La sagomatura e la saldatura della tubazione gas interna costano secondo il listino attuale 25,54 € al metro lineare di manodopera. Tracce, rubinetti, prova di tenuta e verifica dell'impianto vengono conteggiati a parte in base all'entità del lavoro. La tubazione esterna interrata e l'allacciamento degli apparecchi hanno tariffe proprie.
Tipi di lavoro e relativi prezzi
Linea dal rubinetto generale agli apparecchi, posata a vista sulla parete o sotto traccia e giuntata con saldatura o raccordi a pressare.
Per posare il tubo sotto intonaco nella muratura serve una traccia di profondità precisa, così da garantire lo spessore di copertura previsto.
Nel cemento armato aprire la traccia è più impegnativo e lento che nel laterizio, quindi il prezzo al metro è più alto.
Il rubinetto generale e quelli degli apparecchi devono essere accessibili e segnalati; la posizione è definita dal progetto dell'impianto gas.
Prima di chiudere le tracce o di collegare l'impianto alla fornitura si verifica la tenuta dell'intera tubazione con la pressione di prova.
Dispositivo di sicurezza che, in caso di fuga di gas, chiude l'alimentazione o attiva un allarme.
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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Impianti a gas | ||||
| Formazione e saldatura tubazioni gas interne | ml | 25,54 € | - | |
| Posa condotta principale gas esterna interrata | ml | 21,28 € | - | |
| Traccia per tubazioni gas - muratura | ml | 17,02 € | - | |
| Traccia per tubo gas - calcestruzzo | ml | 38,30 € | - | |
| Installazione valvola a sfera gas | pz | 21,28 € | - | |
| Collegamento cucina a gas | pz | 49,65 € | - | |
| Collegamento caldaia a gas (installazione e allacciamento) | pz | - | ||
| Regolazione e settaggio caldaia | pz | - | ||
| Tappatura tubazioni gas | pz | - | ||
| Spostamento e ricollegamento tubazioni gas | pz | 183,00 € | - | |
| Installazione boiler acqua calda sanitaria | pz | - | ||
| Prova di tenuta impianto gas | pz | 85,12 € | - | |
| Ispezione apparecchi a gas (controllo sicurezza) | pz | - | ||
| Installazione rilevatore fughe di gas | pz | 28,37 € | - | |
| Spostamento contatore gas | pz | 170,24 € | - | |
| Altri lavori | ||||
| Altri lavori non elencati nell'attività | h | - | ||
Quanto costa in base all'entità
| Solo tubazione 8 m di tubazione saldata senza tracce né prova | 204,32 € |
| Tubazione e tracce nella muratura Tubazione di 8 m e tracce nella muratura in laterizio per 6 m | 306,44 € |
| Tubazione, tracce, rubinetto e prova Tubazione di 8 m, tracce per 6 m, rubinetto a sfera e prova di tenuta | 412,84 € |
Preparazione e fasi di posa dell'impianto gas
Il tecnico definisce il percorso secondo il progetto, il più breve possibile e in modo che la tubazione resti raggiungibile per i controlli futuri.
La traccia viene aperta esattamente alla profondità richiesta dal diametro del tubo e dallo strato di intonaco necessario a coprirlo.
Il tubo viene sagomato e giuntato con saldatura o raccordi a pressare. I rubinetti vanno montati in punti facilmente raggiungibili.
Prima di chiudere le tracce si esegue la prova di tenuta. Finché l'esito non è positivo, la tubazione non può essere intonacata né messa in funzione.
Un tecnico abilitato controlla l'impianto finito con una verifica tecnica. Senza un rapporto di verifica valido l'impianto non può essere collegato alla fornitura.
Fasi di lavoro
- 01Il tecnico esegue un sopralluogo e propone il percorso della tubazione in base alla posizione degli apparecchi e del rubinetto generale.
- 02Apre le tracce oppure prepara il percorso a vista sulla parete.
- 03Sagoma e giunta la tubazione, poi monta i rubinetti nei punti previsti.
- 04Verifica l'intera tubazione con la prova di tenuta prima di coprirla.
- 05Chiude le tracce con l'intonaco e completa le finiture attorno alla tubazione.
- 06Collega gli apparecchi e ne regola i parametri di funzionamento.
- 07Un tecnico abilitato esegue la verifica e prima dell'avvio consegna la documentazione.
5 errori comuni
Solo chi possiede l'abilitazione richiesta può installare e verificare un impianto gas. In caso contrario l'impianto non è a norma, anche ai fini assicurativi.
Se una perdita finisce sotto intonaco o massetto, l'unico modo per trovarla è riaprire tutto il percorso del tubo.
Il rubinetto deve essere accessibile in qualsiasi momento per chiudere rapidamente il gas. Nasconderlo dietro mobili o rivestimenti non è corretto.
Senza un rapporto di verifica valido il distributore non attiva la fornitura. E in caso di sinistro mancherà la prova che l'impianto funzionava in sicurezza.
Un apparecchio a gas ha bisogno di aria sufficiente per la combustione. Se il locale non è ventilato correttamente, il funzionamento sicuro è a rischio.
Chi può lavorare sul gas e perché non è una formalità
In Italia l'impianto gas di casa rientra tra gli impianti per cui la legge, con il DM 37/08, chiede un'impresa abilitata. Installare, modificare, ampliare o riparare tubazioni e allacciamenti spetta solo a un installatore con i requisiti tecnico-professionali per quel tipo di impianto. Alla fine del lavoro l'impresa rilascia la dichiarazione di conformità. Questo vale anche per interventi che sembrano piccoli: allungare il tubo di mezzo metro, cambiare un rubinetto o spostare l'attacco del piano cottura di qualche centimetro lungo la cucina.
Perché tanta severità? Una perdita di gas non si può "sistemare dopo" come un rubinetto che gocciola. Il metano mescolato all'aria può esplodere già a concentrazioni basse. Un apparecchio collegato o regolato male può produrre monossido di carbonio, che non si vede e non ha odore. Da non addetto ai lavori, quindi, non fare nulla che richieda di allentare un raccordo, smontare un pezzo o mettere mano alla tubazione.
Nella pratica capita spesso che, durante il rifacimento di cucina o bagno, qualcuno "sposti solo un attimo" l'attacco del gas e l'idraulico abilitato venga chiamato a lavori finiti. Nessun installatore serio firma la dichiarazione di conformità per un lavoro fatto da altri, e il tratto va rifatto. Costa meno chiamare subito l'installatore, quando si sta ancora decidendo dove mettere caldaia, piano cottura e forno.
Dal contatore all'apparecchio: chi risponde di cosa
Il gas arriva all'edificio dalla rete di distribuzione attraverso l'allacciamento, che termina con il rubinetto generale. Subito dopo ci sono il regolatore di pressione e il contatore. Il contatore appartiene al distributore ed è sigillato. Rompere il sigillo o spostare il contatore da soli è una manomissione, che il distributore tratta come una violazione seria. Se ti serve spostare la nicchia o il contatore, contatta prima il distributore attraverso il tuo venditore di gas.
A valle del contatore inizia l'impianto interno, cioè le tubazioni che dal contatore arrivano agli apparecchi della casa. Quella parte è responsabilità di chi possiede o abita l'immobile: deve restare in buono stato e ricevere la manutenzione prevista.
In condominio la situazione è più articolata. Colonne montanti, tubazioni comuni e spesso le canne fumarie collettive sono parti comuni dell'edificio. Prima di toccarle bisogna coinvolgere l'amministratore di condominio, che di solito coordina anche controlli e interventi sulle parti comuni. Se il tecnico incaricato deve entrare negli appartamenti, conviene renderlo possibile: un controllo che salta un'unità resta incompleto.
Di che materiale è fatto un impianto gas
Il materiale classico per le tubazioni interne è l'acciaio, giuntato con saldatura o, nei tratti a vista, con raccordi filettati. Una saldatura non si può smontare e, se fatta bene, è molto affidabile. Per questo l'acciaio saldato si usa ancora soprattutto sottotraccia e sui percorsi lunghi.
Un'alternativa diffusa è il rame giuntato con brasatura forte. La brasatura dolce, quella che si vede negli impianti idrici, sul gas non si usa. In modo veloce e senza fiamma libera si lavora con i sistemi a pressare in acciaio, rame o acciaio inox, e con i tubi multistrato certificati per il gas. Sul gas vanno però solo raccordi e guarnizioni espressamente destinati a questo uso. Il produttore li distingue con una marcatura, spesso una banda o un simbolo giallo. Un raccordo per l'acqua e uno per il gas si somigliano molto, ma scambiarli è un errore grave.
Le tubazioni esterne interrate si fanno in polietilene specifico per il gas, di solito giallo. Si posano su un letto di sabbia alla profondità indicata dal progettista, indicativamente intorno agli 80 cm, con sopra un nastro di segnalazione giallo. Dove il tubo esce dal terreno ed entra nell'edificio si usa un giunto di transizione da polietilene ad acciaio, e il passaggio nel muro avviene dentro una guaina.
In molte zone d'Italia non servite dalla rete si usa il GPL, da bombola o da serbatoio. Le regole di base sono le stesse, ma il GPL ha caratteristiche diverse dal metano, come si vede più avanti per i rivelatori.
Percorso dei tubi e tracce
Il percorso deve essere breve e facile da capire. Sottotraccia possono restare solo giunzioni non smontabili: saldature, brasature forti o giunti a pressare ammessi sotto intonaco. Le giunzioni smontabili, per esempio l'attacco filettato di un rubinetto, devono restare accessibili. Il rubinetto quindi non va mai murato né nascosto dietro un rivestimento fisso senza sportello.
Il tubo del gas deve rispettare le distanze previste da cavi elettrici, tubi dell'acqua e scarichi, e non deve mai essere usato come collegamento di terra. Quando attraversa muri o solai passa dentro una guaina, così i piccoli movimenti della struttura non lo danneggiano. Dentro le pareti in cartongesso, in cavedi non ventilati o sotto pavimenti non ispezionabili il gas può passare solo se le norme UNI di riferimento lo consentono espressamente. Per gli impianti domestici il riferimento principale è la UNI 7129, e l'installatore la conosce bene.
I tubi a vista si verniciano di giallo o si segnalano, così chiunque capisce subito cosa contengono. Quando fra qualche anno qualcuno dovrà forare una parete, gli eviterà tempo perso e brutte sorprese.
Prova di tenuta, dichiarazione di conformità e cosa significano i documenti
La prova di tenuta serve a verificare che le tubazioni non perdano, prima di chiudere le tracce e collegare gli apparecchi. L'impianto viene messo in pressione con aria o gas inerte alla pressione di prova e si controlla che la pressione non scenda per tutto il tempo previsto dalla norma. L'esito va messo per iscritto e allegato alla documentazione dell'impianto.
La dichiarazione di conformità attesta che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte e secondo le norme. Va accompagnata dagli allegati obbligatori, come la relazione con i materiali usati, lo schema dell'impianto e la copia dei requisiti dell'impresa. Non è una garanzia a vita: se dopo sostituisci un apparecchio o modifichi un tratto di impianto, quel nuovo intervento richiede una nuova dichiarazione.
Oltre ai controlli all'installazione, l'impianto va tenuto sotto controllo nel tempo. La caldaia ha il suo libretto di impianto, dove il manutentore annota manutenzioni e controlli. La manutenzione segue le indicazioni del costruttore e dell'installatore, spesso una volta l'anno, e da essa dipende di solito la garanzia. Il controllo di efficienza energetica con l'analisi dei fumi ha invece una cadenza che dipende dalla potenza dell'apparecchio e dalle regole della tua regione: chiedi al manutentore quale vale nel tuo caso.
Sostituzione della caldaia e canna fumaria
Dal settembre 2015 nell'Unione Europea valgono i requisiti di progettazione ecocompatibile, che hanno di fatto tolto dal mercato le caldaie tradizionali non a condensazione. Quando sostituisci una caldaia vecchia, quasi sempre arriva una caldaia a condensazione. Con lei arrivano alcune novità che in fase di progetto si dimenticano facilmente.
- Scarico fumi: i fumi di una caldaia a condensazione sono freddi e umidi. Una vecchia canna fumaria in muratura non li sopporta, perciò si intuba con un condotto in plastica o in inox adatto alla condensazione, oppure si usa uno scarico coassiale. In condominio, con una canna fumaria collettiva, la scelta va coordinata con l'amministratore.
- Condensa: la caldaia produce una condensa acida, che attraverso un sifone va scaricata nella rete fognaria. Serve quindi uno scarico vicino alla caldaia.
- Verifica dello scarico fumi: prima dell'avvio si controlla che il percorso dei fumi sia idoneo e libero, e l'esito si annota. In seguito canna fumaria e scarico vanno controllati e puliti con regolarità, secondo le indicazioni del manutentore.
- Prima accensione: la esegue il centro assistenza autorizzato dal produttore. Regola la combustione, compila la documentazione e di solito attiva la garanzia.
Il passaggio a una caldaia a condensazione può rientrare tra gli interventi agevolati dai bonus edilizi. Le regole cambiano spesso, quindi verifica quelle in vigore prima di firmare il preventivo.
Per l'acqua calda sanitaria ci sono due strade. Lo scaldabagno a gas è collegato direttamente al gas e ha un proprio scarico fumi. Il bollitore ad accumulo indiretto invece non si collega al gas: lo scalda l'acqua della caldaia attraverso uno scambiatore, e il collegamento è un lavoro da termoidraulico.
Cucina a gas e piano cottura
La cucina o il piano cottura si collegano all'impianto con un tubo rigido o con un tubo flessibile certificato per il gas, e prima dell'apparecchio deve esserci un rubinetto di intercettazione. Collegare e scollegare l'apparecchio spetta a un installatore abilitato, che nello stesso momento controlla tenuta e funzionamento. Cambiare il tubo da soli durante un trasloco o con la cucina nuova è un intervento rischioso molto diffuso e molto sottovalutato.
I tubi flessibili non durano per sempre. Sul tubo trovi stampata la data di scadenza o di produzione. Quelli in gomma vanno cambiati prima, di solito dopo qualche anno, quelli in acciaio inox corrugato durano molto di più. Il tubo non deve passare dietro il forno né sopra superfici calde, e non deve essere teso, piegato o schiacciato da un cassetto.
I piani cottura recenti hanno su ogni bruciatore una termocoppia: se la fiamma si spegne, chiude l'arrivo del gas. Su una vecchia cucina senza questo dispositivo basta il latte che trabocca per spegnere la fiamma e lasciar uscire gas. Anche questo è un motivo concreto per sostituire una cucina datata.
Rivelatore di gas, rivelatore di CO e ventilazione
Il metano è più leggero dell'aria e sale verso il soffitto, quindi il suo rivelatore va in alto, di solito poco sotto il soffitto. Il GPL è invece più pesante, ristagna vicino al pavimento e il rivelatore si mette in basso, poco sopra il pavimento. Se passi dalla bombola al metano, il rivelatore va spostato o sostituito.
Il rivelatore di fughe di gas non sostituisce quello di monossido di carbonio. Il CO si forma quando la combustione è incompleta, per esempio con la canna fumaria ostruita o con poca aria, anche senza nessuna perdita di gas. Nel locale con una caldaia o uno scaldabagno a camera aperta, un rivelatore di CO è una protezione sensata. I sensori dei rivelatori hanno una durata limitata, che il produttore indica sull'etichetta.
Caldaie e scaldabagni che prendono l'aria dal locale hanno bisogno di un'apertura di ventilazione sempre libera, e lo stesso vale per la cucina con apparecchi a gas. Perché quel foro nel muro della cucina non va chiuso? Se sostituisci i vecchi serramenti con finestre molto ermetiche o monti una cappa aspirante potente che scarica all'esterno, cambiano le pressioni in casa e i fumi possono tornare indietro nella stanza.
Cosa fare se senti odore di gas
Il metano di per sé non ha odore. Il distributore aggiunge una sostanza odorizzante proprio perché tu possa accorgerti di una perdita prima che diventi pericolosa. Se senti odore di gas, segui queste regole:
- non usare fiamme libere, non fumare e non accendere apparecchi,
- non accendere né spegnere luci ed elettrodomestici, non staccare spine e non suonare i campanelli dei vicini, perché una scintilla può innescare la miscela,
- apri porte e finestre e, se puoi farlo senza rischi, chiudi il rubinetto generale del gas,
- esci dal locale e avvisa gli altri bussando e a voce,
- solo quando sei all'esterno, in un punto sicuro, chiama il numero di pronto intervento del distributore, che trovi in bolletta, oppure il 112.
Non cercare mai la perdita con una fiamma o un accendino. Se l'odore è leggero, lo senti vicino alla cucina e sparisce chiudendo il rubinetto davanti all'apparecchio, non usare la cucina finché non l'ha controllata un installatore abilitato.
Guida fai da te: controllo domestico sicuro della cucina a gas e dei documenti
In questa guida non smonti nulla e non tocchi tubazioni o raccordi. Si tratta di un controllo periodico alla portata di chiunque abiti una casa con il gas, utile per capire in tempo quando è il momento di chiamare l'installatore.
- Individuare il rubinetto generale del gas e quello davanti alla cucina, e verificare che siano facili da raggiungere e non coperti da mobili o oggetti.
- Recuperare la dichiarazione di conformità e il libretto di impianto della caldaia e controllare la data dell'ultima manutenzione.
- Con la cucina fredda e il rubinetto chiuso, osservare il tubo flessibile, leggere la data di scadenza e verificare che non sia screpolato, piegato, teso o vicino a punti caldi.
- Togliere spartifiamma e coperchietti dei bruciatori, lavarli con acqua calda e detersivo secondo le istruzioni del produttore e lasciarli asciugare completamente.
- Rimettere i pezzi esattamente al loro posto, accendere il bruciatore e guardare la fiamma: deve essere azzurra, stabile e uniforme su tutto il giro.
- Premere il tasto di prova sul rivelatore di gas e su quello di CO e controllare la data di fine vita del sensore.
- Verificare che aperture di ventilazione e griglie nel locale con l'apparecchio non siano coperte o tappate.
- Annotare fiamma gialla o fumosa, fiamma che si stacca dal bruciatore, tubo danneggiato o manutenzione scaduta, e chiamare un installatore abilitato.
Come ricevere un impianto gas a fine lavori
- dichiarazione di conformità firmata dall'impresa, completa di tutti gli allegati,
- copia dei requisiti dell'impresa installatrice abilitata,
- esito scritto della prova di tenuta eseguita prima di chiudere le tracce,
- verifica dell'idoneità della canna fumaria o dello scarico fumi per gli apparecchi che scaricano fumi,
- rapporto di prima accensione della caldaia rilasciato dal centro assistenza autorizzato,
- libretto di impianto compilato e consegnato,
- rubinetto generale e rubinetti davanti agli apparecchi accessibili, riconoscibili e funzionanti,
- tubi a vista verniciati o segnalati, tracce chiuse solo dopo la prova,
- tubi flessibili certificati per il gas e con data leggibile,
- rivelatori posizionati in base al tipo di gas e funzionanti,
- schema del percorso delle tubazioni nelle pareti, utile per lavori futuri.
Domande frequenti
La sagomatura e la saldatura della tubazione gas interna costano secondo il listino attuale 25,54 € al metro lineare di manodopera. Tracce, rubinetti e prova vengono conteggiati a parte in base all'entità del lavoro.
Sì, senza la verifica tecnica dell'impianto gas la fornitura non viene attivata. La verifica costa Bloccato.
Solo chi ha la competenza tecnica e l'abilitazione all'installazione e alla riparazione degli impianti gas secondo la normativa vigente.
Dipende dalla lunghezza e dal diametro della tubazione. Il tecnico mantiene la pressione di prova nel tubo per il tempo stabilito, la controlla e riporta l'esito nel verbale.
Sì, nei locali tecnici o in cantina la tubazione viene spesso posata a vista senza aprire tracce. Così si risparmia sulle opere di finitura.
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