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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Pacchetti | ||||
| Impianto elettrico monolocale - grezzo + finitura | pz | 1.752,00 € | - | |
| Impianto elettrico bilocale - grezzo + finitura | pz | 2.044,00 € | - | |
| Impianto elettrico trilocale - grezzo + finitura | pz | 2.263,00 € | - | |
| Impianto elettrico quadrilocale - grezzo + finitura | pz | - | ||
| Impianto elettrico appartamento 5 locali - grezzo + finitura | pz | - | ||
Cosa comprendono posa e completamento in un monolocale
Gli elettricisti dividono il lavoro in due fasi. In mezzo lavorano gli altri artigiani.
La posa, detta anche prima fase, si fa prima di intonaci, rasature e rivestimenti. L'elettricista segna i percorsi, apre le tracce, mura le scatole per prese e interruttori e posa i tubi corrugati. Poi prepara le scatole di derivazione e la sede del quadro e infila i cavi. Alla fine di questa fase dai muri escono solo le estremità dei cavi.
Il completamento arriva dopo l'imbianchino, quando le pareti sono finite. L'elettricista monta i frutti e le placche, collega gli interruttori automatici e il differenziale nel quadro e prepara i punti luce. Collega poi le linee per forno, piano cottura, scaldabagno o climatizzatore. Infine esegue le prove sull'impianto.
In un monolocale di solito si tratta di un ingresso, una stanza principale, una cucina o un angolo cottura e un bagno. Il pacchetto può includere o meno i materiali, la chiusura delle tracce, il montaggio dei lampadari e la documentazione finale. Questo cambia da impresa a impresa, quindi conviene leggere il preventivo voce per voce.
In cosa il monolocale si distingue dalle altre varianti
Su NUMIQ ogni dimensione di appartamento ha una voce separata. La differenza non sta solo nei metri di cavo. Con il numero di locali cambiano anche il quadro, il numero di circuiti, i tempi e l'organizzazione del cantiere. Nel listino contano i locali abitabili, la cucina non si conta.
- Monolocale (questa voce): superficie ridotta, percorsi brevi, una sola stanza abitabile. Gran parte del lavoro riguarda cucina e bagno, non la stanza. Il quadro è compatto e di solito bastano una decina di circuiti o poco meno. In genere due elettricisti completano la posa in pochi giorni.
- Appartamento con 2 locali: si aggiunge una stanza, con un altro circuito luce e prese. Il quadro richiede più moduli e i percorsi dall'ingresso si allungano.
- Appartamento con 3 locali: i circuiti si dividono per zone e locali. Un quadro più grande è quasi la regola e spesso bisogna ragionare sulla potenza del contratto.
- Appartamento con 4 o 5 locali: molti circuiti, spesso due bagni, una cucina più grande e cablaggio dati in più stanze. Il lavoro dura di più e senza un progetto dettagliato è difficile tenere ordine.
Il monolocale ha una particolarità: la cucina pesa molto, sia sui consumi sia sul numero di prese. Forno, piano cottura, lavastoviglie, frigorifero, microonde, bollitore e spesso anche la lavatrice stanno in pochi metri. Per questo non conviene risparmiare sui circuiti separati della cucina solo perché la casa è piccola. Con l'angolo cottura nella stanza principale bisogna anche decidere bene dove andranno la cucina e dove il letto o il divano, perché la stessa parete serve a entrambi.
Se sei indeciso tra questa voce e quella per 2 locali, conta il numero reale di stanze abitabili. Un appartamento con una stanza e la cucina separata rientra comunque in questa voce. La cucina non vale come locale, anche se richiede qualche presa in più.
Preparazione: cosa deve essere chiaro prima dell'arrivo dell'elettricista
Disposizione di prese, interruttori e luci
Nella pratica succede spesso che l'elettricista trovi l'appartamento vuoto e che il proprietario decida le prese direttamente sul muro. Si può fare, ma aiuta molto avere almeno uno schizzo di ogni ambiente:
- dove andrà la cucina, a che altezza il piano di lavoro e dove gli elettrodomestici,
- dove andranno letto, divano, televisore e scrivania,
- se la lavatrice starà in bagno o in cucina,
- dove servono i punti luce a soffitto e se vuoi luce sotto i pensili, vicino allo specchio o comandata da due punti,
- se serve la linea per un climatizzatore, per lo scaldabagno elettrico o per la caldaia,
- dove servono presa TV, cavo dati per il router e il collegamento al videocitofono condominiale.
La norma CEI 64-8 prevede per le abitazioni dei livelli di dotazione, con un numero minimo di punti presa e punti luce per ambiente. L'elettricista li conosce e ti dice quale livello si raggiunge con il progetto. Conviene avere il progetto della cucina dal mobiliere prima della posa. Una presa coperta da un pensile o la linea del forno dal lato sbagliato si correggono male, e quasi sempre con nuove tracce nell'intonaco fresco.
Condominio e parti comuni
In condominio non tutto è tuo. Il contatore appartiene al distributore ed è piombato. La linea dal contatore all'appartamento spesso passa in parti comuni, come il vano contatori o i cavedi. Senti per tempo l'amministratore di condominio: ti dice come accedere al vano contatori, in quali orari si possono fare lavori rumorosi e come gestire i calcinacci. Se ti serve più potenza, per esempio per usare insieme piano a induzione e forno, la richiedi al venditore di energia. Non si interviene di propria iniziativa sul contatore.
Cosa preparare nell'appartamento
L'appartamento dovrebbe essere sgombro e accessibile, con una presa provvisoria per gli attrezzi. Di solito l'elettricista la allestisce da solo vicino al quadro. Conviene sapere dove passano i tubi dell'acqua e del gas, così nessuno li fora aprendo le tracce. Se senti odore di gas, esci, non accendere luci né apparecchi e chiama il numero di pronto intervento del distributore o il 112.
Come si svolge il lavoro in cantiere
Rimozione del vecchio impianto
L'elettricista toglie tensione all'appartamento e verifica che le linee siano davvero scollegate. Smonta il vecchio quadro, i frutti, le placche e le plafoniere. Se i vecchi tubi sono in buono stato, i fili si sfilano e i tubi si possono riutilizzare. Se mancano o sono schiacciati, si aprono nuove tracce. I vecchi conduttori lasciati nel muro devono restare scollegati e isolati, così nessuno li userà per errore in futuro.
Percorsi, tracce e scatole
I percorsi vanno in verticale e in orizzontale, mai in diagonale. È una questione di sicurezza: chi un domani fora per una mensola sa dove può trovare un cavo. Le tracce orizzontali stanno di solito poco sotto il soffitto o poco sopra il pavimento, quelle verticali sopra e sotto le scatole. Le tracce si aprono con la scanalatrice con aspirazione. Le scatole rettangolari da incasso, le classiche 503, si murano con gesso o malta. L'altezza di prese e interruttori si decide prima e resta uguale in tutto l'appartamento. Le giunzioni si fanno nelle scatole di derivazione, che devono rimanere ispezionabili.
Cavi e quadro elettrico
Nei tubi si infilano cavi in rame. Per le luci di solito si usa una sezione di 1,5 mm², per le prese di 2,5 mm². Forno, piano a induzione, lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico e climatizzatore hanno di regola una linea dedicata, con la sezione adatta alla potenza. Gli appartamenti in Italia sono quasi sempre monofase. In bagno si tiene conto delle zone intorno a vasca e doccia, dove non si possono installare prese né interruttori. Sono regole della CEI 64-8 che l'elettricista applica.
Il quadro resta in genere all'ingresso, dove arriva la linea dal contatore. Si monta un nuovo centralino con un numero adeguato di moduli e un po' di riserva. Dentro trovano posto gli interruttori magnetotermici per i singoli circuiti e il differenziale. Per le prese si usa di norma un differenziale da 30 mA. Secondo la situazione si aggiunge anche un limitatore di sovratensioni. Il conduttore di protezione si collega all'impianto di terra condominiale, e conviene verificare che sia presente ed efficiente. Prima di chiudere le tracce è utile fotografare tutte le pareti, così saprai sempre dove passano i tubi.
Completamento
Dopo intonaci, rasatura, rivestimenti e tinteggiatura l'elettricista torna. Monta frutti e placche e collega i punti luce, il forno, il piano cottura e lo scaldabagno. Poi cabla il quadro e scrive sotto ogni interruttore a cosa serve. I lampadari si montano secondo accordi: a volte rientrano nel pacchetto, altre volte si lascia solo il morsetto e le luci le appendi tu più avanti.
Prove e documentazione
Alla fine si eseguono le prove: resistenza di isolamento, continuità del conduttore di protezione, intervento del differenziale e corretto collegamento delle prese. L'impresa rilascia la dichiarazione di conformità con gli allegati, cioè lo schema dell'impianto e l'elenco dei materiali. Senza questo documento l'impianto non andrebbe messo in uso. Torna utile anche quando vendi o affitti l'appartamento, con l'assicurazione in caso di danni e per la documentazione dei bonus edilizi.
Laterizio, cemento armato o cartongesso: come far passare i cavi
Nelle pareti in laterizio forato le tracce si aprono con una certa libertà. Bisogna solo stare attenti a pilastri, travi e architravi. Il cemento armato è un'altra storia: non si traccia in profondità, soprattutto in orizzontale, perché si indebolisce la struttura e dentro ci sono i ferri. Per questo l'elettricista sceglie altre strade:
- tubi esistenti: si sfilano i vecchi fili e si infilano i nuovi, se i tubi sono in buono stato,
- massetto: se si rifà il pavimento, i corrugati passano nel massetto e risalgono nelle pareti solo per brevi tratti,
- tramezzi: le pareti divisorie in forati o in cartongesso si tracciano più facilmente,
- contropareti e controsoffitti: in bagno e sopra la cucina il cartongessista crea lo spazio per nascondere tubi e scatole,
- canaline a vista: dove non c'è alternativa si usano canaline esterne, funzionali anche se meno belle.
In un monolocale spesso si rifà tutto il bagno, a volte spostando la doccia o la lavatrice. In quel caso l'impianto elettrico si progetta insieme ai nuovi tramezzi e agli scarichi dell'idraulico.
Cosa rende il lavoro più semplice o più complicato
Anche a parità di metratura il lavoro può durare molto più o molto meno. È più semplice quando:
- l'appartamento è vuoto e pronto per le demolizioni,
- esistono il progetto della cucina e la disposizione dei mobili,
- si rifanno anche pavimento e intonaci, quindi le tracce non danno fastidio a nessuno,
- le pareti sono in un materiale che si taglia bene,
- la linea dal contatore è in buono stato e non va sostituita,
- i vecchi tubi sono riutilizzabili.
Il lavoro si allunga e si complica invece con:
- un appartamento abitato o ancora pieno di mobili,
- pareti in cemento armato, dove bisogna trovare percorsi alternativi,
- rivestimenti o intonaci da conservare senza danneggiarli,
- cambi all'ultimo momento, quando le scatole si spostano dopo aver aperto le tracce,
- una linea dal contatore vecchia o sottodimensionata, da sistemare passando per le parti comuni,
- molte richieste particolari: più scenari di luce, strisce LED, dati in ogni parete, domotica.
Il coordinamento con gli altri artigiani e i tempi
L'elettricista lavora all'inizio della ristrutturazione. In un monolocale l'ordine tipico è questo: demolizioni, prima fase dell'impianto elettrico, impianto idraulico e scarichi, tramezzi e controsoffitti, intonaci o rasature, massetto, pavimenti e rivestimenti, tinteggiatura, completamento dell'impianto, montaggio della cucina e infine le prove con la dichiarazione di conformità.
Cosa coordinare:
- idraulico: le prese per lavatrice e scaldabagno devono combaciare con gli attacchi dell'acqua,
- piastrellista: le scatole nel rivestimento si posizionano in modo che cadano in una fuga o al centro di una piastrella,
- mobiliere: l'altezza del piano e la posizione degli elettrodomestici decidono dove vanno le prese,
- cartongessista: tubi e scatole per controsoffitti e contropareti vanno posati prima di chiudere le lastre,
- installatore del climatizzatore: la linea dedicata va portata dove andrà l'unità interna.
La prima fase in un monolocale richiede di solito da due a quattro giorni lavorativi per una coppia di elettricisti, secondo il materiale delle pareti e la quantità di punti. Tra posa e completamento passa il tempo di intonaci, rivestimenti e tinteggiatura, spesso alcune settimane. Il completamento con le prove occupa in genere una giornata. Le tracce si chiudono solo dopo il controllo dei percorsi. Il gesso usato per fissare le scatole fa presa in poche ore e, secondo il prodotto, entro circa un giorno si può proseguire.
Errori tipici e come si notano dopo
- Poche prese vicino al piano di lavoro: dopo un anno si cucina con la ciabatta sul piano. In una cucina piccola servono prese sopra il top in più punti.
- Tutto su un solo circuito: se forno, bollitore e lavatrice vanno insieme, salta l'interruttore. Le linee dedicate per i grandi elettrodomestici lo evitano.
- Vecchio e nuovo collegati insieme: un pezzo di vecchio impianto senza terra, collegato ai nuovi cavi in una scatola di derivazione, toglie sicurezza a tutto il circuito. Con il rifacimento completo il vecchio va scollegato del tutto.
- Differenziale mancante o inadatto: l'impianto funziona, ma manca la protezione contro la scossa. Le prove finali lo mettono in evidenza.
- Prese dietro i mobili: una scatola che finisce dietro il fianco di un pensile o dietro il frigorifero non si può usare. Senza il progetto della cucina capita facilmente.
- Interruttore dietro la porta: se la porta si apre verso l'interruttore, bisogna cercarlo dietro l'anta. Controlla prima il verso di apertura delle porte.
- Quadro senza etichette: dopo un anno nessuno sa quale interruttore stacca il bagno. Le etichette fanno parte della consegna.
- Nessuna foto delle tracce: si fora un tubo appendendo un quadro o una mensola. Le foto prima di chiudere le tracce costano pochissima fatica.
Perché certi difetti emergono solo più tardi? Appena finito, l'impianto si accende e funziona. I punti deboli si vedono con l'uso quotidiano, per esempio d'inverno, quando vanno insieme stufetta, forno e lavatrice.
Controllo e consegna del lavoro finito
Alla consegna fatti mostrare il quadro e gira l'appartamento stanza per stanza. Premi il tasto di prova del differenziale: deve scattare subito. Accendi tutte le luci e prova gli interruttori. Nelle prese puoi inserire un piccolo elettrodomestico o un semplice tester da presa. Non aprire scatole e quadro: quello è compito dell'elettricista.
- la dichiarazione di conformità è consegnata e firmata, con schema e allegati,
- nel quadro ogni interruttore ha un'etichetta che corrisponde alla realtà,
- il differenziale scatta premendo il tasto di prova,
- tutte le prese e gli interruttori sono fissati bene, dritti e all'altezza concordata,
- ogni luce si accende da tutti i punti previsti,
- forno, piano cottura, lavastoviglie, lavatrice, scaldabagno e climatizzatore hanno la loro linea dedicata,
- in bagno non ci sono prese né interruttori nelle zone vietate,
- il vecchio impianto non riutilizzato è scollegato e isolato,
- hai le foto delle tracce prima della chiusura,
- i cavi TV, dati e videocitofono sono terminati ed etichettati,
- intorno a scatole e quadro il muro è ripristinato e pulito.
Domande frequenti
Non sempre, ma con un impianto vecchio, senza terra o con fili deteriorati il rifacimento completo è di solito più sensato delle riparazioni. Gli elettrodomestici di oggi chiedono di più alle linee e le vecchie giunzioni sono spesso stanche. Se la ristrutturazione è completa, prima degli intonaci è il momento più semplice per farlo.
Aprire le tracce non è un lavoro elettrico vero e proprio, ma va concordato prima con l'elettricista. I percorsi li segna lui, e l'impresa risponde dell'intero impianto con la dichiarazione di conformità. Collegamenti, quadro e qualsiasi intervento sotto tensione spettano solo a un elettricista qualificato.
Un numero fisso non esiste, anche se la CEI 64-8 indica dotazioni minime. Nella stanza conviene avere prese vicino al letto, al televisore e alla scrivania. In cucina servono più prese sopra il piano e linee dedicate per gli elettrodomestici, all'ingresso almeno una presa per l'aspirapolvere. Conta come userai davvero la casa.
Spesso il rifacimento dell'impianto all'interno di una ristrutturazione può rientrare tra le spese agevolabili. Condizioni e modalità però cambiano nel tempo, quindi verifica con un tecnico o con il tuo commercialista prima di iniziare. Conserva fatture, bonifici e dichiarazione di conformità.
Si può aggiungere, ma significa aprire un muro finito e ritinteggiare, oppure usare una canalina a vista. Per questo conviene avere il progetto di cucina e arredi già pronto prima della posa e ripassare i percorsi con l'elettricista prima di chiudere le tracce.
Durante intonaci e tinteggiatura frutti e placche si sporcherebbero o si rovinerebbero, e l'imbianchino dovrebbe girare intorno a ogni scatola. Dopo la tinteggiatura si montano puliti e dritti sulla parete finita, e l'impianto si prova tutto in una volta.
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