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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Lavori in calcestruzzo | ||||
| Lisciatura meccanica (a elicottero) pavimento in calcestruzzo | mq | 6,55 € | - | |
| Gettata di fondazioni a nastro in scavo | mc | 58,40 € | - | |
| Posa e livellamento magrone | mq | 11,70 € | - | |
| Gettata di platea di fondazione, spessore 100 mm | mq | - | ||
| Gettata di platea di fondazione, spessore 150 mm | mq | - | ||
| Gettata di platea di fondazione, spessore 200 mm | mq | - | ||
| Casseri per fondazioni e muri | mq | 26,30 € | - | |
| Casseratura solaio (sistema Doka/Peri) | mq | - | ||
| Disarmo solaio | mq | 8,45 € | - | |
| Legatura ferri d'armatura | t | 511,00 € | - | |
| Posa e legatura rete elettrosaldata 100×100 | mq | 3,95 € | - | |
| Posa e legatura rete elettrosaldata 150×150 | mq | 4,40 € | - | |
| Gettata scale in calcestruzzo inclusa cassaforma | mc | - | ||
| Montaggio cassaforma scala | ml | - | ||
| Smontaggio cassaforma scala | ml | 17,50 € | - | |
| Massetto tradizionale fino a 7 cm | mq | 13,15 € | - | |
| Massetti a macchina - cementizi | mq | 15,35 € | - | |
| Massetti a macchina - anidrite autolivellante | mq | 17,25 € | - | |
| Installazione solaio in laterocemento | mq | 29,20 € | - | |
| Mano di primer bituminoso | mq | - | ||
| Posa guaina impermeabilizzante bituminosa | mq | - | ||
| Taglio giunti di dilatazione | ml | 7,30 € | - | |
| Pompaggio calcestruzzo | mc | - | ||
Cosa fa l'elicotteratura e quando ha senso
Dopo la stesura con la staggia il calcestruzzo è in piano, ma la sua superficie è porosa e piena d'acqua. L'elicottero fa affiorare una boiacca cementizia fine, chiude i pori e compatta lo strato superficiale, di solito per qualche millimetro. Il risultato è una superficie che si consuma meno, si pulisce più facilmente e fa meno polvere rispetto a un getto solo staggiato o frattazzato a mano.
Perché non basta la frattazzatura a mano? Su pochi metri quadrati sì, ma su una superficie più ampia una persona con il frattazzo non ce la fa. Il calcestruzzo fa presa tutto insieme e la finestra utile per lavorarlo dura solo un certo tempo. La macchina copre decine o centinaia di metri quadrati in un turno e dà una finitura più uniforme.
Dove si usa di solito
- garage, box auto e tettoie, dove il pavimento resta come finitura definitiva,
- officine, magazzini, capannoni e fabbricati rurali,
- cantine e locali tecnici,
- solette di sottofondo in casa, quando serve un piano preciso per gli strati successivi,
- superfici in calcestruzzo che verranno poi trattate con resina epossidica o impregnate.
Negli ambienti abitati il calcestruzzo elicotterato come pavimento finito è meno comune. Lì si parla piuttosto di pavimento in cemento levigato o di resine decorative, che sono altre tecniche con altre esigenze.
Come si svolge il lavoro in cantiere
L'elicotteratura non è un lavoro che si può fissare in un giorno qualsiasi. Segue direttamente il getto e la squadra deve restare in cantiere lo stesso giorno, spesso fino a sera tardi o anche di notte.
Le fasi una dopo l'altra
- Getto del calcestruzzo, compattazione con vibratore a immersione o staggia vibrante e stesura alla quota prevista seguendo i punti di livello.
- Prima lisciatura con un frattazzo largo a manico lungo, per eliminare i segni lasciati dalla staggia.
- Attesa che il calcestruzzo "tiri". Gli operai provano la superficie con il piede: quando la scarpa lascia un'impronta di circa 2 o 3 mm e nell'impronta non si raccoglie acqua, la macchina può entrare.
- Prima passata con il disco montato, che "apre" la superficie, livella le piccole irregolarità e fa affiorare la boiacca.
- Nella versione con spolvero, distribuzione dello spolvero sulla superficie ancora umida, di solito in due mani, e lavorazione con il disco.
- Passate con le pale, aumentandone gradualmente l'inclinazione. A ogni passata la superficie si compatta di più e comincia a lucidarsi.
- Rifinitura di bordi, angoli e zone attorno agli attraversamenti con un elicottero piccolo o a mano.
- Protezione della superficie con un prodotto antievaporante oppure con un telo in polietilene subito dopo la finitura.
- Taglio dei giunti di contrazione, di solito entro le 24 ore successive, in base alla temperatura e all'indurimento del getto.
Perché il momento giusto è così importante
Se la macchina entra troppo presto affonda, spinge fuori troppa acqua e crea ondulazioni. Se arriva tardi, la superficie è già troppo dura e le pale la "lucidano" soltanto, senza compattarla. Il momento giusto dipende da temperatura, vento, sole, tipo di cemento e additivi. D'estate possono bastare circa 2 o 4 ore dal getto, con il freddo anche 8 ore e più. Per questo succede spesso che il getto cominci al mattino e l'elicotteratura finisca dopo il tramonto.
Cosa deve essere pronto prima dell'arrivo della squadra
L'elicotteratura è buona quanto ciò che sta sotto. Molti difetti attribuiti a chi lavora con la macchina nascono in realtà nella preparazione del fondo.
- un fondo portante e compattato, per esempio misto stabilizzato rullato o compattato con piastra vibrante, senza punti cedevoli,
- secondo progetto, telo di separazione, impermeabilizzazione o isolamento termico con telo,
- rete elettrosaldata posata su distanziatori, non appoggiata a terra, e ben legata,
- pozzetti, canaline, attraversamenti dei tubi e corrugati per i cavi posizionati alla quota giusta,
- fascia perimetrale comprimibile lungo le pareti, così la lastra non spinge contro i muri,
- quota del pavimento segnata e pendenze indicate, per esempio verso la caditoia del garage,
- accesso per autobetoniera e pompa, oppure uno spazio dove posizionarle,
- corrente o carburante per le macchine e illuminazione per lavorare al buio,
- nei locali coperti, aperture chiuse contro le correnti d'aria, d'estate ombreggiamento, d'inverno protezione dal gelo.
Conta molto anche l'ordine del calcestruzzo. Per i pavimenti elicotterati si usa di solito una classe di almeno C25/30, con consistenza costante e senza additivi che rendano difficile la lavorazione. Se è previsto lo spolvero, il calcestruzzo non dovrebbe essere aerato, perché sullo spolvero steso su un getto con aerante c'è il rischio che la superficie si sfogli in seguito. Il tipo di calcestruzzo va concordato in anticipo sia con la centrale di betonaggio sia con la squadra.
In condominio, per un pavimento di cantine o box, conviene avvisare per tempo l'amministratore di condominio: l'autobetoniera occupa il cortile o la rampa, la pompa fa rumore e il lavoro può durare fino a sera.
Le varianti: con spolvero, senza spolvero, macchina piccola o grande
Elicotteratura senza spolvero
La macchina lavora solo con la boiacca che affiora dal calcestruzzo. La superficie risulta liscia e più resistente rispetto a un getto solo staggiato. Questa variante basta per cantine, magazzini con traffico leggero, solette di sottofondo o pavimenti che verranno poi coperti.
Elicotteratura con spolvero
Lo spolvero è una miscela secca di cemento e inerti duri, per esempio quarzo o corindone, che si sparge sul calcestruzzo fresco e si incorpora nella superficie. Crea uno strato superiore più duro e resistente, che sopporta meglio le ruote delle auto, dei carrelli e lo spostamento di oggetti pesanti. Lo spolvero può essere anche colorato, più spesso grigio, antracite o rossiccio. Con lo spolvero colorato bisogna mettere in conto che la tinta non sarà del tutto uniforme: una leggera nuvolatura fa parte del carattere di questo pavimento.
Quando scegliere l'una o l'altra
- garage, officina, magazzino con transpallet: di solito con spolvero,
- cantina, locale tecnico: spesso basta senza spolvero,
- sottofondo per piastrelle, pavimenti incollati o rasature: senza spolvero, e spesso non conviene chiudere troppo la superficie,
- sottofondo per resina epossidica: senza spolvero oppure secondo le indicazioni di chi applica la resina, che in ogni caso carterà o pallinerà la superficie.
Elicottero a spinta e a operatore seduto
Per superfici medio piccole e nelle case si usano elicotteri a spinta con un solo rotore, con diametro di circa 60-120 cm. Nei grandi capannoni lavorano macchine a doppio rotore con l'operatore seduto. In un garage o in un'officina domestica la macchina a operatore seduto di solito non si usa, perché non entra e non riesce a girare attorno a muri e pilastri.
Calcestruzzo fibrorinforzato
Se al posto della rete si usa un calcestruzzo con fibre in acciaio o sintetiche, bisogna saperlo prima. Le fibre possono affiorare in superficie e la squadra deve lavorare in modo diverso. Con il fibrorinforzato lo spolvero si usa spesso proprio per spingere le fibre sotto la superficie.
Cosa rende il lavoro più facile o più difficile
Il costo al metro quadro dipende soprattutto da quanto la macchina può lavorare in modo rapido e continuo. Una superficie semplice e libera è molto più facile per la squadra rispetto a un ambiente frastagliato.
Cosa facilita il lavoro
- una superficie ampia e rettangolare, senza pilastri né attraversamenti,
- un pavimento in piano, senza pendenze,
- un buon accesso per autobetoniera e pompa,
- un locale coperto, protetto da sole, vento e pioggia,
- un clima mite, con presa prevedibile,
- calcestruzzo da una centrale affidabile, con consistenza costante in ogni autobetoniera.
Cosa complica il lavoro
- locali piccoli e molti angoli, dove bisogna rifinire a mano,
- pilastri, caditoie, canaline e tubi che attraversano la superficie,
- pendenze verso la caditoia, più difficili da lavorare a macchina rispetto al piano,
- lavori all'aperto senza copertura, con rischio di pioggia o sole forte,
- l'inverno, quando la presa è lenta e il lavoro si allunga fino a notte,
- caldo e vento, quando la superficie asciuga in fretta e in modo irregolare,
- una lastra sottile su isolamento termico, più cedevole e sensibile al movimento della macchina,
- il riscaldamento a pavimento annegato nella lastra, che richiede attenzione al taglio dei giunti.
Il coordinamento con le altre lavorazioni
Il pavimento elicotterato sta in mezzo a più mestieri. Quello che viene annegato nel getto non si sposta più facilmente, quindi conviene coordinare tutto prima.
- idraulico ed elettricista devono aver completato prima del getto gli impianti a pavimento, gli scarichi e i corrugati,
- con il riscaldamento a pavimento l'impianto deve essere messo in pressione e verificato, e i percorsi dei tubi devono essere disegnati, così il taglio dei giunti non li colpisce,
- il direttore lavori o il progettista stabilisce le quote rispetto a soglie, porta basculante o sezionale e terreno circostante,
- chi taglia i giunti deve arrivare in tempo, non dopo qualche giorno,
- chi poserà resina o piastrelle dovrebbe dire in anticipo che superficie gli serve.
Con le piastrelle e i pavimenti incollati spesso ci si dimentica di una cosa: una superficie molto liscia e chiusa offre poca adesione alla colla. Il piastrellista deve poi carteggiarla o trattarla con un primer secondo le indicazioni del produttore dell'adesivo. Se sai già che sopra andranno le piastrelle, dillo alla squadra: non dovrà chiudere la superficie fino a lucidarla.
Con resine epossidiche e poliuretaniche, invece, conta l'umidità del calcestruzzo. Una lastra nuova asciuga in settimane o mesi, a seconda dello spessore e delle condizioni, e una resina stesa su un fondo troppo umido può poi sfogliarsi o fare bolle. Quando si può applicare lo decide chi posa la resina, dopo aver misurato l'umidità.
Errori tipici e come si notano dopo
Aggiungere acqua al calcestruzzo
In cantiere capita ancora che qualcuno aggiunga acqua nell'autobetoniera perché il calcestruzzo si stenda più facilmente. La superficie diventa debole, polverosa e ritira di più. Un pavimento così col tempo spolvera e si riempie di piccole crepe.
Lavorare troppo presto o troppo tardi
Entrare troppo presto con la macchina lascia onde e avvallamenti dove poi ristagna l'acqua. Entrare tardi dà una superficie solo lucidata, non compattata, che può sgretolarsi e sfogliarsi.
Distacco dello spolvero
Se lo spolvero viene steso su una superficie già troppo asciutta, o se la superficie viene chiusa prima che ne escano acqua e aria, sotto lo strato superiore si forma un punto debole. Dopo qualche mese si staccano sottili scaglie, di solito dove passano le auto.
Superficie bruciata
Insistere con le pale molto inclinate su un calcestruzzo già duro crea macchie scure e lucide. Non è solo un difetto estetico: la superficie diventa fragile e a volte compaiono fini cavillature a ragnatela.
Stagionatura assente
È l'errore più frequente in assoluto. Una superficie appena elicotterata lasciata al sole o in corrente asciuga troppo in fretta. Si formano fessure capillari, la superficie spolvera e perde resistenza. Il calcestruzzo va di solito mantenuto umido almeno per qualche giorno, coperto con un telo o trattato con antievaporante secondo il produttore.
Giunti tagliati tardi o poco profondi
Mentre indurisce, il calcestruzzo ritira e da qualche parte si fessura. Il giunto tagliato gli indica dove farlo. Se i giunti vengono tagliati tardi o troppo poco profondi, la crepa nasce altrove, spesso storta attraverso tutta la superficie. La profondità del taglio è di solito circa un terzo dello spessore della lastra, e la dimensione dei riquadri si stabilisce in base allo spessore e alla forma del locale.
Bordi rovinati e impronte
Lungo pareti, soglie e attraversamenti si rifinisce a mano, e con la stanchezza o il buio qui si lavora peggio. Di solito si vede da un bordo irregolare davanti alla porta del garage o da segni di ginocchia negli angoli.
Quanto dura e quando si può camminare sul pavimento
L'elicotteratura di un normale garage o di un'officina richiede un giorno compreso il getto, spesso lavorando fino a sera. Le superfici più grandi si gettano a campi, e ogni campo si lavora il giorno stesso del getto.
- taglio dei giunti di solito entro 24 ore, con il caldo a volte già poche ore dopo la finitura,
- camminata con cautela di solito dopo 1 o 2 giorni,
- stagionatura e protezione dall'essiccazione per circa la prima settimana,
- carico normale, per esempio l'ingresso con l'auto, di solito dopo 1-4 settimane a seconda del calcestruzzo e delle indicazioni del fornitore,
- la resistenza piena del calcestruzzo si indica di solito a 28 giorni,
- resine o pavimenti incollati solo quando l'umidità scende al valore indicato dal produttore.
D'inverno il calcestruzzo va protetto dal gelo finché non raggiunge una resistenza sufficiente. Gettare con il gelo senza precauzioni è sconsigliato. D'estate invece bisogna proteggere la superficie dal sole diretto e tenerla umida più a lungo.
Guida fai da te: elicotteratura di un piccolo pavimento in garage
Alcuni proprietari fanno da sé l'elicotteratura di un garage o di un'officina di qualche decina di metri quadrati. L'elicottero si può noleggiare. Tieni presente però che il momento giusto richiede esperienza e il calcestruzzo non ti aspetta. Non provarci senza un aiutante e valuta se non sia più sensato chiamare una squadra almeno per la sola elicotteratura. Lavora con scarpe antinfortunistiche e fai in modo che nessuno si avvicini alle pale in movimento.
- Preparare e compattare il fondo, posare il telo, la rete sui distanziatori e la fascia perimetrale.
- Segnare la quota del pavimento sulle pareti e preparare staggia e guide.
- Noleggiare l'elicottero con disco e pale, provarne i comandi a secco e concordare la restituzione il giorno dopo.
- Ordinare un calcestruzzo adatto all'elicotteratura e non aggiungere acqua.
- Gettare, vibrare, staggiare e lisciare con il frattazzo a manico lungo.
- Aspettare che l'impronta della scarpa sia profonda solo 2 o 3 mm circa e che non si raccolga acqua.
- Passare l'elicottero con il disco in strisce regolari e sovrapposte.
- Montare le pale e aumentarne gradualmente l'inclinazione in più passate.
- Rifinire bordi e angoli con il frattazzo in acciaio.
- Proteggere subito la superficie con antievaporante o telo e mantenerla umida per qualche giorno.
- Entro il giorno dopo tagliare i giunti con una tagliasfalto o una flessibile a disco diamantato alla profondità stabilita.
Se nella lastra ci sono riscaldamento a pavimento o impianti, lascia il taglio dei giunti a chi sa con precisione dove passano.
Come controllare il pavimento finito e cosa verificare alla consegna
Controlla il pavimento con la luce del giorno, meglio ancora con luce radente da una finestra o da una torcia: mostra onde e macchie che con la luce diretta non si vedono. Verifica la planarità con una staggia da due metri appoggiata in varie direzioni e misura lo spazio sotto. La tolleranza ammessa dipende dagli accordi e da cosa andrà sopra, quindi concordala prima.
- planarità o pendenze come concordato, con l'acqua che scorre verso la caditoia,
- quota del pavimento coerente con soglie e porta del garage,
- superficie uniforme, senza onde, avvallamenti o segni della macchina,
- superficie che non spolvera e non si sgretola passandoci la mano,
- battitura con un martelletto senza suoni sordi né spolvero che si stacca,
- nessuna crepa al di fuori dei giunti tagliati,
- giunti diritti, nella maglia concordata e di profondità adeguata,
- bordi lungo pareti, soglie e attraversamenti rifiniti e integri,
- differenze di colore dello spolvero entro i limiti concordati,
- indicazioni ricevute su stagionatura, data di messa in carico e tempi di asciugatura.
Domande frequenti
No. L'elicotteratura funziona solo sul calcestruzzo fresco, il giorno del getto. Un calcestruzzo indurito si può levigare, livellare con un autolivellante o trattare con una resina, ma è un altro lavoro con un altro risultato.
Asciutto di solito no, ma bagnato o con la neve portata dalle ruote può scivolare più di una superficie ruvida. Se dà fastidio, si può irruvidire in alcune zone o trattare in seguito con una resina con aggregato antiscivolo.
Sì, ma la superficie molto liscia va preparata: carteggiata o trattata con primer secondo il produttore della colla. Se lo sai prima, chiedi alla squadra di non chiudere la superficie fino a lucidarla.
Il calcestruzzo ritira mentre indurisce e asciuga, e senza giunti si fessurerebbe a caso. I giunti tagliati indeboliscono la lastra in punti scelti, così le crepe si formano lì dentro e in superficie non si vedono.
Le fessure capillari in superficie sono di solito dovute a un'asciugatura troppo rapida e non incidono sulla portata, ma la superficie può spolverare di più. Crepe più grandi che attraversano la lastra lontano dai giunti vanno invece valutate con l'impresa.
Sì, se il calcestruzzo viene protetto dal gelo, per esempio in un locale chiuso e riscaldato e con un calcestruzzo adatto. Il lavoro si allunga perché la presa è lenta, e la protezione va mantenuta finché il calcestruzzo non raggiunge una resistenza sufficiente.
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