Listino 2026 · Italia

Getto di platea di fondazione spessore 150 mm

La platea di fondazione è la soletta in calcestruzzo su cui poggia un garage, un laboratorio, una casetta da giardino o un'intera casa. Il getto in sé spesso dura solo qualche ora. Ma quanto a lungo la platea resterà senza crepe e senza cedimenti si decide nei giorni precedenti: con il sottofondo, l'armatura e i passaggi degli impianti.

Aggiornato 09/2026·12 min read·23 price list items
Prezzo del lavoro standard
11,40 €/ mq
Fascia indicativa
9,12 € - 14,82 €
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Opere in calcestruzzo23 voci

Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.

VoceUnitàPrezzo / unitàQuantitàTotale
Lavori in calcestruzzo
Gettata di platea di fondazione, spessore 150 mmmq11,40 €-
Gettata di fondazioni a nastro in scavomc58,40 €-
Posa e livellamento magronemq11,70 €-
Gettata di platea di fondazione, spessore 100 mmmq-
Gettata di platea di fondazione, spessore 200 mmmq-
Casseri per fondazioni e murimq26,30 €-
Casseratura solaio (sistema Doka/Peri)mq-
Disarmo solaiomq8,45 €-
Legatura ferri d'armaturat511,00 €-
Posa e legatura rete elettrosaldata 100×100mq3,95 €-
Posa e legatura rete elettrosaldata 150×150mq4,40 €-
Gettata scale in calcestruzzo inclusa cassaformamc-
Montaggio cassaforma scalaml-
Smontaggio cassaforma scalaml17,50 €-
Massetto tradizionale fino a 7 cmmq13,15 €-
Massetti a macchina - cementizimq15,35 €-
Massetti a macchina - anidrite autolivellantemq17,25 €-
Installazione solaio in laterocementomq29,20 €-
Mano di primer bituminosomq-
Posa guaina impermeabilizzante bituminosamq-
Taglio giunti di dilatazioneml7,30 €-
Lisciatura meccanica (a elicottero) pavimento in calcestruzzomq6,55 €-
Pompaggio calcestruzzomc-
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Quando bastano 100 mm, quando 150 mm e quando 200 mm

Lo spessore della platea non è una questione di gusto. Dipende dai carichi, dalla portanza del terreno e, per gli edifici abitati, dal calcolo dell'ingegnere strutturista. Nel listino ci sono tre spessori comuni. Si distinguono soprattutto per quanto peso reggono e per quanto calcestruzzo richiedono.

Platea da 100 mm

È adatta a costruzioni leggere e a superfici senza forti carichi concentrati: il pavimento di una casetta da giardino, di un ripostiglio, di una tettoia per la legna o di un'area esterna solo pedonale. Spesso serve anche come magrone sotto altri strati. Per ogni metro quadrato servono di norma 0,1 m³ di calcestruzzo.

Platea da 150 mm

È lo spessore più usato. Si sceglie per garage di un'auto, laboratori, costruzioni da giardino più grandi, piccole case in legno e pavimenti su cui poggiano oggetti pesanti. Con una buona rete elettrosaldata e un sottofondo ben compattato regge senza problemi i carichi normali. Il consumo è di circa 0,15 m³ per m².

Platea da 200 mm

Si usa per case unifamiliari fondate su platea, sotto muri portanti in muratura, su terreni poco portanti e sotto mezzi pesanti. Spesso ha due strati di armatura e bordi ispessiti sotto le pareti portanti. Il consumo è di circa 0,2 m³ per m². Per una casa, spessore, classe del calcestruzzo e armatura li stabilisce sempre lo strutturista.

Cosa deve essere pronto prima che arrivi la squadra

Una squadra che arriva su uno scavo non preparato o aspetta, o getta su un sottofondo sbagliato. Nessuna delle due cose va bene. Prima del getto dovrebbero essere completate queste lavorazioni.

Sottofondo e compattazione

Dalla superficie si toglie lo strato di terreno vegetale, le radici e la terra molle, fino al terreno naturale compatto. Poi si stende uno strato di misto granulare o ghiaia, di solito pezzatura 0/32 o 0/63, con uno spessore di circa 150-300 mm a seconda del terreno. Si compatta con la piastra vibrante a strati, non tutto lo spessore in una volta. Su terreni argillosi o di riporto conviene stendere sotto la ghiaia un geotessile, così la ghiaia non affonda nel terreno.

Perché si insiste tanto sulla compattazione? Il calcestruzzo è resistente, ma solo se appoggia su una base che non si muove. Se la ghiaia nel tempo si assesta, la platea perde l'appoggio e si crepa. Queste fessure compaiono dopo mesi, quando sopra ci sono già pavimenti o muri.

Casseratura e quote

I bordi della platea si formano con casseri in tavole, morali o elementi a sistema. Nelle platee isolate a volte si usano casseri a perdere in XPS. I casseri devono essere ancorati bene, perché il calcestruzzo fresco spinge con forza. Il bordo superiore si porta alla quota esatta con livello ottico o laser. Per una platea da 150 mm di solito si segnano anche alcuni punti di quota ausiliari al centro della superficie.

Armatura

Di solito si usa rete elettrosaldata. L'importante è che non resti appoggiata sulla ghiaia. Si posa su distanziatori in plastica o in calcestruzzo, così il getto la avvolge da tutti i lati. Il copriferro è di norma tra 30 e 50 mm, secondo progetto. Le reti si sovrappongono almeno di una maglia, negli edifici abitati secondo il disegno delle armature. Nella platea da 200 mm con due reti, quella superiore viene sostenuta sopra quella inferiore da cavallotti in acciaio.

Passaggi impiantistici, dispersore e isolamenti

Tutto ciò che deve attraversare la platea va posato prima: scarichi, allaccio dell'acqua, corrugati per elettricità e rete dati, eventualmente i passaggi per la pompa di calore. Qui serve il coordinamento con l'idraulico e con l'elettricista. L'elettricista posa il dispersore di fondazione, di solito una bandella in acciaio zincato che fa parte dell'impianto di terra dell'edificio. Questo lavoro deve farlo un elettricista abilitato, che a fine impianto rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08.

Negli edifici abitati bisogna sapere in anticipo dove andranno impermeabilizzazione e isolamento termico. A volte vanno sotto la platea, a volte sopra. In zone con presenza di radon il progetto può prevedere anche una barriera specifica. Sotto il getto si stende di solito un telo in polietilene, che evita la perdita del latte di cemento nella ghiaia.

Accesso per autobetoniera e pompa

L'autobetoniera è pesante e ha bisogno di un accesso solido. Se non riesce ad arrivare in retromarcia fino ai casseri, serve una pompa per calcestruzzo. Concorda prima dove si posizionerà, verifica che non ci siano linee elettriche aeree o alberi di intralcio e avvisa i vicini se la strada resterà occupata per qualche ora.

Come si svolge il getto in cantiere

Con la superficie pronta, tutto procede in fretta e in un ordine preciso. Per una platea da 150 mm di qualche decina di metri quadrati il getto di solito sta in una mattinata.

  1. Controllo iniziale: la squadra verifica quote dei casseri, armatura sui distanziatori e passaggi impiantistici. Negli edifici abitati spesso dà un'ultima occhiata anche il direttore dei lavori.
  2. Bagnatura: con il caldo sottofondo e casseri si bagnano leggermente, così non assorbono acqua dal calcestruzzo fresco.
  3. Posa del calcestruzzo: il getto si distribuisce in modo uniforme partendo da un angolo, non scaricato in un unico mucchio da tirare poi col rastrello per metri.
  4. Vibrazione: con vibratore ad ago o staggia vibrante si fa uscire l'aria. Così il calcestruzzo riempie bene gli spazi intorno all'armatura e lungo i casseri.
  5. Staggiatura: la staggia si fa scorrere sui casseri e sui punti di quota finché la superficie è piana.
  6. Finitura: secondo l'uso futuro la superficie si lascia ruvida, si liscia a mano con la frattazza o, a presa avvenuta, si liscia a macchina con l'elicottero.
  7. Stagionatura: appena la superficie lo consente, la platea si copre con un telo o si comincia a bagnarla.

Per la lisciatura a macchina si aspetta che il calcestruzzo abbia fatto presa al punto che, camminandoci sopra, si affonda solo di pochi millimetri. D'estate succede dopo poche ore, in primavera e autunno molto più tardi. Per questo a volte la squadra resta fino a sera.

Calcestruzzo, armatura e finitura: cosa scegliere

Classe del calcestruzzo

Per piccole platee sotto costruzioni da giardino si usa comunemente un C16/20 o un C20/25. Per garage ed edifici abitati è tipico un C20/25 fino a C25/30. Se la platea resta all'esterno ed è esposta al gelo o ai sali antighiaccio, per esempio sulla rampa del garage, il calcestruzzo deve avere anche la classe di esposizione adatta secondo UNI EN 206. La classe la indica il progetto. Se non hai un progetto, l'impianto di betonaggio ti consiglia al momento dell'ordine, se spieghi a cosa servirà la platea.

Consistenza

Per le platee si ordina di norma un calcestruzzo di consistenza S3 o S4, facile da stendere e da vibrare. In cantiere non si deve aggiungere acqua. Un impasto più liquido si lavora meglio, ma resiste meno e ritira di più. Se serve un calcestruzzo più fluido, per esempio per la pompa, si ordina con un additivo direttamente dall'impianto.

Armatura: una rete, due reti o fibre

Una sola rete elettrosaldata nel terzo inferiore o a metà spessore basta per la maggior parte delle platee da 100 e 150 mm. Due reti, sopra e sotto, si usano per platee più spesse e più caricate, tipicamente da 200 mm sotto una casa. Il calcestruzzo fibrorinforzato, con fibre in acciaio o polipropilene, limita le piccole fessure da ritiro e in certe pavimentazioni industriali sostituisce la rete. Per la platea di una casa, però, può deciderlo solo lo strutturista.

Finitura in base a cosa ci andrà sopra

Se sulla platea si costruiranno muri e si farà un massetto, basta una superficie piana e ruvida. Se la platea deve fare direttamente da pavimento di un garage o di un laboratorio, conviene la lisciatura a macchina, eventualmente con spolvero di indurente al quarzo che aumenta la resistenza all'usura. Per un'area esterna la superficie spesso si spazzola leggermente, così da bagnata non è scivolosa.

Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica

La voce di listino si calcola a metro quadrato, ma due platee della stessa superficie possono richiedere un impegno molto diverso. Il lavoro è più semplice con:

  • un buon accesso, con l'autobetoniera che arriva fino ai casseri,
  • una pianta rettangolare semplice, senza sporgenze,
  • preparazione completa e controllata: sottofondo, casseri, armatura e passaggi,
  • clima mite, senza gelo, caldo forte o pioggia.

Il lavoro si complica con:

  • la necessità della pompa, per esempio in un cortile dietro casa o su un terreno in pendenza,
  • una forma articolata, bordi ispessiti e molti passaggi, intorno ai quali si vibra a mano,
  • quantità piccole di calcestruzzo, per cui l'autobetoniera viaggia mezza vuota e l'impianto applica un supplemento,
  • finiture impegnative, soprattutto la lisciatura a macchina, per cui la squadra deve aspettare,
  • lavori d'inverno o con il caldo, quando servono additivi, coperture e una stagionatura più lunga.

Lo spessore aumenta il consumo di calcestruzzo e in parte anche il lavoro di vibrazione. In una platea da 200 mm con due reti anche i controlli e la posa richiedono più tempo. Nei preventivi sottofondo, casseratura e armatura compaiono spesso come voci separate. Quando confronti più offerte, verifica cosa comprende davvero ciascuna.

Tempi di lavoro e stagionatura

La preparazione, cioè scavo, sottofondo, compattazione, casseri e armatura, per una platea da garage o da piccola casa richiede di norma qualche giorno. Il getto vero e proprio occupa di solito da mezza giornata a una giornata, finitura compresa.

Il calcestruzzo indurisce poco alla volta. Dopo uno o due giorni ci si può camminare con cautela. I casseri si tolgono di solito dopo due o tre giorni. Con le murature si comincia in genere dopo circa una settimana, più tardi se fa freddo. La resistenza di progetto si raggiunge normalmente dopo 28 giorni. Il carico pieno, per esempio l'auto in garage, va quindi rimandato almeno fino ad allora.

La stagionatura viene spesso sottovalutata, eppure decide la qualità della superficie. Il calcestruzzo ha bisogno di acqua per indurire. Se sole e vento la fanno evaporare troppo in fretta, la superficie si fessura e in seguito si sfarina. Tieni quindi la platea umida almeno per i primi sette giorni: coperta con un telo, con un geotessile da bagnare oppure trattata con un prodotto antievaporante secondo le indicazioni del produttore. D'estate non si bagna con acqua fredda sotto il sole cocente, ma al mattino e alla sera.

Con temperature sotto circa +5 °C si getta solo con precauzioni: calcestruzzo con additivo, coperture isolanti e mai su un sottofondo gelato. Con il caldo sopra circa +30 °C conviene iniziare di primo mattino.

Errori che si vedono solo dopo

La maggior parte degli errori non si nota subito. Il giorno del getto la platea sembra perfetta e il problema emerge dopo un anno.

  • Sottofondo non compattato: la platea cede in modo irregolare, si formano crepe passanti e si rompono le piastrelle posate sopra.
  • Rete appoggiata sulla ghiaia: l'armatura non sta nel calcestruzzo ma sotto. Non lavora e nel tempo si arrugginisce. La platea si comporta come se non fosse armata.
  • Acqua aggiunta in cantiere: resistenza più bassa, più ritiro, più fessure e superficie che si sfarina.
  • Vibrazione insufficiente: nidi di ghiaia lungo i bordi e sotto l'armatura, da cui in seguito risale l'umidità.
  • Passaggio dimenticato: carotaggi o demolizioni successive che danneggiano armatura e impermeabilizzazione.
  • Superficie non in piano: con blocchi rettificati bisogna livellare il primo corso, per il pavimento serve un massetto più spesso.
  • Nessuna stagionatura: una rete di sottili fessure in superficie, visibili già nei primi giorni.
  • Mancano i giunti su grandi superfici esterne: su cortili e piazzali il calcestruzzo si crepa dove vuole. I giunti di contrazione si tagliano quindi di solito entro uno o due giorni dal getto.

Guida fai da te: piccola platea per una casetta da giardino

La platea di una casa lasciala ai professionisti, perché è una struttura portante calcolata dallo strutturista. Una piccola platea da 100-150 mm per una casetta da giardino, un ripostiglio o i bidoni della raccolta differenziata puoi invece farla da solo, se hai un aiutante e ordini il calcestruzzo da un impianto di betonaggio. Impastare a mano grandi quantità è sfiancante e il risultato è spesso disomogeneo.

  1. Tracciare la superficie con spago e picchetti, controllare le diagonali con il metro.
  2. Scavare il terreno vegetale fino a circa la profondità della platea più il sottofondo.
  3. Stendere la ghiaia e compattarla a strati con una piastra vibrante a noleggio.
  4. Montare i casseri in tavole, fissarli con picchetti e portarli in quota con livella o laser.
  5. Stendere il telo in polietilene e posare la rete elettrosaldata sui distanziatori.
  6. Calcolare il volume: superficie per spessore, più circa il 5-10% di scorta.
  7. Ordinare il calcestruzzo della classe adatta e concordare l'accesso dell'autobetoniera.
  8. Stendere il calcestruzzo, costiparlo con un'asta o con il vibratore e staggiarlo sui casseri.
  9. Lisciare la superficie con la frattazza o spazzolarla.
  10. Coprire la platea con un telo e tenerla umida per almeno una settimana.

Quando lavori con il calcestruzzo fresco usa guanti, stivali di gomma e occhiali protettivi. Il latte di cemento è alcalino e a contatto prolungato provoca ustioni alla pelle.

Controllo e consegna della platea finita

Controlla la platea uno o due giorni dopo il getto e poi di nuovo prima che inizino muratori o posatori. Conserva tutti i documenti, servono in caso di contestazioni e per i lavori successivi.

  • dimensioni e diagonali corrispondono al progetto,
  • la quota del bordo superiore coincide con il punto di riferimento,
  • planarità verificata con una staggia da due metri, senza avvallamenti evidenti,
  • tutti i passaggi sono al loro posto, non riempiti né spostati,
  • il dispersore di fondazione esce dove serve all'elettricista,
  • bordi dopo il disarmo senza nidi di ghiaia né spigoli rotti,
  • superficie senza fessure in cui si infila l'unghia,
  • consegnate le bolle dell'impianto di betonaggio con classe e quantità del calcestruzzo,
  • disponibili le foto di armatura e passaggi prima del getto,
  • stagionatura concordata e rispettata.

Domande frequenti

Per le platee piccole è meglio gettare tutto in una volta. Su superfici grandi si può procedere per campi, ma la ripresa di getto va prevista in anticipo, con l'armatura che la attraversa. Per la platea di una casa decide lo strutturista.

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