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Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.
| Voce | Unità | Prezzo / unità | Quantità | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Lavori in calcestruzzo | ||||
| Installazione solaio in laterocemento | mq | 29,20 € | - | |
| Gettata di fondazioni a nastro in scavo | mc | 58,40 € | - | |
| Posa e livellamento magrone | mq | 11,70 € | - | |
| Gettata di platea di fondazione, spessore 100 mm | mq | - | ||
| Gettata di platea di fondazione, spessore 150 mm | mq | - | ||
| Gettata di platea di fondazione, spessore 200 mm | mq | - | ||
| Casseri per fondazioni e muri | mq | 26,30 € | - | |
| Casseratura solaio (sistema Doka/Peri) | mq | - | ||
| Disarmo solaio | mq | 8,45 € | - | |
| Legatura ferri d'armatura | t | 511,00 € | - | |
| Posa e legatura rete elettrosaldata 100×100 | mq | 3,95 € | - | |
| Posa e legatura rete elettrosaldata 150×150 | mq | 4,40 € | - | |
| Gettata scale in calcestruzzo inclusa cassaforma | mc | - | ||
| Montaggio cassaforma scala | ml | - | ||
| Smontaggio cassaforma scala | ml | 17,50 € | - | |
| Massetto tradizionale fino a 7 cm | mq | 13,15 € | - | |
| Massetti a macchina - cementizi | mq | 15,35 € | - | |
| Massetti a macchina - anidrite autolivellante | mq | 17,25 € | - | |
| Mano di primer bituminoso | mq | - | ||
| Posa guaina impermeabilizzante bituminosa | mq | - | ||
| Taglio giunti di dilatazione | ml | 7,30 € | - | |
| Lisciatura meccanica (a elicottero) pavimento in calcestruzzo | mq | 6,55 € | - | |
| Pompaggio calcestruzzo | mc | - | ||
Che cos'è un solaio in laterocemento e da cosa è composto
Si parla di solaio semiprefabbricato: una parte arriva in cantiere già pronta dallo stabilimento, il resto si completa sul posto con il getto. Il risultato è una piastra unica in cemento armato con l'intradosso, cioè la faccia vista dal basso, in laterizio.
Le parti principali
- Travetti prefabbricati: hanno un fondello in laterizio nella parte inferiore, in cui è annegata un'armatura metallica a traliccio. Il traliccio sporge sopra il travetto e, dopo il getto, lo collega alla soletta. Si producono in varie lunghezze secondo la luce del locale.
- Pignatte: sono blocchi forati in laterizio posati tra un travetto e l'altro. Esistono in diverse altezze, che il progettista strutturale sceglie in base alla luce e ai carichi.
- Soletta collaborante: è lo strato di calcestruzzo sopra le pignatte, di solito spesso circa 4 o 5 cm. Dentro si posa la rete elettrosaldata. Il calcestruzzo riempie anche lo spazio tra le pignatte sopra i travetti e forma così i travetti in opera, detti nervature.
- Cordolo perimetrale: è una fascia in cemento armato lungo il perimetro del solaio, sopra i muri portanti. Lega il solaio alla muratura e tiene insieme tutto l'edificio, un aspetto molto importante in un paese sismico come l'Italia.
- Puntelli: sono sostegni provvisori con travi rompitratta o morali in legno, che reggono il solaio finché il calcestruzzo non ha preso resistenza.
Perché proprio il laterizio
Il soffitto in laterizio è dello stesso materiale dei muri in mattoni o blocchi, quindi l'intonaco ci aderisce in modo simile. Il solaio è più leggero di una soletta piena dello stesso spessore, e questo aiuta a dimensionare muri e fondazioni. Le pignatte forate migliorano anche un po' l'isolamento dai rumori trasmessi per via aerea. Il rumore da calpestio, invece, va comunque risolto con un massetto galleggiante sopra uno strato resiliente.
Quando conviene e quando è meglio un altro solaio
Il laterocemento è adatto a piante semplici e a luci normali da casa unifamiliare. I travetti sono abbastanza leggeri da essere portati e posati a mano da due persone. In cantiere bastano quindi una betoniera, oppure l'autobetoniera con la pompa per il getto.
Confronto con altri tipi di solaio
- Soletta piena in cemento armato: gestisce forme complesse, luci maggiori, sbalzi e balconi. Richiede però casseforme su tutta la superficie, più ferro e più calcestruzzo. È più pesante e più laboriosa.
- Lastre alveolari precompresse: si posano in fretta, spesso in un giorno, e si può camminare subito. Serve però la gru, un buon accesso al lotto e muri molto precisi. Si adattano meno alle piante irregolari.
- Lastre predalles: sono lastre sottili prefabbricate con armatura, sopra le quali si getta il resto dello spessore. Hanno l'intradosso in calcestruzzo liscio e si montano anch'esse con la gru.
- Solaio in legno: è leggero e veloce. Ha senso nelle case in legno o sopra l'ultimo locale sotto il tetto, ma isola meno dal rumore ed è meno rigido di una piastra in calcestruzzo.
Dove il laterocemento ha dei limiti
Per grandi ambienti aperti senza appoggi intermedi il progettista spesso lo sconsiglia, oppure prevede pignatte più alte e travetti più fitti. Balconi a sbalzo e mensole non si fanno con questo solaio: in pratica si realizzano in getto pieno e si collegano al resto. Nelle ristrutturazioni, quando si sostituisce un vecchio solaio in legno con uno in laterocemento, bisogna verificare che la muratura esistente regga la nuova struttura, più pesante e più rigida. Senza la valutazione di un ingegnere strutturista non si parte.
Cosa deve essere pronto prima che arrivi la squadra
Il solaio è una struttura portante. Non si monta a occhio, ma seguendo il progetto. La maggior parte dei problemi nasce prima ancora di posare il primo travetto.
Il progetto e lo schema di orditura
Al solaio serve uno schema di orditura, cioè il disegno di posa. Indica tipo e lunghezza dei travetti, la loro posizione, l'altezza delle pignatte, dove vanno i travetti accoppiati e i rompitratta in getto, le armature del cordolo e la classe del calcestruzzo. Lo prepara il progettista strutturale, a volte insieme all'ufficio tecnico del produttore. Senza questo schema il produttore di solito non sa nemmeno quali travetti fornire.
Il cantiere pronto
- I muri portanti devono essere finiti alla quota di progetto e in piano. Se le altezze differiscono, i travetti si posano storti e il solaio viene fuori di piano.
- Il piano sotto il solaio, platea o solaio inferiore, deve reggere i puntelli. Su un riempimento morbido senza tavole di ripartizione i puntelli affondano.
- Il materiale deve essere in cantiere e stoccato in modo da non rovinarsi. I travetti si appoggiano orizzontali su spessori, non in piedi contro un muro.
- Servono puntelli e travi rompitratta in numero sufficiente. Quanti, dipende dalle luci e dalle indicazioni del produttore.
- Elettricista e idraulico devono sapere in anticipo dove vanno i punti luce, i passaggi degli scarichi, la ventilazione e la canna fumaria.
Sicurezza
Il montaggio avviene in quota e sopra il vuoto. I bordi del solaio vanno protetti contro le cadute e i fori per la scala coperti o recintati. L'impianto elettrico di cantiere, a partire dalla fornitura, va realizzato da un elettricista qualificato che rilasci la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08. Questo lavoro non è adatto ai non addetti: trattandosi di una struttura portante, qui non trovi una guida fai da te. Se costruisci in parte da solo puoi dare una mano come aiuto, ma la conduzione e i controlli spettano a persone esperte e al direttore dei lavori.
Come si monta, passo dopo passo
Livellamento e preparazione degli appoggi
Sulla testa del muro, dove appoggeranno i travetti, si stende uno strato di malta che pareggia le piccole irregolarità. Il travetto deve appoggiare con tutta la superficie, non solo sullo spigolo del blocco. La lunghezza di appoggio la indicano produttore e progettista: di solito si parla di circa 12-15 cm per lato.
Puntellatura
Prima della posa, o subito dopo aver appoggiato i travetti, si montano i puntelli. In senso perpendicolare ai travetti si mettono i rompitratta, travi o morali che poggiano sui puntelli. La distanza tra le file la fissa il produttore, in genere intorno a 1,5-1,8 m. Sulle luci più lunghe i rompitratta centrali si alzano leggermente, così il solaio sotto carico torna in piano. Questa controfreccia e la sua entità le indica il progetto, non la stima della squadra.
Posa dei travetti
I travetti si posano a un interasse che dipende dalla larghezza delle pignatte. Si mettono i primi due e, a entrambe le estremità, si infila una pignatta come dima: su quella si regola la posizione dei successivi. Sotto i tramezzi perpendicolari ai travetti non serve cambiare nulla. Sotto i tramezzi paralleli, invece, il progetto spesso prevede travetti accoppiati. Ai fori per scala, canna fumaria o cavedio si realizza un'interruzione dei travetti: il carico passa a travetti vicini rinforzati o a una trave in getto.
Posa delle pignatte
Le pignatte si posano a secco tra i travetti, senza malta, ben accostate. Quelle di testata verso il cordolo si chiudono, così il calcestruzzo non entra nei fori. Le pignatte rotte, con il fondo crepato, non vanno usate: col tempo potrebbero staccarsi insieme all'intonaco. Sulle pignatte non si cammina direttamente. Gli operai stendono tavole o assi che scaricano il peso sui travetti.
Casseratura e armatura del cordolo
Il lato esterno del cordolo si cassera, oppure si usano elementi in laterizio da cordolo con un pannello isolante dietro, che evita il ponte termico in quel punto. Se poi la casa avrà il cappotto termico, conviene comunque coordinare lo spessore con il progettista. Nel cordolo si posano le armature di progetto, di solito quattro ferri longitudinali legati con staffe. Sulle pignatte si stende la rete elettrosaldata su distanziatori, perché resti dentro il calcestruzzo e non sul fondo.
Impianti e passaggi
È l'ultimo momento utile per le scatole dei punti luce, inserite nelle pignatte, per i corrugati nella soletta e per i tubi o i fori dei passaggi. Quello che si dimentica, dopo si fora nel solaio finito. E forare nelle nervature armate è sempre un rischio.
Controllo prima del getto
Prima del getto il direttore dei lavori o il progettista dovrebbe verificare armature e appoggi. Conviene annotare il controllo nel giornale dei lavori, o almeno documentarlo con foto. Dopo il getto non si corregge più nulla.
Il getto
Poco prima del getto le pignatte si bagnano abbondantemente. Il laterizio asciutto assorbirebbe l'acqua del calcestruzzo, che nelle nervature non maturerebbe bene. Il calcestruzzo della classe di progetto si distribuisce in modo uniforme, non in un unico mucchio. Si compatta con il vibratore a immersione, soprattutto nelle nervature e nel cordolo, dove restano facilmente vuoti d'aria. La superficie si stagge in piano.
Stagionatura
I primi giorni dopo il getto decidono la qualità. La superficie va tenuta umida bagnandola o coprendola con un telo, di solito almeno per una settimana, più a lungo con caldo e vento. Sotto circa 5 °C non si getta senza accorgimenti per il freddo.
Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica
A parità di metri quadri, l'impegno di montaggio può cambiare molto da un cantiere all'altro.
Rende più semplice
- Una pianta rettangolare semplice con luci uguali e un solo tipo di travetto.
- Muri precisi e in piano, senza bisogno di livellamenti aggiuntivi.
- Un buon accesso al lotto per autobetoniera e pompa.
- Materiale consegnato in tempo e stoccato vicino all'edificio.
- Uno schema di orditura pronto e le idee chiare sulla posizione degli impianti.
Complica
- Pianta articolata, muri obliqui e travetti di lunghezze diverse.
- Molti passaggi, interruzioni e travetti accoppiati.
- Piani alti, con puntelli più lunghi e ponteggi.
- Parti in getto pieno da collegare, per esempio un balcone o una trave ribassata.
- Lotto stretto o in pendenza, dove il calcestruzzo arriva con difficoltà.
- Ristrutturazione, con il solaio da inserire in una muratura vecchia, spesso con testa irregolare e demolizioni da fare.
- Meteo sfavorevole, caldo o freddo, che richiede una stagionatura più curata.
Quando confronti più preventivi, controlla cosa comprende la voce al metro quadro. A volte include solo la posa di travetti e pignatte, altre volte anche puntellatura, cordolo, armature e getto. La differenza di lavoro è spesso più grande di quanto sembri.
Il coordinamento con le altre lavorazioni
Il solaio è il punto in cui si incontrano molti mestieri. Più ci si accorda prima, meno si demolisce dopo.
- Muratore: deve tirare su i muri esattamente alla quota di progetto. L'altezza del solaio influenza la scala, l'altezza dei locali e quella delle finestre al piano superiore.
- Progettista strutturale: prepara lo schema di orditura e controlla le armature prima del getto.
- Elettricista: posa scatole dei punti luce e corrugati prima del getto.
- Idraulico e termoidraulico: segnano i passaggi per scarichi, acqua e riscaldamento, così non bisogna forare dopo.
- Fumista o fornitore della canna fumaria: indica la dimensione del foro e le distanze dai materiali combustibili.
- Centrale di betonaggio: consegna il calcestruzzo nella classe e consistenza giuste all'ora concordata. La squadra deve essere pronta prima che arrivi l'autobetoniera.
- Dopo il solaio: si prosegue con la muratura del piano superiore o con il tetto, poi con massetti, pavimenti e intonaco del soffitto. L'intonaco va direttamente sul laterizio, quindi un solaio ben in piano risparmia lavoro a intonacatore e imbianchino, che altrimenti devono recuperare con rasature più spesse.
Errori tipici e come si manifestano col tempo
In cantiere si vedono sempre gli stessi errori. Quasi tutti nascono dalla fretta o dal voler risparmiare sui puntelli.
- Pochi puntelli o troppo distanti. Sotto il peso del getto fresco i travetti si flettono e il solaio resta imbarcato per sempre. Si vede da un soffitto non in piano e da crepe nell'intonaco.
- Appoggi corti o non in piano. Il travetto può ruotare o rompere lo spigolo del muro. Più avanti compaiono crepe nell'angolo tra parete e soffitto.
- Pignatte asciutte al getto. Il calcestruzzo delle nervature perde acqua, indurisce male ed è meno resistente. In superficie compaiono fessure capillari.
- Rete sul fondo della soletta. Senza distanziatori la rete scende sulle pignatte e non serve a nulla. La superficie del solaio poi può fessurarsi.
- Calcestruzzo non vibrato. Nelle nervature e nel cordolo restano nidi di ghiaia e vuoti. La struttura è più debole e i ferri possono arrugginire.
- Pignatte di testata non chiuse. Il calcestruzzo entra nei fori, il solaio pesa inutilmente di più e il getto manca dove serve.
- Puntelli tolti presto o carichi anticipati. Bancali di blocchi appoggiati su un solaio giovane, o puntelli rimossi dopo pochi giorni, portano a frecce e crepe.
- Passaggi dimenticati. Forare dopo può tagliare i ferri di una nervatura. Per fori più grandi serve il parere del progettista.
- Tramezzo parallelo ai travetti senza rinforzo. Il travetto sotto il peso del tramezzo cede piano piano e nella parete si apre una crepa.
Quanto tempo serve e quando si tolgono i puntelli
La posa di travetti e pignatte è rapida. In una casa unifamiliare normale, una squadra esperta monta un piano di solito in uno o due giorni. Casseratura e armatura del cordolo, rete e impianti richiedono un altro giorno o due. Il getto di un piano si fa in genere in una giornata.
La parte più lunga è l'attesa. Il calcestruzzo raggiunge la resistenza di progetto dopo circa 28 giorni, e di norma i puntelli si tolgono allora, salvo diverse indicazioni del progettista o del produttore. Alcune procedure ammettono un disarmo graduale anticipato, ma solo se lo prevede il progetto. Con il freddo il calcestruzzo indurisce più lentamente e i tempi si allungano. Sul solaio si può camminare con cautela già dopo qualche giorno, ma non appoggiarci materiale pesante finché non lo consente il progettista.
Se vuoi proseguire con i muri del piano superiore, chiedi al progettista da quando si può e se i puntelli devono restare. Murare su un solaio ancora puntellato è normale, ma va concordato.
Controllo e consegna del solaio finito
Alla consegna concentrati su ciò che dopo è difficile correggere. Una parte dei controlli si fa prima del getto, un'altra dopo la rimozione dei puntelli. È bene che sia presente il direttore dei lavori.
- tipo, lunghezza e posizione dei travetti corrispondono allo schema di orditura,
- gli appoggi hanno la lunghezza prevista e i travetti poggiano su un letto di malta,
- travetti accoppiati e interruzioni sono dove li prevede il progetto,
- le pignatte sono integre, ben accostate e quelle di testata chiuse,
- armature del cordolo e rete elettrosaldata sono posate secondo progetto e su distanziatori,
- il controllo delle armature prima del getto è annotato o documentato,
- scatole dei punti luce e passaggi sono nei punti concordati,
- il documento di trasporto del calcestruzzo riporta la classe prescritta,
- la superficie della soletta è in piano, senza fessure importanti né nidi di ghiaia,
- dopo il disarmo il soffitto è in piano e senza frecce visibili,
- all'incontro tra solaio e pareti non ci sono crepe,
- i puntelli sono stati tolti solo nei tempi indicati dal progetto o dal progettista.
Domande frequenti
Chi segue in prima persona il cantiere spesso dà una mano anche al solaio, ma resta una struttura portante. Servono lo schema di orditura del progettista, una squadra esperta che sappia puntellare e posare le armature, e il controllo del direttore dei lavori prima del getto. Senza esperienza non prendere in mano la conduzione di questo lavoro.
Il laterizio assorbe acqua. Una pignatta asciutta toglierebbe al calcestruzzo fresco l'acqua che gli serve per indurire. Il calcestruzzo delle nervature sarebbe meno resistente e aderirebbe peggio ai travetti.
Di norma circa 28 giorni, il tempo perché il calcestruzzo raggiunga la resistenza di progetto. La durata esatta la stabilisce il progettista o il produttore del sistema. Con il freddo si allunga.
Nelle pignatte si fora e si tassella normalmente, per esempio per appendere un lampadario, usando tasselli adatti ai materiali forati. Nei travetti e nelle nervature armate non fare fori grandi. Per passaggi oltre qualche centimetro chiedi al progettista.
Un solaio tra due piani riscaldati non si isola termicamente, si cura solo l'isolamento acustico nel pavimento. Il solaio sotto un sottotetto non riscaldato, invece, ha bisogno di isolamento termico, così come il cordolo, per evitare il ponte termico. Spessore e tipo li indica il progetto. Se l'intervento rientra in una ristrutturazione energetica, verifica con il tecnico se è compatibile con i bonus edilizi in vigore.
Sì, il fondello dei travetti e le pignatte offrono un buon supporto per l'intonaco, come le pareti in mattoni. Conviene però attendere che il solaio abbia finito di assestarsi e controllare che sia in piano. Spesso si applica prima un rinzaffo, soprattutto sulla fascia dei travetti, per uniformare l'assorbimento e ridurre il rischio di cavillature lungo le nervature.
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