima che arrivi il piastrellista
Con il formato XL la preparazione conta più dell'incollaggio stesso. La maggior parte dei problemi nasce nel fondo, non nella piastrella.
Planarità e solidità del fondo
Massetto o intonaco devono essere piani. Per i grandi formati si indica di solito uno scostamento massimo di circa 2 mm sotto una staggia da 2 m; i valori esatti li danno il produttore delle piastrelle e quello della colla. Le irregolarità marcate non si correggono con la colla, perché uno strato troppo spesso ritira asciugando e la piastrella può ondularsi. A pavimento si ricorre quindi spesso a un autolivellante, a parete si rettifica l'intonaco oppure si usano lastre in cartongesso.
Il fondo deve essere solido, senza polvere e senza strati che si sfaldano. A volte si può incollare sopra il vecchio pavimento, ma con il 60×120 conviene solo se è ben aderente, planare e non suona vuoto.
Umidità del massetto
Un massetto nuovo deve asciugare. Quello cementizio richiede di norma diverse settimane in base allo spessore, quello in anidrite è ancora più sensibile all'umidità. Il piastrellista dovrebbe misurare l'umidità residua, non stimarla a occhio. Con il riscaldamento a pavimento, prima della posa si esegue il ciclo di accensione e spegnimento secondo il protocollo del produttore dell'impianto. Senza questo passaggio il massetto rischia di assestarsi quando il pavimento è già posato.
Schema di posa e coordinamento con gli altri lavori
Con le lastre lunghe conviene disegnare la disposizione in anticipo. L'obiettivo è evitare strisce strette lungo le pareti e vicino alle porte, e posizionare attacchi dell'acqua, prese e interruttori in modo che non cadano proprio sul bordo di una piastrella. Per questo è utile accordarsi con l'idraulico e con l'elettricista prima degli intonaci. Spostare scatole e punti luce è un lavoro dell'elettricista abilitato, che a fine intervento rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08. Nella pratica capita spesso che una presa sia fuori di 2 cm e che la piastrella vada tagliata per tutta la larghezza.
Altre cose che devono essere già fatte o decise:
- impermeabilizzazione nella doccia e intorno alla vasca, con bandelle negli angoli e guarnizioni intorno agli attacchi,
- quota del pavimento finito, per controtelai e soglie,
- posizione e tipo della canalina di scarico, se la doccia è a filo pavimento,
- fissaggio degli elementi pesanti a parete, come vaso sospeso o lavabo, per non forare alla cieca il rivestimento finito.
Come si posa il 60×120, passo dopo passo
Pavimento
Dopo il controllo del fondo si stende un primer, che uniforma l'assorbimento e migliora l'aderenza della colla. Il piastrellista traccia l'asse secondo lo schema e posa a secco la prima fila, per verificare i raccordi con porte e pareti.
La colla si stende con una spatola dentata a dente grande, di solito 10-12 mm, e uno strato sottile si applica anche sul retro della piastrella. È la cosiddetta doppia spalmatura. I solchi sul fondo vanno tirati paralleli al lato corto, così l'aria può uscire quando si preme la lastra. La piastrella si appoggia, si fa scorrere leggermente e si pressa, spesso con un martello in gomma o un vibratore per piastrelle.
Tra le lastre si inseriscono i distanziatori livellanti con i cunei, che tengono i bordi sullo stesso piano mentre la colla fa presa. A colla indurita le basi si spezzano. Ogni tanto si solleva una piastrella appena posata per controllare che la colla copra tutta la superficie. Se non è così, si corregge il metodo.
Parete
A parete si parte da un listello d'appoggio orizzontale fissato sopra il pavimento. Così la prima fila non scivola, e la fila più bassa si completa alla fine, quando la quota del pavimento finito è chiara. Con il peso di un 60×120 servono una colla a scivolamento verticale nullo e un supporto solido. Il cartongesso deve essere adatto agli ambienti umidi e di solito si fa a doppia lastra, per reggere il carico indicato dal produttore del sistema.
A parete il 60×120 si posa in verticale o in orizzontale. In verticale ci sono meno fughe orizzontali e la stanza sembra più alta. In orizzontale è più facile far coincidere l'altezza del rivestimento con una fila di piastrelle.
Tagli e fori
Per i tagli dritti si usa una taglierina manuale con guida più lunga di 120 cm oppure una sega da banco raffreddata ad acqua. I fori per tubi e scatole si fanno con corone diamantate, le sagomature con la smerigliatrice. Negli spigoli i bordi tagliati vengono spesso molati a 45 gradi, per ottenere un angolo pulito senza profilo. Nella doccia con pendenza la piastrella si taglia a busta, oppure si usa una canalina lineare a parete e si dà pendenza a tutta la superficie in un'unica direzione. Con il 60×120 la seconda soluzione di solito è più bella, perché le lastre restano intere.
Stuccatura e giunti elastici
Si stucca a colla indurita, di solito non prima del giorno dopo; con le colle rapide anche prima, secondo il produttore. La fuga è stretta, in genere 2-3 mm, ma non deve essere nulla. Angoli, raccordo con la vasca, perimetro del pavimento e giunti di dilatazione non si riempiono con lo stucco ma con silicone sanitario.
Quanto tempo serve
La posa del 60×120 è sensibilmente più lenta rispetto ai formati piccoli. Ogni lastra si incolla in doppia spalmatura, si regola con i livellatori e per i tagli va maneggiata in due. Dopo la posa si può camminare con cautela sul pavimento di solito dopo 24 ore, mentre il carico pieno e l'accensione del riscaldamento a pavimento sono indicati dai produttori di colla in genere dopo alcuni giorni o settimane. A questo si aggiungono i tempi della rasatura e dell'asciugatura del massetto, che di solito è la voce più lunga dell'intero cantiere.
Materiali e varianti: cosa scegliere e perché
Piastrella
- Bordo rettificato: la piastrella ha i lati molati e perfettamente squadrati, quindi si posa con fuga stretta. Per il 60×120 è lo standard.
- Spessore: di solito intorno ai 9-10 mm. Le versioni più spesse da esterno pesano di più e si tagliano con più fatica. Le versioni sottili sono più leggere a parete, ma più fragili da maneggiare.
- Superficie: la finitura lucida mette in evidenza ogni dislivello e ogni ondulazione, quella opaca li nasconde meglio. Per pavimenti di bagno e cucina conviene guardare anche la resistenza allo scivolamento dichiarata dal produttore.
Colla
Per i grandi formati si usa un adesivo cementizio migliorato, di solito classificato C2 secondo UNI EN 12004, a scivolamento ridotto (T) e con tempo aperto allungato (E). Con riscaldamento a pavimento, su cartongesso o sul balcone si sceglie una colla deformabile (S1 o S2). Esistono anche colle più fluide pensate per i pavimenti, che riempiono meglio lo spazio sotto la lastra. Vale sempre ciò che prescrive il produttore delle piastrelle.
Sistema di livellamento
Con il 60×120 i distanziatori livellanti a cuneo o a vite sono quasi indispensabili. Non correggono un fondo sbagliato, ma tengono allineati i bordi delle lastre vicine durante la presa. Il sistema a cuneo è più veloce, quello a vite permette una regolazione più fine.
Stucco per fughe
Per gli ambienti asciutti basta un buon stucco cementizio CG2. In doccia e sul paraschizzi della cucina si sceglie spesso lo stucco epossidico, che non assorbe acqua né grasso. Si lavora con più fatica e fa presa più in fretta, quindi richiede esperienza.
Cosa semplifica il lavoro e cosa lo rende più impegnativo
L'impegno, e quindi il costo finale, dipende da ciò che il piastrellista trova in cantiere. Il lavoro è più semplice con:
- un fondo piano e asciutto che non richiede rasatura,
- una superficie rettangolare ampia, senza nicchie né pilastri,
- uno schema concordato in anticipo e attacchi posizionati correttamente,
- un accesso comodo, ascensore o piano terra, dove le lastre arrivano facilmente.
Il lavoro si complica con:
- un bagno piccolo con molti angoli, nicchie e tagli intorno ai tubi,
- un rivestimento fino al soffitto, dove le lastre pesanti si posano da trabattello o scala,
- spigoli molati a 45 gradi invece dei profili,
- una doccia in pendenza con tagli a busta,
- l'abbinamento delle venature, se il gres imita il marmo e il disegno deve proseguire su più pezzi,
- il trasporto ai piani alti senza ascensore, dato che spesso un 60×120 nell'ascensore del condominio non entra nemmeno.
Quando ordini il materiale, prevedi una scorta per gli sfridi. Con le lastre lunghe e le stanze articolate lo scarto è più alto che con i formati piccoli, e più avanti potrebbe non essere possibile ricomprare lo stesso lotto di produzione.
Errori tipici e come si manifestano col tempo
- Posa sfalsata a metà: lo sfalsamento di mezza lunghezza sembra naturale, ma con lastre incurvate esalta i dislivelli tra i bordi. Per questo i produttori consigliano di norma uno sfalsamento massimo di un terzo. Controllalo nella scheda tecnica prima di scegliere lo schema.
- Colla a punti: l'adesivo messo solo a mucchietti lascia vuoti sotto la lastra. Col tempo compaiono suono vuoto, crepe o piastrelle staccate.
- Livellare con uno strato spesso di colla: invece di rasare, l'irregolarità viene colmata con la colla. Il risultato è una superficie ondulata e crepe da ritiro.
- Giunti di dilatazione mancanti: un pavimento senza giunto elastico sul perimetro e sotto le porte, con i movimenti termici, soprattutto con riscaldamento a pavimento, può sollevarsi o rompersi.
- Fuga quasi nulla: le lastre si toccano sui bordi, non hanno spazio per muoversi e si scheggiano.
- Posa su massetto umido: l'umidità si presenta più tardi con efflorescenze nelle fughe o distacchi.
- Strisce sottili lungo le pareti: senza uno schema, vicino alla porta nasce una striscia di pochi centimetri che sembra un errore e si rompe facilmente.
- Supporto debole a parete: un cartongesso a lastra singola o un vecchio intonaco possono non reggere il peso di un rivestimento XL. Il problema si vede solo dopo un po', con crepe nelle fughe.
Guida fai da te: pavimento 60×120 in una stanza piccola
Se hai già posato piastrelle più piccole e vuoi provare il formato XL, parti da un pavimento piano in una stanza semplice, senza doccia. La parete del bagno e la doccia in pendenza è più sensato lasciarle a un professionista. Procurati un aiutante, ventose doppie, una taglierina lunga, distanziatori livellanti, una spatola a dente grande e un frustino miscelatore.
- Controllare il fondo con una staggia lunga e correggere le irregolarità con un autolivellante.
- Aspirare il fondo e applicare il primer secondo le istruzioni del produttore.
- Disegnare lo schema di posa e posare a secco la prima fila.
- Applicare la banda di dilatazione lungo tutto il perimetro della stanza.
- Impastare una colla adatta ai grandi formati seguendo esattamente le istruzioni e lasciarla riposare.
- Stendere la colla sul fondo con la spatola dentata e uno strato sottile sul retro della lastra.
- Posare la lastra in due, farla scorrere leggermente e premerla.
- Inserire i distanziatori livellanti e stringere i cunei.
- Sollevare la prima lastra e verificare la copertura della colla.
- Togliere la colla in eccesso dalle fughe prima che indurisca.
- A colla indurita spezzare i distanziatori e stuccare.
- Riempire perimetro e giunti di dilatazione con silicone.
Se il fondo si rivela troppo irregolare o le prime lastre non stanno in piano neanche con i livellatori, fermati. Riparare un pavimento XL è più complicato che farlo posare bene fin dall'inizio.
Controllo del lavoro finito alla consegna
Guarda la superficie finita alla luce del giorno e anche con una torcia o una lampada appoggiata a terra, che illumina di taglio. La luce radente mostra dislivelli e ondulazioni molto meglio della luce dall'alto. Alla consegna verifica:
- la planarità sotto una staggia lunga, senza gobbe o avvallamenti visibili,
- l'assenza di dislivelli tra lastre vicine che si sentano con il dito o con il piede,
- la battitura con un manico o una chiave, senza suono vuoto sulle lastre,
- fughe di larghezza uniforme e con andamento dritto,
- lo schema concordato e uno sfalsamento conforme alle indicazioni del produttore,
- tagli intorno a tubi, scatole e controtelai senza scheggiature,
- giunti elastici in silicone negli angoli, sul perimetro e lungo vasca o piatto doccia,
- la pendenza della doccia, con l'acqua che scorre verso la canalina senza ristagni,
- la pulizia della superficie, senza residui di colla o stucco,
- la consegna delle piastrelle avanzate dello stesso lotto per eventuali riparazioni,
- l'indicazione di quando si può caricare completamente il pavimento e accendere il riscaldamento a pavimento.
Domande frequenti
A volte sì, se il vecchio pavimento è ben aderente, planare e non suona vuoto in nessun punto. La superficie va pulita, sgrassata e trattata con un primer di aggrappo. Tieni conto che il pavimento si alza e questo può creare problemi con porte e passaggi verso le altre stanze.
Sì, il gres conduce bene il calore. Servono però un massetto asciutto con ciclo di accensione già eseguito, una colla deformabile, un incollaggio pieno e i giunti di dilatazione. Dopo la posa il riscaldamento si riaccende gradualmente secondo le indicazioni del produttore della colla.
Le lastre lunghe sono spesso leggermente incurvate al centro. Con lo sfalsamento a metà, il centro rialzato di una lastra incontra il bordo di quella vicina e si crea un gradino visibile. Uno sfalsamento di un terzo o meno attenua molto l'effetto.
Di solito sì, se la struttura è progettata per il rivestimento, cioè con orditura più fitta e doppia lastra per ambienti umidi. Il carico massimo lo indica il produttore del sistema in cartongesso, quindi verificalo con il cartongessista prima di costruire la parete.
Con piastrelle rettificate si lavora di solito con una fuga di circa 2-3 mm. Una fuga più stretta non lascia alle lastre spazio per muoversi e si riempie peggio. Spesso il produttore indica direttamente la larghezza minima.
Con cautela, di norma dopo 24 ore, con le colle rapide anche prima. Mobili, elettrodomestici pesanti e carico pieno solo dopo il tempo indicato dal produttore della colla, generalmente qualche giorno.
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