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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Tetti e coperture | ||||
| Installazione barriera vapore | mq | 2,82 € | - | |
| Installazione capriate in legno (struttura portante della copertura) | m² | - | ||
| Installazione listellatura per tetto in tegole | mq | - | ||
| Installazione controlistellatura | mq | 3,38 € | - | |
| Rivestimento facciata in lamiera ad aggraffatura angolare | mq | 19,74 € | - | |
| Copertura tetto in aggraffatura | mq | 14,10 € | - | |
| Installazione membrana impermeabile in PVC (tetto piano) | mq | - | ||
| Prova a scintilla membrana in PVC (tetto piano) | mq | - | ||
| Posa copertura in tegole ceramiche/cemento | mq | 28,20 € | - | |
A cosa serve la barriera al vapore e dove si posa
In ogni casa si produce molto vapore acqueo: quando cucini, fai la doccia, stendi il bucato in casa e anche solo respirando. L'aria calda e umida tende a spingersi verso l'esterno. Se entra nell'isolante e lì si raffredda, diventa acqua. Un isolante bagnato isola peggio, il legno di travi e travetti si inumidisce, compare la muffa e si rovinano anche le lastre di cartongesso e i profili metallici.
La regola di base è una sola: la barriera al vapore va sempre sul lato caldo dell'isolamento, cioè verso la stanza. Mai tra l'isolante e l'esterno, perché lì tratterrebbe l'umidità dentro la struttura invece di fermarla.
Nella pratica si incontrano due situazioni:
- posa nella stratigrafia del tetto: il telo si stende sotto i travetti o sotto l'isolante posato tra i travetti, nelle falde della mansarda, e si collega agli altri strati della copertura,
- montaggio nel controsoffitto in cartongesso: il telo si posa sopra le lastre, sotto l'isolamento del solaio o del sottotetto.
Nel controsoffitto l'ordine degli strati, partendo dalla stanza verso l'alto, è questo: lastra di cartongesso, profili portanti, barriera al vapore, isolante termico e infine il solaio o la struttura del tetto. In mansarda le due situazioni si incontrano spesso: il soffitto piano prosegue nelle falde inclinate, e proprio questo passaggio deve restare continuo, senza interruzioni.
Barriera al vapore, freno al vapore o telo igrovariabile
Nel linguaggio comune tutti questi teli si chiamano barriera al vapore, ma tra loro ci sono differenze importanti:
- barriera al vapore classica (in polietilene o con strato riflettente in alluminio): blocca quasi del tutto il passaggio del vapore ed è adatta alle normali stratigrafie isolate,
- freno al vapore: rallenta il vapore e lascia che la struttura si asciughi in modo controllato, si sceglie per le stratigrafie traspiranti,
- telo igrovariabile: cambia permeabilità in base all'umidità, d'inverno protegge l'isolante e d'estate lascia asciugare la struttura verso l'interno, si usa spesso in mansarda e nella ristrutturazione di case più vecchie.
Quale sia quello giusto dipende dall'intera stratigrafia: che telo c'è sotto le tegole, che isolante si usa, se il tetto è ventilato. La verifica del rischio di condensa si fa di solito con un calcolo igrotermico secondo le norme UNI di riferimento (per esempio la UNI EN ISO 13788). Se hai dubbi, fai valutare la stratigrafia da un tecnico o da un artigiano esperto. Per i teli con strato riflettente l'orientamento segue le indicazioni del produttore: di norma il lato lucido va verso la stanza.
Oltre al telo contano allo stesso modo gli accessori di sistema: nastri adesivi per i giunti, sigillante elastico per il raccordo alle murature e manicotti per i passaggi di cavi, tubi e faretti. Telo e nastri dovrebbero essere dello stesso produttore, così si è sicuri che aderiscano bene tra loro.
Come si esegue la posa passo dopo passo
- Controllare il supporto: deve essere asciutto, pulito e senza sporgenze taglienti che possano strappare il telo.
- Posare l'isolante senza fessure, per evitare ponti termici.
- Pianificare la disposizione dei teli in modo da avere meno giunti possibile.
- Stendere il telo con il lato corretto verso l'interno, senza tenderlo troppo, fissandolo man mano con graffette.
- Sovrapporre i teli, di solito di circa 10 cm o secondo il produttore, e nastrare ogni giunto con il nastro di sistema.
- Raccordare il telo lungo tutto il perimetro a pareti, timpani e cordoli con il sigillante, premendolo con un listello o un profilo.
- Sigillare i passaggi di canna fumaria, tubazioni e cavi con manicotti o nastro.
- Controllare tutto prima di chiudere e solo dopo montare profili e lastre di cartongesso.
Nella pratica funziona bene lo spazio per gli impianti: sotto il telo si fissano listelli o profili portanti e il cartongesso si aggancia sotto di essi. Cavi elettrici e scatole per i punti luce passano in questo spazio e non serve forare il telo. Se sul tetto si fanno anche altri lavori, per esempio la listellatura di ventilazione o le lattonerie, conviene coordinarli in modo da non danneggiare il telo già posato.
L'impianto elettrico nel controsoffitto deve farlo un elettricista abilitato, che a fine lavoro rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08.
Cosa rende il lavoro più semplice o più complesso
La difficoltà, e quindi anche il costo, dipende soprattutto da quanti dettagli bisogna risolvere, non tanto dalla superficie. Più semplice è un soffitto piano in una casa nuova, con pianta regolare e pochi passaggi. Richiedono più lavoro:
- la mansarda con soffitto piano e falde inclinate, dove bisogna passare con continuità da un piano all'altro,
- molti faretti a incasso, bocchette della ventilazione meccanica o altoparlanti nel soffitto,
- finestre da tetto, canna fumaria e cordoli, attorno ai quali il telo va sagomato e sigillato,
- la ristrutturazione con murature vecchie e irregolari, dove il raccordo si sigilla con più fatica,
- i teli igrovariabili e gli accessori di sistema di qualità superiore,
- il lavoro in quota sotto il colmo, che richiede un ponteggio o un trabattello.
Nastri e sigillanti hanno un loro intervallo di temperatura. Con il gelo o su un supporto polveroso non aderiscono, per questo in inverno la posa in un sottotetto non riscaldato a volte si rimanda.
Errori tipici nella posa della barriera al vapore
- Telo sul lato sbagliato. È l'errore più grave: l'umidità resta intrappolata dentro la struttura.
- Sovrapposizione senza nastro. La sola sovrapposizione dei teli non sigilla, anche se sembra di sì.
- Nastro economico generico. Col tempo si stacca e il giunto smette di tenere.
- Manca il raccordo alle murature. Un telo solo accostato alla parete lascia una fessura continua lungo tutto il perimetro.
- Telo bucato. Durante il montaggio dei profili si strappa o si fora facilmente, e nessuno lo ripara.
- Fori per i faretti fatti dopo. Capita spesso che vengano aperti i fori nel controsoffitto finito e che nessuno sigilli più la barriera in quei punti.
- Interruzioni negli angoli e nel passaggio alle falde. Sono proprio i punti più sottovalutati.
Le conseguenze di solito non si vedono subito. Macchie di umidità, muffa negli angoli o bollette del riscaldamento più alte compaiono dopo qualche stagione, quando il soffitto è chiuso da tempo e ripararlo significa smontarlo.
Controllo del lavoro prima di chiudere
La barriera al vapore va controllata prima che venga coperta dal cartongesso o dal rivestimento. Dopo non si vede più. Fare qualche foto in questa fase è utile, anche come documentazione dei lavori se l'intervento rientra in un bonus edilizio per l'efficienza energetica. Al collaudo verifica che:
- il telo sia posato con il lato corretto verso l'interno, secondo le indicazioni del produttore,
- tutti i teli siano sovrapposti e ogni giunto sia nastrato per intero, senza pieghe né bordi staccati,
- lungo il perimetro il telo sia raccordato a pareti e timpani con sigillante o nastro,
- il passaggio tra soffitto piano e falda sia continuo,
- canna fumaria, tubazioni e cavi abbiano manicotti o siano nastrati con cura,
- sulla superficie non ci siano fori, strappi o buchi di graffette e viti,
- nastri e sigillanti appartengano allo stesso sistema del telo,
- nei lavori più impegnativi la tenuta sia stata verificata con una prova di tenuta all'aria (blower door test).
Domande frequenti
Sempre sul lato caldo dell'isolamento, cioè verso la stanza riscaldata. Per i teli con strato riflettente segui le indicazioni del produttore: di solito il lato lucido va verso l'interno.
Sì, se il controsoffitto separa un ambiente riscaldato da uno più freddo, per esempio un sottotetto non riscaldato o lo spazio sotto la copertura. Tra due piani entrambi riscaldati di norma non si usa.
Sì, succede spesso quando si isola in un secondo momento il solaio o la mansarda. Prima però conviene far valutare la stratigrafia esistente. Nelle case più vecchie si sceglie spesso un telo igrovariabile, che gestisce meglio l'umidità già presente nella struttura.
Possono, ma ogni passaggio va sigillato con un manicotto o con il nastro. È più semplice creare uno spazio per gli impianti sotto il telo e far passare lì cavi e scatole, così il telo non va forato affatto.
La barriera ferma quasi del tutto il passaggio del vapore, il freno lo rallenta e lascia asciugare la struttura. La scelta dipende dall'intera stratigrafia del tetto o del solaio.
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