Listino 2026 · Italia

Scavo meccanico per fondazioni continue e plinti

Lo scavo meccanico per fondazioni continue è uno dei primi lavori che trasformano un terreno in un vero cantiere. L'escavatore segue il tracciamento e apre le trincee in cui poi si posano i ferri e si getta il calcestruzzo. Su queste fondazioni poggerà tutta la casa, il garage o il muro di sostegno.

Aggiornato 09/2026·11 min read·12 price list items
Prezzo del lavoro standard
21,90 €/ mc
Fascia indicativa
17,52 € - 28,47 €
Prezzo solo per questa specifica lavorazione, senza materiale e senza lavori preparatori. Non è il prezzo dell'intero lavoro.
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Scavi e opere di terra12 voci

Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.

VoceUnitàPrezzo / unitàQuantitàTotale
Scavi
Scavo meccanico per fondazione a nastro (larghezza da 50 cm)mc21,90 €-
Scavo manuale (terreno classe 1-2)mc36,50 €-
Scavo manuale fino a 1m di profondità (terreno classe 3)mc46,70 €-
Scavo manuale fino a 1m di profondità (terreno classe 4)mc58,40 €-
Scavo meccanico per fondazione a plinto (larghezza da 80 cm)mc36,50 €-
Scavo meccanico a sezione ampiamc17,50 €-
Scavo meccanico per servizi (trincea)ml10,95 €-
Rifinitura manuale scavo fondazione a nastro fino a 1m di profonditàml17,50 €-
Rifinitura manuale scavo fondazione a plinto fino a 1m di profonditàmq19,00 €-
Rifinitura manuale piano di posa fondazionimq7,30 €-
Scavo a trivella manuale fino a 25 cm di diametropz-
Scavo a trivella manuale fino a 35 cm di diametropz-
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Cosa comprende lo scavo meccanico per fondazioni

Si tratta di uno scavo a sezione obbligata, cioè di trincee o buche con forma e misure precise, eseguito con una macchina: di solito un miniescavatore, una terna o un escavatore cingolato. A mano si fa solo la rifinitura del fondo e lo scavo nei punti dove la macchina non arriva o dove passano i sottoservizi.

Fondazioni continue (larghezza da 50 cm)

Le fondazioni continue, chiamate anche a nastro o travi di fondazione, sono trincee senza interruzioni sotto i muri portanti. In una villetta formano un perimetro chiuso, più alcune linee interne sotto i muri portanti centrali. La larghezza la stabilisce il progetto strutturale in base ai carichi e alla portanza del terreno. Nelle case comuni è spesso intorno ai 50-60 cm, con murature pesanti o terreni deboli anche di più. La voce "da 50 cm" indica che lo scavo si fa con una benna di larghezza adeguata: le trincee più strette non rientrano in questa lavorazione.

Plinti di fondazione (larghezza da 80 cm)

I plinti sono buche isolate sotto i pilastri, per esempio sotto una tettoia per auto, un portico, una casa in legno su plinti, un capannone in acciaio o i pilastri di una recinzione. Hanno di solito pianta quadrata o rettangolare e sono più profondi e massicci delle fondazioni continue, perché raccolgono un carico concentrato in un solo punto. Con i plinti la macchina scava tante piccole buche e dopo ognuna deve spostarsi e riposizionarsi con precisione. Per questo, rapportato al metro cubo, il lavoro è di solito più impegnativo di una trincea continua.

Come si calcolano i metri cubi

Il prezzo in listino è riferito al metro cubo di terreno scavato. Il volume si ricava dalle misure di progetto: lunghezza per larghezza per profondità. Per le fondazioni continue si sommano tutti i tratti, per i plinti si moltiplica il volume di una buca per il numero di buche. Chiarisci prima di iniziare se si paga in base alle misure di progetto o al volume effettivamente scavato. Nella pratica lo scavo risulta spesso un po' più largo, soprattutto nei terreni che si sgretolano, e la differenza può pesare.

Attenzione anche alla differenza tra terreno in sito e terreno smosso. Una volta scavato, il terreno aumenta di volume: con limi e argille spesso di qualche decina per cento. Quando organizzi il trasporto, considera quindi un volume maggiore di quello indicato dal progetto di scavo.

Cosa preparare prima dell'arrivo dell'escavatore

Lo scavo parte bene solo se il cantiere è pronto. Prima che arrivi la macchina dovrebbero esserci:

  • il progetto strutturale con la pianta delle fondazioni, le misure, le profondità e la quota di riferimento,
  • il tracciamento eseguito da un geometra o topografo, meglio se con modine o picchetti fuori dall'area di scavo, così la macchina non li distrugge,
  • l'individuazione dei sottoservizi da parte dei gestori (gas, elettricità, acqua, fognatura, telecomunicazioni), segnata direttamente sul terreno,
  • lo scotico, cioè la rimozione dello strato superficiale di terra vegetale, da accumulare a parte e riutilizzare poi per il giardino,
  • un accesso per la macchina e il camion abbastanza largo e resistente, senza cavi bassi e rami sporgenti,
  • uno spazio dove accumulare il terreno oppure un trasporto già organizzato verso un impianto di recupero o una discarica,
  • il terreno sgombro da arbusti, macerie e vecchie strutture, se la loro rimozione non fa parte del lavoro.

Se hai una relazione geologica o geotecnica del lotto, consegnala in anticipo a chi esegue lo scavo. Evita discussioni sul posto e permette di scegliere subito la macchina giusta.

L'individuazione dei sottoservizi viene a volte sottovalutata perché "lì non c'è mai stato niente". Sui lotti vecchi e dove è stata demolita una casa capita spesso di trovare allacciamenti di cui nessuno sapeva. Se durante lo scavo si danneggia una tubazione del gas o senti odore di gas, interrompi subito il lavoro, spegni la macchina, allontanati a distanza di sicurezza e chiama il numero di pronto intervento del distributore del gas o il 112. Un cavo elettrico danneggiato va lasciato all'elettricista e al gestore della rete: non toccarlo mai.

Come si svolge lo scavo in cantiere, passo dopo passo

Il procedimento cambia un po' in base alla macchina e al terreno, ma i passaggi principali sono simili:

  1. Ricevere il tracciamento dal geometra e controllare modine, assi e caposaldo da cui si misura la profondità.
  2. Segnare il contorno dello scavo sul terreno, di solito con vernice spray o calce lungo fili tesi.
  3. Verificare la posizione dei sottoservizi e scavare a mano o con molta cautela nelle loro vicinanze.
  4. Posizionare la macchina e montare una benna della larghezza giusta. Per rifinire il fondo serve una benna liscia, senza denti.
  5. Approfondire la trincea a strati, controllando di continuo la quota con livello ottico o laser.
  6. Accumulare il terreno sul lato che non intralcia le lavorazioni successive e abbastanza lontano dal bordo, perché non carichi le pareti. In alternativa caricarlo direttamente sul camion.
  7. Togliere con attenzione gli ultimi centimetri e rifinire il fondo a mano, in modo che non resti terreno smosso.
  8. Per i plinti, controllare la posizione di ogni buca rispetto agli assi e le distanze tra le buche.
  9. Verificare misure, profondità e stato del piano di posa e far controllare lo scavo al direttore dei lavori, allo strutturista o al capocantiere.

Il piano di posa è il fondo dello scavo, il punto in cui la fondazione incontra il terreno naturale. Deve essere compatto, piano e non rimaneggiato. Se sul fondo compare un terreno diverso da quello previsto, per esempio un riporto, un'argilla molle o una venuta d'acqua, va valutato con lo strutturista prima del getto.

Terreno, macchina e profondità: le scelte che contano

Il tipo di terreno

I terreni coesivi, cioè limi e argille, si scavano bene e le pareti di una trincea stretta di solito reggono più a lungo. Però soffrono l'acqua: dopo una pioggia il fondo si ammorbidisce e perde portanza. Sabbie e ghiaie si scavano con facilità, ma le pareti franano, lo scavo si allarga e il volume cresce. Un fondo roccioso o grossi trovanti possono richiedere il martello demolitore, che rallenta molto il lavoro. Riporti, vecchie cantine e resti di fondazioni sono sorprese che all'inizio nessuno vede.

La scelta di macchina e benna

Per una villetta si usa di solito un miniescavatore o una terna. Il miniescavatore entra anche in lotti stretti e rovina meno il contorno, ma con grandi volumi o terreni duri è più lento. Un escavatore più grande scava più in fretta e più in profondità, però richiede spazio e un accesso solido. La larghezza della benna deve corrispondere a quella della fondazione. Scavare una trincea con una benna troppo larga significa togliere terra inutile e poi gettare calcestruzzo inutile.

La profondità di imposta

Il fondo della fondazione deve trovarsi sotto la profondità di gelo, così l'acqua che ghiaccia nel terreno non solleva le fondazioni. In Italia questa profondità cambia molto: sulle coste e al sud il gelo penetra poco, in zone alpine e appenniniche molto di più. Contano anche la quota e il tipo di terreno. La profondità esatta la stabilisce sempre il progetto. Se lo strato portante è più in basso, si scava fino a raggiungerlo. Sui terreni in pendenza le fondazioni si realizzano spesso a gradoni, per non scavare inutilmente in profondità su tutta la lunghezza.

Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica

A parità di metri cubi, uno scavo può essere un lavoro semplice di una giornata oppure un intervento impegnativo di più giorni. Il lavoro è più semplice quando:

  • il terreno è pianeggiante, asciutto e la macchina arriva senza ostacoli,
  • il terreno è coesivo, senza sassi e radici,
  • intorno c'è abbastanza spazio per accumulare la terra,
  • si scavano fondazioni continue senza continui spostamenti della macchina,
  • i sottoservizi sono individuati con precisione e fuori dallo scavo.

Diventa invece più laborioso e costoso quando:

  • l'accesso è stretto, passa da un lotto vicino o da un giardino da proteggere,
  • si incontrano roccia, calcestruzzo, vecchie fondazioni o ceppaie,
  • nella trincea ristagna acqua di falda da pompare,
  • i sottoservizi attraversano lo scavo o corrono accanto e una parte va scavata a mano,
  • lo scavo è profondo e le pareti vanno messe in sicurezza con armature o scarpate,
  • il volume è piccolo, per esempio pochi plinti, ma la macchina va comunque trasportata in cantiere,
  • non c'è spazio per accumulare la terra e tutto va portato via subito.

Trasporto del terreno, conferimento in discarica, rifinitura a mano, pompaggio dell'acqua e demolizione della roccia sono di solito voci separate nei listini. Chiedi all'impresa cosa è compreso nello scavo e cosa verrà conteggiato a parte.

Il coordinamento con le altre lavorazioni

Lo scavo delle fondazioni non è un lavoro a sé, ma il primo anello di una catena. Prima ci sono il geometra e l'individuazione dei sottoservizi, dopo arrivano armatura e getto. Più questi passaggi sono coordinati, meno tempo resta aperta la trincea.

  • Il geometra dovrebbe restare reperibile anche durante lo scavo, nel caso si danneggino le modine o nascano dubbi sulla posizione.
  • L'elettricista posa nello scavo il dispersore di fondazione, di solito una bandella o un tondino che fa parte dell'impianto di terra. Va posato prima del getto e secondo progetto: l'impianto di terra rientra nella dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 e deve poter essere verificato.
  • Allacciamenti e attraversamenti per acqua, fognatura, elettricità ed eventualmente gas si predispongono con tubi guaina attraverso la fondazione. La loro posizione va decisa prima: forare le fondazioni dopo è lavoro sprecato. Coordina questi punti con l'idraulico e l'elettricista.
  • Il direttore dei lavori o lo strutturista dovrebbe controllare il piano di posa prima del getto.
  • La centrale di betonaggio e la pompa vanno prenotate in modo da gettare il prima possibile dopo la fine dello scavo.

Nella pratica succede spesso che lo scavo sia pronto ma il calcestruzzo arrivi una settimana dopo. Nel frattempo piove, le pareti franano e il fondo si inzuppa. A quel punto bisogna ripulire e a volte riscavare.

Errori tipici e come si manifestano dopo

  • Tracciamento impreciso o modine spostate. La casa non è nella posizione giusta sul lotto, i muri non sono a squadra o non rispettano le distanze. Dopo il getto un errore così è quasi impossibile da correggere.
  • Fondo scavato troppo e riempito di nuovo con terra. La terra smossa sotto carico si assesta e la fondazione cede. La parte scavata in eccesso va riempita con calcestruzzo, non con terreno.
  • Scavo con benna dentata fino al fondo. Il fondo resta rimaneggiato e irregolare. L'ultimo strato va tolto con benna liscia e rifinito a mano.
  • Profondità insufficiente. Una fondazione dentro lo strato soggetto a gelo può essere sollevata in inverno e nella muratura compaiono crepe, a volte solo dopo anni.
  • Terra accumulata sul bordo. Il peso spinge sulle pareti, queste franano nella trincea e diventano un pericolo per chi lavora dentro.
  • Scavo lasciato aperto a lungo. Pioggia, gelo o essiccamento rovinano il piano di posa. Il fondo inzuppato va rimosso prima del getto.
  • Ignorare un terreno diverso sul fondo. Se compare un riporto o uno strato molle e si getta senza sentire lo strutturista, la fondazione può assestarsi in modo non uniforme.
  • Scalzare le fondazioni vicine. Scavando accanto a un edificio esistente, soprattutto più in basso delle sue fondazioni, si rischia di danneggiarlo. La situazione va valutata prima dallo strutturista, e conviene parlarne anche con il vicino o con l'amministratore di condominio se l'edificio confinante è condominiale.

Negli scavi profondi pensa anche alla sicurezza. Nessuno deve lavorare sotto pareti non messe in sicurezza e uno scavo lasciato aperto di notte va recintato, perché nessuno ci cada dentro, soprattutto bambini e animali. Per questo lavoro non è prevista una guida fai da te: macchine pesanti, trincee e sottoservizi richiedono un operatore esperto.

Quanto dura lo scavo e quando gettare

Per una villetta su un buon terreno lo scavo meccanico delle fondazioni continue si chiude spesso in uno o due giorni. I plinti per una tettoia o un portico sono di solito pronti in qualche ora. I tempi si allungano con sassi, acqua, sottoservizi, accesso difficile e trasporto della terra, se il camion non riesce a tenere il ritmo della macchina.

L'ideale è gettare il giorno stesso o quello dopo il controllo dello scavo. Se si prevede una pausa più lunga, si può togliere l'ultimo strato solo poco prima del getto, oppure proteggere il fondo con un magrone, cioè uno strato sottile di calcestruzzo magro, se il progetto lo prevede. In inverno bisogna evitare che il fondo geli: sul terreno ghiacciato non si getta.

Controllo e consegna dello scavo

Prima del getto percorri lo scavo insieme all'impresa, meglio ancora con il direttore dei lavori. Con un metro e un livello si scoprono la maggior parte dei problemi. Controlla soprattutto che:

  • la posizione delle fondazioni continue e dei plinti corrisponda al tracciamento e al progetto,
  • la larghezza delle trincee e le misure dei plinti non siano inferiori a quelle di progetto,
  • la profondità sia rispettata su tutta la lunghezza, misurata dal caposaldo concordato,
  • il fondo sia piano, compatto e senza terra smossa, fango o acqua,
  • sul fondo non ci siano radici, sassi o resti di vecchie strutture,
  • le pareti siano stabili, senza frane e strapiombi,
  • la terra sia accumulata a distanza di sicurezza dal bordo o sia stata portata via,
  • i sottoservizi siano integri e i loro attraversamenti segnalati,
  • i gradoni sui terreni in pendenza corrispondano al progetto,
  • il piano di posa sia stato controllato dallo strutturista o dal direttore dei lavori e annotato nel giornale dei lavori,
  • il volume da contabilizzare sia concordato secondo il metodo di misura stabilito.

Domande frequenti

Tecnicamente si può, ma non è consigliabile. Lo scavo fa parte della struttura portante e richiede un tracciamento preciso, il controllo continuo delle quote ed esperienza nell'usare la macchina vicino ai sottoservizi. Lavorare nelle trincee è inoltre pericoloso. Un errore di posizione o di profondità si corregge con grande fatica, quindi è meglio affidarsi a un operatore esperto.

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