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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Rinterro e compattazione | ||||
| Compattazione sottofondo con piastra vibrante | mq | 5,10 € | - | |
| Rinterro con terreno e compattazione | mc | - | ||
| Rinterro con ghiaia / aggregato frantumato | mc | 14,60 € | - | |
| Riempimento con sabbia-ghiaia + compattazione | mc | 13,85 € | - | |
| Compattazione con rullo vibrante | mq | 4,10 € | - | |
A cosa serve la compattazione e quando ti serve
Il terreno e la ghiaia riportata contengono aria tra i grani. Se su uno strato così posi una pavimentazione o un getto di calcestruzzo, sotto il carico e con l'azione di acqua e gelo i grani si assestano poco alla volta. Il risultato sono avvallamenti, pozzanghere, lastre crepate e cordoli fuori piombo. La compattazione fa questo assestamento in anticipo: vibrazione e pressione riordinano i grani in modo che si incastrino tra loro e lo strato non si schiacci più.
La compattazione serve in pratica ogni volta che sul terreno nasce qualcosa che deve portare un carico:
- sottofondo per autobloccanti, vialetti pedonali e terrazze a terra;
- accessi carrabili e posti auto;
- strati di base sotto una platea di fondazione o un pavimento contro terra;
- rinterri di tracce degli allacciamenti e rinterri intorno alle fondazioni;
- basi per casette da giardino, box auto o piscine.
Bisogna distinguere due cose. Il piano di posa è il fondo dello scavo, cioè il terreno naturale da cui si parte. Gli strati di sottofondo sono i materiali portati in cantiere, di solito misto granulare frantumato di varie pezzature. Si compattano entrambi, ma in modo diverso e con risultati diversi.
Come si svolge il lavoro in cantiere
Preparazione e compattazione del piano di posa
Dopo lo scavo si toglie prima tutto il terreno vegetale, le radici e i punti molli. Il terreno vegetale non si compatta, perché contiene sostanza organica che col tempo si decompone e cala. Il piano di posa si regola secondo la pendenza prevista e si passa con la piastra o con il rullo. Con terreni sabbiosi e ghiaiosi il lavoro va bene. Con terreni argillosi e limosi la vibrazione funziona meno e il terreno bagnato sotto la piastra comincia a "pompare", cioè si muove a onde e butta fuori acqua. In quel caso si interrompe, si sostituiscono i punti bagnati con ghiaia oppure si lascia asciugare il fondo.
Sui terreni coesivi si stende spesso un geotessile di separazione, di solito un tessuto non tessuto. Impedisce che la terra fine col tempo risalga dentro la ghiaia e che il sottofondo perda portanza.
Stesa e compattazione a strati
Il misto granulare non si stende mai tutto in una volta nello spessore finale. Si distribuisce in uno strato che la macchina riesce a compattare per intero, e solo dopo si aggiunge il successivo. Con le piastre leggere si lavora di solito per strati di circa 15-20 cm, le piastre reversibili più pesanti e i rulli reggono spessori maggiori secondo i dati del costruttore. Con la compattazione lo strato si abbassa, quindi il materiale si stende un po' più alto della quota finale.
Ogni strato si percorre a fasce che si sovrappongono, di norma da quattro a sei passate. Si parte dai bordi e si va verso il centro, in pendenza dal basso verso l'alto. Un operatore esperto riconosce lo strato compattato perché la piastra comincia a saltellare, il rumore cambia e dopo il passaggio la superficie non conserva impronte. Le macchine più pesanti hanno un indicatore di compattazione che mostra direttamente questa informazione.
Bordi, angoli e zone vicino alle tubazioni
La piastra non arriva fino al muro, negli angoli e a ridosso dei pozzetti. Queste zone si rifiniscono con un costipatore a salto, quello che in cantiere molti chiamano "rana" o pestello: ha un piede piccolo e si manovra bene. Sopra i tubi appena posati si compatta prima il rinfianco a mano o con mezzi leggeri, e la macchina pesante entra solo quando il ricoprimento è sufficiente. Il sottofondo dovrebbe sporgere oltre il bordo della futura pavimentazione, così i cordoli non poggiano su un margine sciolto.
Quanto ci vuole
Le passate con la piastra sono veloci. Il tempo se ne va soprattutto per scaricare, stendere e bagnare il materiale. Per un normale accesso carrabile di qualche decina di m² con due o tre strati si parla in genere di uno o due giorni di lavoro. La compattazione non ha tempi di asciugatura né di maturazione: sul sottofondo finito si può proseguire subito. Se nel frattempo piove forte o gela, la superficie va però ricontrollata e se serve ricompattata prima di andare avanti.
Piastra vibrante, rullo vibrante o costipatore
Questa pagina del listino riunisce due voci: compattazione con piastra vibrante e compattazione con rullo vibrante. Entrambe sono calcolate al m², ma cambiano la macchina, l'effetto in profondità e il tipo di lavoro a cui si adattano.
Piastra leggera monodirezionale
Avanza in una sola direzione e si gira a mano. Va bene per vialetti pedonali, piccole terrazze, per compattare il letto di sabbia e per vibrare gli autobloccanti già posati usando il tappetino in gomma o poliuretano. Per strati spessi di ghiaia sotto un accesso carrabile è troppo debole.
Piastra reversibile
Macchina più pesante che va avanti e indietro senza doverla girare. È la scelta normale per sottofondi di accessi carrabili, parcheggi e platee di case unifamiliari. Regge strati più spessi e si usa bene anche in cortili chiusi e lungo i muri.
Rullo vibrante
Il rullo duplex a conduzione manuale o il rullo con sedile conviene su superfici più grandi e aperte: accessi lunghi, parcheggi più ampi, viabilità interna di aree produttive o condomini. Ha un effetto in profondità maggiore e rende di più a m². Però richiede spazio per girare, un accesso per il trasporto della macchina, e su superfici piccole il suo vantaggio sparisce. Vicino a edifici vecchi, fondazioni deboli dei vicini o murature appena fatte le vibrazioni vanno valutate con attenzione: sia il rullo sia la piastra pesante trasmettono scosse all'intorno.
Costipatore a salto
Serve per tracce strette, angoli, intorno ai pozzetti e sui terreni coesivi. Dove la piastra vibra in superficie, il costipatore spinge il materiale in profondità a colpi. Nella pratica si lavora spesso in combinazione: la superficie con piastra o rullo, i bordi con il costipatore.
Quando confronti i preventivi, chiedi quale macchina verrà usata, quanto sarà spesso un singolo strato e se la voce al m² riguarda un solo strato o tutto il pacchetto. È il motivo più frequente per cui offerte che sembrano uguali in realtà non si possono confrontare.
Materiale e umidità giusta
Per gli strati di sottofondo si usa misto granulare frantumato a granulometria continua, per esempio un misto stabilizzato 0/30 o un misto di cava di pezzatura più grossa per gli strati bassi. Per il letto di posa degli autobloccanti si usa sabbia o un pietrischetto fine, secondo le indicazioni del produttore della pavimentazione. I grani frantumati hanno spigoli vivi e si incastrano tra loro. La ghiaia tonda di fiume o il ghiaietto decorativo sotto la vibrazione rotolano soltanto e non formano uno strato solido, quindi non vanno sotto superfici carrabili.
Perché conta l'umidità? Il materiale secco si compatta male, perché l'attrito tra i grani è alto e la parte fine si alza in polvere. Il materiale troppo bagnato invece spinge fuori l'acqua e non si lascia schiacciare. L'ideale è un misto leggermente umido: se lo stringi nel palmo tiene la forma, ma non cola acqua. D'estate perciò gli strati si bagnano prima di compattarli, dopo la pioggia si aspetta che l'acqua sia scesa.
Il materiale gelato e il piano di posa gelato non si compattano. Al disgelo lo strato si assesterebbe e tutto il lavoro sarebbe da rifare.
Cosa preparare prima che arrivi la squadra
La compattazione è un lavoro rapido che si blocca facilmente per cose che andavano risolte prima. Quando arriva la squadra dovrebbe essere chiaro che:
- lo scavo è finito alla profondità e con la pendenza previste, il terreno vegetale è stato portato via;
- tutte le tubazioni nell'area sono posate, rinfiancate e rilevate (fognatura, acqua, linee elettriche, drenaggi, corrugati per la futura illuminazione);
- il materiale è ordinato nella pezzatura e nella quantità giuste, con un margine per il calo dovuto alla compattazione;
- quote finali e pendenze sono concordate, meglio se tracciate con picchetti o filo;
- c'è accesso per il camion e per la macchina, ed eventualmente uno spazio dove scaricare il materiale;
- è disponibile acqua per bagnare gli strati.
Se l'area è condominiale, per esempio un cortile comune o un parcheggio, i lavori vanno concordati prima con l'amministratore di condominio, anche per avvisare i residenti di rumore, polvere e posti auto non disponibili.
Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica
Il lavoro semplice è una superficie piana e aperta, con terreno ghiaioso, buon accesso e materiale scaricato direttamente sul posto. L'impegno cresce, e con lui il costo, quando:
- il materiale va portato a mano o con la carriola attraverso un cancello stretto o il giardino;
- la superficie ha molti angoli, curve, gradini e passaggi di tubi dove serve il costipatore;
- il terreno è argilloso o pieno d'acqua e bisogna sostituire i punti molli, stendere geotessile o fare un drenaggio;
- si compatta in pendenza o in tracce strette;
- il sottofondo è spesso e composto da più strati;
- il progetto chiede di verificare la portanza con una prova;
- si lavora a ridosso di edifici vecchi e le vibrazioni vanno limitate;
- la superficie è piccola e il trasporto della macchina pesa molto rispetto al lavoro vero e proprio.
Come si collega agli altri lavori
La compattazione sta tra lo scavo e tutto quello che viene sopra, quindi coinvolge diverse figure. Prima devono essere finiti gli scavi e tutti gli allacciamenti. Uno scavo fatto dopo, attraverso un sottofondo già compattato, rovina l'intera superficie, e il rinterro della traccia non si comporterà mai come il resto. Idraulico, elettricista e chi posa i drenaggi devono quindi avere tubi e corrugati al loro posto prima che si cominci a stendere la ghiaia.
Dopo la compattazione arrivano la posa dei cordoli, il letto di posa e la pavimentazione, oppure casseri e getto della platea, o ancora l'asfaltatura. I cordoli si posano su un letto di calcestruzzo appoggiato al sottofondo compattato, non sulla terra smossa. Sotto le platee di solito si stende ancora un magrone o una impermeabilizzazione, che vogliono una superficie piana e solida, senza grani appuntiti che sporgono.
Se c'è un progetto, spessori degli strati e portanza richiesta li stabilisce il progettista o lo strutturista. Per le pavimentazioni carrabili per auto si seguono spesso le indicazioni del produttore della pavimentazione, riportate nelle schede tecniche.
Errori tipici e come si vedono col tempo
- Strato troppo spesso in una volta. La superficie sembra solida, ma sotto il materiale è rimasto sciolto. Dopo uno o due anni la pavimentazione si abbassa a solchi sotto le ruote.
- Terreno vegetale o radici lasciati sotto. La sostanza organica si decompone e nella superficie nascono avvallamenti localizzati.
- Materiale compattato troppo secco o troppo bagnato. Lo strato non raggiunge la densità necessaria e cala in modo irregolare.
- Ghiaia tonda al posto del frantumato. Il sottofondo scorre sotto il carico e la pavimentazione si ondula.
- Bordi non compattati. Col tempo i cordoli si inclinano e le file esterne di masselli scendono.
- Nessun geotessile su terreno argilloso. La terra entra nella ghiaia, il sottofondo perde portanza e d'inverno con il gelo la superficie si solleva.
- Macchina pesante subito sopra tubi appena posati. Il tubo può rompersi o deformarsi, e te ne accorgi solo quando la fognatura si intasa.
- Pendenza sbagliata già nel sottofondo. L'acqua ristagna sotto e sopra la pavimentazione e d'inverno danneggia tutto il pacchetto.
Guida fai da te: compattare il sottofondo di un vialetto o di una terrazza
Una superficie piccola, come un vialetto in giardino o una terrazza a terra, puoi compattarla anche da solo con una piastra a noleggio. Non lavorare in fai da te in tracce profonde, vicino alle fondazioni di case vecchie o sopra tubazioni di cui non conosci con certezza la posizione. La piastra a motore emette gas di scarico: non usarla in ambienti chiusi né in scavi profondi. Vibrazioni e rumore sono forti, quindi cuffie, scarpe antinfortunistiche e guanti sono indispensabili.
- Rimuovere terreno vegetale e radici, regolare lo scavo con una pendenza di circa 1-2 % in direzione opposta alla casa.
- Passare il piano di posa con la piastra, sostituire con ghiaia i punti molli e bagnati.
- Su terreno argilloso stendere un geotessile di separazione con sormonti tra i teli.
- Stendere misto stabilizzato 0/30 a strati secondo le indicazioni del costruttore della piastra, con macchine leggere di solito non oltre 15-20 cm.
- Bagnare il materiale secco fino a renderlo umido, senza che coli acqua.
- Passare ogni strato da quattro a sei volte a fasce sovrapposte, dai bordi verso il centro.
- Rifinire angoli e zone lungo il muro con un pestello manuale.
- Controllare planarità e pendenza con staggia e livella, integrare dove manca materiale e ricompattare.
- Dopo la posa dei masselli e l'intasamento delle fughe con sabbia, vibrare la pavimentazione con la piastra munita di tappetino in gomma.
Controllo e collaudo del lavoro finito
Il controllo più semplice è guardare e camminare. Su un sottofondo ben compattato la scarpa non lascia impronta, la superficie non molleggia e al passaggio di un'auto non si formano solchi. La planarità si controlla con una staggia da due metri: gli scostamenti devono restare entro quanto ammesso dal produttore della pavimentazione o dal progetto.
Per accessi carrabili, parcheggi e sottofondi di platee la portanza si verifica con una misura. Si esegue una prova di carico su piastra statica oppure la più rapida prova con piastra dinamica leggera. Il risultato è un modulo di deformazione da confrontare con il valore richiesto dal progetto. La prova la fa un laboratorio o una ditta specializzata, e il risultato arriva in un verbale. Se il progetto la richiede, va programmata prima che sul sottofondo si cominci a costruire.
- terreno vegetale e residui organici sono stati tolti da tutta la superficie;
- il materiale corrisponde alla pezzatura concordata ed è frantumato, non tondo;
- numero e spessore degli strati sono come da accordi o da progetto;
- la superficie è piana, senza impronte e senza effetto molla;
- le pendenze vanno verso i punti di scarico e rispettano il tracciamento;
- bordi, angoli e zone intorno ai pozzetti sono compattati;
- il sottofondo sporge oltre il bordo della futura pavimentazione o platea;
- le tubazioni nell'area sono integre e la loro posizione è riportata su un disegno;
- se il progetto lo richiede, è disponibile il verbale della prova di portanza.
Domande frequenti
Di solito da quattro a sei per ogni strato, a fasce sovrapposte. Quello che conta è che la superficie smetta di abbassarsi, la piastra cominci a saltellare e dopo il passaggio non restino impronte. Sulle macchine più pesanti lo mostra l'indicatore di compattazione.
Per vialetti, terrazze, accessi carrabili e sottofondi di una casa unifamiliare di solito basta una piastra reversibile. Il rullo conviene sulle superfici grandi e aperte, dove fa risparmiare tempo e arriva più in profondità. Nei cortili stretti e lungo i muri la piastra è più pratica.
Sì, ma la vibrazione agisce poco e con l'umidità il terreno si muove a onde sotto la macchina. Sono più adatti il costipatore a salto o il rullo a piedi di montone, oppure si sostituiscono i punti molli con ghiaia e si stende un geotessile. L'argilla bagnata non si compatta: bisogna aspettare che asciughi.
Sì, la compattazione non ha bisogno di tempi di asciugatura o maturazione. Se però nel frattempo ha piovuto molto o ha gelato, controlla il sottofondo prima della posa e se serve fallo ricompattare.
Piastre pesanti e rulli trasmettono vibrazioni all'intorno. Vicino a case vecchie, fondazioni deboli o murature fresche si usano macchine più leggere e si tiene più distanza. Sopra i tubi si compatta prima il rinfianco a mano, e la macchina pesante entra solo con un ricoprimento sufficiente.
In modo affidabile solo con una misura, cioè con una prova di carico su piastra statica o dinamica. Il risultato si confronta con il valore indicato dal progettista o dal produttore della pavimentazione. Per superfici piccole senza progetto ci si basa su spessori adeguati, materiale giusto e compattazione accurata strato per strato.
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