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Copertina in lamiera del parapetto su tetto piano

Il parapetto è il muretto rialzato che corre lungo il bordo di un tetto piano. La sua parte superiore prende pioggia, neve, gelo e sole tutto l'anno, per questo il lattoniere la copre con una copertina in lamiera, chiamata anche scossalina. Questo lavoro serve nelle nuove costruzioni, quando si rifà il tetto piano, quando si sostituisce l

Aggiornato 09/2026·6 min read·1 price list items
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Lattoneria e coperture1 voci

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Cosa protegge la copertina del parapetto e perché conta tanto

La muratura e il calcestruzzo del parapetto non sono fatti per ricevere la pioggia direttamente. L'acqua entrerebbe dalla sommità, d'inverno gelerebbe e il muro si sgretolerebbe poco alla volta. In facciata comparirebbero aloni, intonaco che si stacca e macchie di umidità sotto il soffitto dell'ultimo piano.

La copertina in lamiera ha quindi diversi compiti:

  • coprire la sommità del parapetto per tutta la sua larghezza,
  • mandare l'acqua verso il tetto e non verso la facciata,
  • coprire e proteggere dai raggi UV e dagli urti la guaina risvoltata sul parapetto,
  • chiudere il punto di incontro tra tetto e parapetto in un unico insieme a tenuta.

Lamiera e impermeabilizzazione lavorano come un solo sistema. La guaina o la membrana sale lungo il lato interno del parapetto e la lamiera la copre dall'alto. Se uno dei due strati è fatto male, ne soffre anche l'altro. È altrettanto importante che la copertina sia continua lungo tutto il perimetro, compresi angoli e terminali. Ogni interruzione è una strada aperta per l'acqua.

Quale lamiera scegliere e quando

Il materiale influisce sulla durata, sull'aspetto e sul modo in cui la lamiera si collega all'impermeabilizzazione del tetto.

  • Lamiera zincata: soluzione tradizionale e robusta. Senza altri trattamenti però con il tempo si corrode, per questo oggi si usa meno,
  • lamiera preverniciata: lamiera zincata con uno strato colorato protettivo. Resiste meglio alla corrosione e si può abbinare al colore della facciata o dei serramenti,
  • lamiera plastificata in PVC (colaminata): si usa sui tetti impermeabilizzati con membrana sintetica in PVC. La membrana si salda ad aria calda direttamente sulla lamiera, così il giunto è davvero a tenuta. Non va confusa con la normale lamiera preverniciata, sulla quale la membrana non si può saldare,
  • alluminio: leggero, non arrugginisce e mantiene bene la forma. Adatto agli edifici moderni dove contano il peso ridotto e un aspetto pulito,
  • titanzinco: materiale molto durevole che con il tempo prende una patina grigia. Richiede un lattoniere esperto, perché si lavora in modo diverso dalla lamiera d'acciaio,
  • rame: durata molto lunga e aspetto caratteristico, usato soprattutto su edifici storici o di pregio.

Quando scegli, pensa anche agli elementi vicini. Rame e lamiera zincata non devono incontrarsi in modo che l'acqua scenda dal rame sullo zinco, altrimenti lo zinco si corrode in fretta. Anche staffe e fissaggi devono essere di un materiale compatibile con la lamiera.

Oltre al materiale cambia anche il sistema. La lattoneria classica viene piegata su misura in officina o in cantiere. I sistemi prefabbricati offrono profili per parapetto, angoli e terminali già sagomati, che velocizzano la posa e riducono il rischio di errori nella piegatura.

Come si posa, passo dopo passo

L'ordine dei lavori segue una regola semplice: ogni strato deve sormontare quello sotto e l'acqua deve sempre scendere "a scaglie", verso il basso.

  1. Preparare il supporto. Il lattoniere o l'impermeabilizzatore controlla la sommità del parapetto. Deve essere solida, pulita e asciutta, senza pezzi che si staccano. Sui parapetti con cappotto termico spesso si fissa sopra una tavola di legno, che crea una base piana per la lamiera.
  2. Creare la pendenza. La sommità del parapetto viene inclinata verso l'interno del tetto. Basta una pendenza leggera, di solito pochi gradi secondo le indicazioni del produttore del sistema. Così l'acqua scende sul tetto e da lì nei bocchettoni.
  3. Risvoltare l'impermeabilizzazione. La guaina bituminosa o la membrana sale lungo il lato interno del parapetto, possibilmente fino a superare il bordo superiore.
  4. Fissare gli elementi di aggancio. Sul supporto si montano staffe o profili di aggancio. La lamiera si aggancia a questi e non va forata sulla parte superiore, dove ogni vite sarebbe un possibile punto di infiltrazione.
  5. Posare la lamiera. I singoli pezzi si sovrappongono oppure si uniscono con aggraffatura. A distanze stabilite in base al materiale e al produttore si fanno i giunti di dilatazione, perché la lamiera possa allungarsi e accorciarsi liberamente con il caldo e il freddo.
  6. Risolvere angoli e terminali. Angoli interni ed esterni, raccordi con le pareti e terminali si trattano a parte, preferibilmente con pezzi speciali già pronti o realizzati con cura.
  7. Chiudere il giunto con l'impermeabilizzazione. Con la lamiera plastificata la membrana si salda sulla lamiera, con altri sistemi il giunto si copre e si sigilla secondo le indicazioni del produttore.

La posa della copertina del parapetto è un lavoro in quota sul bordo del tetto. Servono un ponteggio o altri sistemi anticaduta, quindi lascialo a un lattoniere che abbia attrezzatura ed esperienza.

Larghezza, pendenza e gocciolatoio

Anche una buona lamiera serve a poco se la forma è sbagliata. La larghezza della copertina dipende dallo spessore del parapetto, compreso l'eventuale cappotto, e da quanto la lamiera deve sporgere su entrambi i lati.

Sul lato esterno la lamiera deve formare un gocciolatoio, cioè un bordo ripiegato e staccato dalla facciata. L'acqua gocciola nel vuoto e non scende sull'intonaco. Se il gocciolatoio manca o è troppo vicino al muro, con il tempo sulla facciata compaiono strisce scure e umidità.

Perché la pendenza va verso l'interno e non verso l'esterno? L'acqua del tetto viene comunque raccolta da bocchettoni e pluviali. Se il parapetto pendesse verso la facciata, tutta la pioggia caduta sulla sommità scenderebbe lungo il muro. La pendenza deve essere regolare, senza punti in cui l'acqua ristagna e d'inverno gela.

Cosa rende il lavoro più semplice o più impegnativo

La difficoltà del lavoro, e quindi il tempo necessario, dipende da diversi fattori:

  • lunghezza e forma del perimetro: un parapetto dritto e senza angoli è semplice, ogni angolo, rientranza o attraversamento richiede tempo,
  • stato del supporto: muratura rovinata o pendenza assente vanno sistemate prima,
  • rimozione della vecchia lamiera: smontare e smaltire la copertina esistente è lavoro in più,
  • altezza e accesso: un edificio alto o un cortile stretto richiedono un ponteggio più complesso,
  • materiale: titanzinco e rame sono più impegnativi da lavorare rispetto alla lamiera comune.

In condominio il parapetto fa parte delle parti comuni, quindi l'intervento si decide insieme agli altri proprietari: rivolgiti all'amministratore di condominio. Se la copertina viene rifatta all'interno di una ristrutturazione più ampia del tetto, per esempio insieme all'isolamento, vale la pena chiedere a un tecnico se il lavoro può rientrare nei bonus edilizi in vigore.

Errori tipici

  • Pendenza verso la facciata o nessuna pendenza: l'acqua resta sul parapetto, scende lungo il muro e la muratura si bagna,
  • gocciolatoio assente o troppo corto: sulla facciata restano le tracce dell'acqua che cola,
  • lamiera troppo stretta: il bordo del parapetto o del cappotto resta scoperto,
  • viti sulla parte superiore senza guarnizione: ogni foro è una via per l'acqua,
  • fissaggio rigido senza dilatazione: d'estate e d'inverno la lamiera si deforma e i giunti si aprono,
  • angoli fatti male: i giunti negli angoli coperti in modo scorretto sono il punto in cui le infiltrazioni capitano più spesso,
  • impermeabilizzazione che si ferma sotto il bordo: tra membrana e lamiera resta una fessura,
  • metalli non compatibili: la corrosione si vede solo dopo qualche anno.

Come controllare il lavoro finito

Alla consegna guarda il lavoro sia dal tetto sia da terra e verifica che:

  • la lamiera sia continua lungo tutto il perimetro, senza interruzioni,
  • la sommità abbia una pendenza visibile verso il tetto,
  • il gocciolatoio sia staccato dalla facciata per tutta la lunghezza,
  • angoli e terminali siano a tenuta e ben allineati,
  • i giunti abbiano sovrapposizione o aggraffatura e le dilatazioni siano nei punti giusti,
  • sulla parte superiore non ci siano fori inutili né viti non sigillate,
  • l'impermeabilizzazione salga sotto la lamiera e il giunto sia chiuso,
  • la lamiera non sia graffiata, ammaccata o deformata,
  • dopo la pioggia non ristagni acqua sul parapetto e in facciata non compaiano nuove macchie,
  • tetto e dintorni siano puliti da ritagli e viti.

Domande frequenti

Dipende dal materiale e dalla qualità della posa. Una copertina ben fatta con una lamiera resistente dura decenni. Di solito cedono prima angoli, giunti o il raccordo con l'impermeabilizzazione fatti male, non la lamiera in sé.

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