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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Tetti e coperture | ||||
| Rivestimento facciata in lamiera ad aggraffatura angolare | mq | 19,74 € | - | |
| Installazione capriate in legno (struttura portante della copertura) | m² | - | ||
| Installazione listellatura per tetto in tegole | mq | - | ||
| Installazione controlistellatura | mq | 3,38 € | - | |
| Installazione barriera vapore | mq | 2,82 € | - | |
| Copertura tetto in aggraffatura | mq | 14,10 € | - | |
| Installazione membrana impermeabile in PVC (tetto piano) | mq | - | ||
| Prova a scintilla membrana in PVC (tetto piano) | mq | - | ||
| Posa copertura in tegole ceramiche/cemento | mq | 28,20 € | - | |
Come funziona l'aggraffatura angolare
Ogni fascia di lamiera ha i bordi laterali rialzati. I bordi di due fasce vicine si accostano e si piegano insieme ad angolo. Si forma così una nervatura verticale, quella linea sottile e regolare che si vede sulla facciata. La fascia è fissata al supporto con piccoli ganci metallici nascosti, chiamati graffe, che restano dentro la giunzione. La lamiera quindi non viene mai forata sulla superficie e l'acqua non trova punti da cui entrare.
Perché proprio l'aggraffatura angolare e non quella doppia? Nella doppia aggraffatura i bordi vengono ripiegati due volte: il giunto è più stagno ed è adatto soprattutto ai tetti poco inclinati, dove l'acqua ristagna più a lungo. Su una parete verticale l'acqua scorre via in fretta, quindi l'aggraffatura angolare è più che sufficiente. Si esegue più rapidamente e dà un aspetto pulito.
Esiste anche il sistema a scatto, detto click, in cui i bordi già sagomati dei pannelli si incastrano semplicemente tra loro. Sulle grandi superfici lisce la posa è più veloce. Su una facciata movimentata, con molte finestre e spigoli, l'aggraffatura tradizionale resta però più precisa.
Come si esegue la posa, passo dopo passo
La lamiera non appoggia mai direttamente sul muro. Si tratta di una facciata ventilata: tra isolante e lamiera resta un'intercapedine d'aria. L'aria sale verso l'alto come in un camino e porta via l'umidità. Il muro resta asciutto e il rischio di muffa si riduce.
- Schema di posa: il lattoniere disegna dove andranno le singole fasce, in modo che le nervature risultino simmetriche rispetto a finestre e spigoli.
- Staffe e sottostruttura: nel muro si ancorano delle staffe e su queste un'orditura in legno o in metallo, che corregge la planarità della parete.
- Isolamento termico: tra le staffe si inserisce l'isolante, di solito lana minerale non combustibile.
- Membrana per facciate: protegge l'isolante da vento e umidità e dovrebbe essere adatta a facciate con giunti aperti.
- Intercapedine ventilata: di solito almeno 20-40 mm, con aperture libere in basso vicino alla zoccolatura e in alto vicino al coronamento.
- Fasce e graffe: la fascia si aggancia alle graffe, che la tengono ferma senza forature.
- Chiusura dell'aggraffatura: sui tratti lunghi con l'aggraffatrice, negli angoli e nei dettagli con attrezzi manuali.
- Dettagli: rivestimento del coronamento, dei davanzali, delle spallette, della zoccolatura e degli attraversamenti con elementi di sistema.
Quale lamiera scegliere e quando
- Acciaio zincato preverniciato: la scelta più comune e facile da reperire. Per la facciata conviene un rivestimento di qualità superiore, più resistente ai raggi UV, altrimenti il colore sul lato sud col tempo può sbiadire.
- Alluminio: leggero, quindi adatto alle ristrutturazioni in cui la parete non sopporta carichi elevati. Con gli sbalzi di temperatura però si dilata più dell'acciaio, per cui la corretta gestione delle dilatazioni conta ancora di più.
- Titanzinco: col tempo forma una patina grigia protettiva in cui i piccoli graffi scompaiono, e non richiede verniciature. In un ambiente adatto dura molti decenni. Conviene mettere in conto tempi di consegna più lunghi.
- Rame e acciaio inox: molto durevoli e di grande effetto, nelle case unifamiliari si vedono piuttosto di rado.
Lo spessore della lamiera per facciate è di solito tra 0,6 e 0,8 mm. Attenzione agli abbinamenti tra metalli: se l'acqua scorre dal rame sull'acciaio zincato si innesca la corrosione galvanica e l'acciaio si rovina in fretta. Sulla stessa facciata scegli quindi metalli compatibili tra loro.
Cosa rende il lavoro più semplice o più complicato
Due facciate con la stessa superficie possono richiedere un impegno molto diverso. Una parete liscia senza aperture si riveste in fretta, perché l'aggraffatrice percorre l'intera fascia in un solo passaggio. Ogni finestra, spigolo, nicchia o foro per ventilazione e illuminazione richiede invece lavoro manuale in più.
- Forma dell'edificio: spigoli, curve e parti arretrate vanno sagomati con precisione.
- Numero di finestre: spallette e davanzali sono tra i punti più laboriosi.
- Altezza dell'edificio: sulle case più alte serve il ponteggio. Se rifai anche il tetto, lo si monta una volta sola.
- Stato del supporto: una vecchia muratura storta richiede più lavoro per mettere in piano la sottostruttura.
- Lunghezza delle fasce: con fasce lunghe, secondo il produttore di solito oltre i 3 m, servono anche graffe scorrevoli.
- Meteo: con il gelo la lamiera si lavora peggio e alcuni dettagli non si possono eseguire.
È un lavoro in quota che richiede attrezzatura professionale, quindi va affidato a un lattoniere esperto. Se abiti in condominio, la facciata è una parte comune: prima di tutto parlane con l'amministratore di condominio. Se il rivestimento si abbina a un intervento di isolamento, informati anche sui bonus edilizi disponibili in quel momento.
Gli errori che si ripetono
La lamiera in sé dura a lungo. I problemi nascono quasi sempre da una posa che non tiene conto di come si comporta il metallo.
- Solo graffe fisse su fasce lunghe: d'estate il metallo si dilata, non ha spazio per muoversi e la superficie si ondula, oppure si strappano i fissaggi.
- Poche graffe: il loro numero va stabilito in base alla zona di vento e all'altezza dell'edificio, non per abitudine dell'impresa. Altrimenti con una burrasca il rivestimento può danneggiarsi.
- Intercapedine ostruita o assente: l'umidità resta nella struttura e condensa sull'isolante.
- Sigillante al posto del dettaglio: il sigillante si secca e si crepa. Il giunto va risolto con la forma della lamiera.
- Aggraffatura non chiusa bene: un punto con il giunto allentato lascia entrare la pioggia spinta dal vento.
- Schema di posa sbagliato: una fascia stretta sullo spigolo della facciata non si corregge più a lavoro finito.
Nella pratica capita anche che un'impresa abbia ottime referenze per i tetti ma realizzi una facciata per la prima volta. Chiedi quindi di vedere facciate già finite e vai a guardarle di persona.
Come controllare la facciata finita
- le nervature sono parallele e chiuse per tutta la lunghezza,
- guardando la parete di lato la superficie non è ondulata,
- le fasce sono disposte in modo simmetrico rispetto a finestre e spigoli,
- le aperture di ventilazione alla zoccolatura e al coronamento sono libere e protette da una rete,
- i davanzali hanno il gocciolatoio che allontana l'acqua dal muro,
- angoli e attraversamenti sono risolti con elementi di sistema, non con sigillante,
- sulla lamiera non ci sono graffi, ammaccature o residui di pellicola protettiva,
- hai ricevuto una garanzia separata per il materiale e per la posa, insieme alla documentazione della lamiera utilizzata.
Domande frequenti
Sì. Su una parete verticale l'acqua scorre via in fretta e non si ferma, quindi l'aggraffatura angolare è una soluzione diffusa e collaudata. La doppia aggraffatura ha senso soprattutto sui tetti poco inclinati.
Sì, è una soluzione comune. La lamiera però non si fissa all'isolante: la sostiene una sottostruttura ancorata al muro tramite staffe. Tra isolante e lamiera deve restare un'intercapedine ventilata.
Di solito no. Le gocce non colpiscono direttamente la superficie verticale, e isolante e sottostruttura attutiscono il suono. Non è paragonabile a un tetto in lamiera.
Sì, il lattoniere apre l'aggraffatura, toglie la fascia e aggraffa quella nuova. Il problema è piuttosto la tonalità, perché una lamiera patinata o sbiadita non corrisponde mai esattamente a una nuova.
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