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Posa della pavimentazione nel calcestruzzo (al posto del cordolo)

Una pavimentazione in cubetti o in masselli autobloccanti ha bisogno di un appoggio solido sul bordo. Senza, con il tempo gli elementi si allargano verso l'esterno. Di solito questo compito spetta al cordolo. Con la posa nel calcestruzzo al posto del cordolo, invece, l'ultima fila di masselli viene allettata su uno strato di calcestruzzo

Aggiornato 09/2026·5 min read·4 price list items
Prezzo del lavoro standard
9,93 €/ ml
Fascia indicativa
7,90 € - 13,00 €
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Pavimentazioni esterne e autobloccanti4 voci

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VoceUnitàPrezzo / unitàQuantitàTotale
Cordoli
Posa masselli su letto di calcestruzzo (in alternativa al cordolo)ml9,93 €-
Installazione cordoli da giardinoml4,97 €-
Installazione cordoli stradaliml8,03 €-
Installazione cordoli in calcestruzzo semiasciuttoml15,34 €-
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Come si posa l'ultima fila nel calcestruzzo

La superficie interna resta posata in modo tradizionale, cioè su un sottofondo di misto granulare ben compattato e su un letto di posa in sabbia o graniglia fine. Nel calcestruzzo va solo l'ultima fila, oppure due file se la superficie è più sollecitata. Di solito si procede così:

  • si prepara lo scavo e il sottofondo compattato su tutta la larghezza, con una fascia in più sotto il bordo,
  • lungo il bordo si tende un filo all'altezza finita della pavimentazione e con la pendenza prevista,
  • sotto l'ultima fila si stende un calcestruzzo a consistenza di terra umida, che si lascia modellare e non cola,
  • i masselli si battono nel calcestruzzo con il martello di gomma, seguendo con precisione il filo,
  • all'esterno si modella il rinfianco in calcestruzzo, che arriva più o meno a due terzi dell'altezza del massello,
  • a calcestruzzo indurito si completa la superficie interna, si riempiono le fughe e si passa la piastra vibrante.

Perché il rinfianco non arriva fino in cima? Per poterlo ricoprire con terra o ghiaia, così il calcestruzzo non si vede. Allo stesso tempo continua a bloccare saldamente il massello di lato.

A volte capita di sentir parlare di posa dell'intera superficie su calcestruzzo. Quella è un'altra cosa: una struttura rigida che richiede una soletta, giunti di dilatazione e uno smaltimento dell'acqua ben studiato. Non va confusa con questa lavorazione.

Quando scegliere il rinfianco in calcestruzzo e quando il cordolo

Il rinfianco sotto l'ultima fila funziona bene per vialetti, terrazze, superfici attorno a casa e aree pedonali di piccole dimensioni. È adatto anche dove la pavimentazione passa direttamente al prato e si vuole tagliare l'erba senza ostacoli, oppure su curve e forme articolate, dove un cordolo si adatterebbe male.

Su un accesso carrabile o un posto auto, invece, le ruote spingono sul bordo con molta più forza. In questo caso il rinfianco si fa più largo e robusto, i masselli più spessi (di solito circa 8 cm invece di 6 cm) e anche il sottofondo più alto. Con traffico pesante o con un bordo che affaccia su un dislivello, il cordolo è spesso la scelta più sicura.

Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica

Il caso più semplice è un bordo dritto e lungo, su un sottofondo ben compattato e con un buon accesso per la carriola. Richiedono più lavoro:

  • curve e bordi spezzati, dove i masselli vanno tagliati,
  • bordi vicino a muri, gradini o facciate, dove il rinfianco si modella a fatica,
  • terreni morbidi, argillosi o impregnati d'acqua, da consolidare prima,
  • un dislivello importante tra pavimentazione e terreno circostante,
  • due file nel calcestruzzo invece di una, su superfici sollecitate,
  • un accesso scomodo, quando il calcestruzzo va portato a mano.

Errori tipici da evitare

Nella pratica capita spesso che il bordo venga cementato su un sottofondo compattato male. Il calcestruzzo allora cede insieme al terreno e l'ultima fila si spezza o si ribalta verso l'esterno. Un altro errore frequente è il calcestruzzo troppo liquido: cola, il rinfianco non mantiene la forma e i masselli ci "galleggiano" dentro.

Un problema ricorrente è anche il rinfianco fatto solo per modo di dire, come uno strato sottile. Un appoggio così si crepa al primo gelo o al primo carico. Attenzione anche alla piastra vibrante: se ci passi sopra al bordo appena cementato o senza il tappetino in gomma, i masselli di bordo si smuovono o si scheggiano. E non dimenticare la pendenza. Una volta indurito, il bordo nel calcestruzzo non si corregge più, quindi la pendenza di circa l'1 o 2 % va impostata già con il filo.

Il calcestruzzo non si getta con il gelo né con il caldo forte. Sotto i +5 °C circa indurisce molto lentamente e può gelare, con il caldo invece asciuga troppo in fretta e si crepa. Il bordo fresco va protetto dal sole diretto, dalla pioggia e dal gelo.

Guida fai da te: posa dell'ultima fila nel calcestruzzo

Puoi fare questo lavoro da solo se il sottofondo è già pronto e compattato e hai un po' di pazienza. Ti servono filo, picchetti, livella, martello di gomma, cazzuola e calcestruzzo premiscelato in sacchi oppure una betoniera.

  1. Controllare che il sottofondo sotto il bordo sia compattato e sporga oltre lo spigolo dei masselli almeno quanto la larghezza del rinfianco.
  2. Piantare i picchetti e tendere il filo all'altezza del bordo superiore dei masselli, con pendenza verso l'esterno, lontano dalla casa.
  3. Impastare un calcestruzzo a consistenza di terra umida, che stretto in mano mantiene la forma senza perdere acqua.
  4. Stendere il calcestruzzo sotto l'ultima fila solo per il tratto che si riesce a posare prima che inizi a fare presa.
  5. Posare i masselli e batterli con il martello di gomma fino al livello del filo, rispettando la larghezza delle fughe.
  6. Controllare spesso con la livella planarità e pendenza.
  7. Modellare all'esterno con la cazzuola un rinfianco inclinato fino a circa due terzi dell'altezza del massello.
  8. Pulire subito i masselli dai residui di calcestruzzo, finché sono ancora morbidi.
  9. Coprire il calcestruzzo fresco con un telo o con un tessuto umido e lasciarlo maturare secondo le indicazioni del produttore.
  10. Solo dopo completare la superficie interna, riempire le fughe e vibrare con il tappetino in gomma.
  11. Ricoprire il rinfianco con terra o ghiaia.

Come controllare il lavoro finito

  • l'ultima fila è allineata, senza sbandamenti né dentini,
  • il bordo è a filo con il resto della superficie, niente sporge e niente è sprofondato,
  • la pendenza porta l'acqua lontano dalla casa e non si formano ristagni,
  • i masselli di bordo non ballano e non si inclinano sotto carico,
  • il rinfianco è continuo, senza crepe, e sotto i masselli non si vedono vuoti,
  • sulla faccia a vista dei masselli non sono rimasti residui di calcestruzzo secco,
  • le fughe sono piene e quelle di bordo non sono riempite di calcestruzzo fino in superficie,
  • il rinfianco è ricoperto e il terreno circostante si raccorda bene alla pavimentazione.

Domande frequenti

Per vialetti e terrazze sì, se il sottofondo è ben compattato e il rinfianco è abbastanza robusto. Dove passano le auto il bordo lavora di più: serve un rinfianco più largo e masselli più spessi, oppure conviene scegliere il cordolo.

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