Listino 2026 · Italia

Getto delle fondazioni a nastro direttamente nello scavo

Le fondazioni a nastro sono la prima cosa che si getta davvero in cantiere quando si costruisce una villetta, un garage o una recinzione in muratura. Nel getto contro terra il calcestruzzo va direttamente nella trincea scavata e le pareti dello scavo fanno da cassero.

Aggiornato 09/2026·12 min read·23 price list items
Prezzo del lavoro standard
58,40 €/ mc
Fascia indicativa
46,72 € - 75,92 €
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Opere in calcestruzzo23 voci

Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.

VoceUnitàPrezzo / unitàQuantitàTotale
Lavori in calcestruzzo
Gettata di fondazioni a nastro in scavomc58,40 €-
Posa e livellamento magronemq11,70 €-
Gettata di platea di fondazione, spessore 100 mmmq-
Gettata di platea di fondazione, spessore 150 mmmq-
Gettata di platea di fondazione, spessore 200 mmmq-
Casseri per fondazioni e murimq26,30 €-
Casseratura solaio (sistema Doka/Peri)mq-
Disarmo solaiomq8,45 €-
Legatura ferri d'armaturat511,00 €-
Posa e legatura rete elettrosaldata 100×100mq3,95 €-
Posa e legatura rete elettrosaldata 150×150mq4,40 €-
Gettata scale in calcestruzzo inclusa cassaformamc-
Montaggio cassaforma scalaml-
Smontaggio cassaforma scalaml17,50 €-
Massetto tradizionale fino a 7 cmmq13,15 €-
Massetti a macchina - cementizimq15,35 €-
Massetti a macchina - anidrite autolivellantemq17,25 €-
Installazione solaio in laterocementomq29,20 €-
Mano di primer bituminosomq-
Posa guaina impermeabilizzante bituminosamq-
Taglio giunti di dilatazioneml7,30 €-
Lisciatura meccanica (a elicottero) pavimento in calcestruzzomq6,55 €-
Pompaggio calcestruzzomc-
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Quando si getta direttamente nello scavo

Il getto contro terra ha senso dove le pareti della trincea restano in piedi da sole. Di solito si tratta di terreni argillosi o limosi, di ghiaie e sabbie con una buona componente fine o di roccia alterata. In questi terreni l'escavatore apre la trincea con una benna larga quanto la fondazione e il calcestruzzo si getta senza casseri.

Perché non si cassera sempre? Casserare in trincea significa scavare più largo, montare e smontare le tavole, poi riempire e compattare lo spazio rimasto ai lati. Con un terreno coesivo il risultato non migliora, si allungano solo i tempi. In più il calcestruzzo gettato contro terra aderisce bene al terreno circostante.

I casseri servono quando le pareti franano, per esempio nella sabbia asciutta, o quando la parte alta della fondazione sporge dal terreno. Spesso si fa una soluzione mista: la parte bassa si getta contro terra e gli ultimi decimetri si casserano, così il bordo superiore viene dritto e alla quota giusta.

Le dimensioni della fondazione, cioè larghezza, profondità ed eventuale armatura, le stabilisce lo strutturista in base ai carichi e alla portanza del terreno, spesso con l'aiuto di una relazione geologica. La quota di posa deve scendere sotto la profondità raggiunta dal gelo. In Italia questa profondità cambia molto: in pianura e al sud è contenuta, al nord e soprattutto in montagna è maggiore. Il valore corretto per il tuo terreno lo indica il progetto.

Cosa deve essere pronto prima che arrivi il calcestruzzo

Per una casa unifamiliare il getto vero e proprio di solito si chiude in una giornata. La riuscita però si decide nei giorni prima. Quando l'autobetoniera è in cantiere con il tamburo che gira, non c'è più tempo per sistemare nulla.

Scavo e piano di posa

Le trincee devono avere le misure del progetto e il fondo alla quota indicata dal progettista o dal topografo. Il fondo deve essere piano, senza terra smossa, fango o acqua ferma. La superficie su cui appoggia il calcestruzzo si chiama piano di posa. Se lì compare qualcosa di diverso da quanto previsto, per esempio terreno di riporto, argilla molle o acqua che risale, è bene farlo valutare allo strutturista o al geologo. Capita spesso che in una parte del lotto si debba scendere più in profondità per trovare uno strato portante.

Dispersore di terra

Nelle fondazioni si posa il dispersore dell'impianto di terra, di solito una bandella o un tondino in acciaio zincato con uscite sopra il terreno. Più avanti ci si collegano l'impianto elettrico ed eventualmente la protezione contro i fulmini. Posa e collegamento li decide e li controlla un elettricista abilitato, che poi rilascia la dichiarazione di conformità secondo il DM 37/08. La bandella va posata in modo che resti completamente annegata nel calcestruzzo. Conviene fotografarla prima del getto.

Passaggi per gli impianti

Scarico fognario, allacciamento dell'acqua, linea elettrica ed eventuali tubazioni per la pompa di calore devono attraversare la fondazione o passarci sotto. In quei punti, prima del getto, si posano dei tubi guaina, cioè tubi di diametro maggiore in cui più avanti si infilano tubazioni o cavi. Le posizioni vanno concordate con l'idraulico e con l'elettricista sulla base del progetto degli impianti. Forare o scalpellare dopo una fondazione appena fatta costa fatica e la indebolisce.

Armatura, se il progetto la prevede

Per costruzioni semplici su buon terreno la fondazione a volte è in calcestruzzo non armato. Su terreni meno buoni, con carichi maggiori o in pendenza lo strutturista prevede gabbie di armatura. Le gabbie devono appoggiare su distanziatori, mai direttamente sulla terra, così il calcestruzzo le avvolge da ogni lato.

Accesso e ordine

L'autobetoniera è un mezzo pesante. Le serve un accesso solido il più vicino possibile allo scavo e lo spazio per manovrare. Se non riesce ad avvicinarsi abbastanza, si ordina un'autopompa. Il volume si calcola dalle misure dello scavo e si aggiunge un margine, perché la trincea reale è quasi sempre un po' più larga di quella disegnata.

Calcestruzzo, armatura e modi di getto

Classe e consistenza del calcestruzzo

La classe di resistenza la indica il progetto. Per le fondazioni delle case unifamiliari si vedono spesso calcestruzzi di classe C25/30, in condizioni più impegnative anche superiori. Se nel terreno c'è acqua aggressiva, lo strutturista indica anche la classe di esposizione, che cambia la composizione della miscela. Quando ordini in centrale di betonaggio specifica classe di resistenza, classe di esposizione, dimensione massima dell'aggregato e consistenza.

La consistenza dice quanto il calcestruzzo è fluido. Per le fondazioni si ordina di solito una consistenza plastica o fluida, per esempio S3 o S4, con pompa o armature fitte più spesso S4. Conta che la fluidità giusta arrivi già dalla centrale. Aggiungere acqua in cantiere per farlo scorrere meglio ne abbassa la resistenza.

Fondazione armata o non armata

Il calcestruzzo regge bene la compressione, ma la trazione molto poco. Se il terreno non ha la stessa portanza ovunque, la fondazione può flettersi leggermente e il calcestruzzo non armato si fessura. L'armatura assorbe queste trazioni. La scelta spetta allo strutturista, non all'impresa e nemmeno al vicino che "ha sempre fatto così".

Come arriva il calcestruzzo nello scavo

  • Direttamente dalla canala dell'autobetoniera: il modo più semplice e rapido, se il mezzo raggiunge con la canala tutte le trincee.
  • Con l'autopompa: quando lo scavo è lontano dall'accesso, dietro la casa o in pendenza. Il braccio arriva anche nei punti distanti e il getto è uniforme.
  • Con carriole o motocarriola: per piccoli volumi, per esempio le fondazioni di una recinzione. È più lento e servono più persone.

Fondazioni in piano e a gradoni

Su un lotto pianeggiante il fondo delle trincee è a una sola quota. In pendenza il fondo si fa a gradoni, con altezza e lunghezza dei gradini indicate dal progetto. Si getta partendo dal punto più basso e salendo, facendo attenzione che sui gradini il calcestruzzo non si mescoli con la terra.

Come si svolge il getto in cantiere

La sequenza è simile in quasi tutti i cantieri. Una squadra esperta la conosce a memoria, ma ogni passaggio ha un motivo preciso.

  1. Controllare lo scavo: misure, quota del fondo, pulizia, acqua ferma e terra caduta dalle pareti.
  2. Far verificare il piano di posa dal direttore dei lavori o dal tecnico che segue il cantiere, se previsto, e documentarlo.
  3. Controllare la posizione del dispersore, delle guaine e dell'armatura e fotografare tutto.
  4. Segnare la quota superiore della fondazione con picchetti livellati o listelli, così è chiaro fin dove gettare.
  5. Ritirare il documento di trasporto della prima autobetoniera e verificare classe, consistenza e orario di confezionamento.
  6. Gettare a strati successivi, di solito alti al massimo 0,3 a 0,5 m, senza far cadere il calcestruzzo da grande altezza sempre nello stesso punto.
  7. Compattare ogni strato con il vibratore a immersione finché non smettono di uscire bolle d'aria.
  8. Procedere senza interruzioni, perché ogni strato nuovo si leghi a quello sotto ancora fresco e non si formi una ripresa di getto indesiderata.
  9. Livellare la superficie alle quote segnate, tirarla con la staggia e rifinirla con il frattazzo.
  10. Se sopra si posano subito muratura o blocchi cassero, inserire nel calcestruzzo fresco i ferri di ripresa previsti dal progetto.
  11. Coprire e curare il calcestruzzo in base al meteo.

La continuità è decisiva. Se il getto si ferma per qualche ora, lo strato inferiore comincia a fare presa e il nuovo non si lega più bene. Se una pausa è inevitabile, per esempio con fondazioni molto lunghe, la ripresa di getto va fatta dove lo strutturista la ammette, non a caso dove è finito il carico.

Cosa rende il lavoro più semplice o più complicato

Il costo al metro cubo varia molto con le condizioni del cantiere. Conoscerle aiuta a capire i preventivi e a preparare bene il lavoro.

Rende più semplice

  • Accesso buono per l'autobetoniera fino allo scavo, senza bisogno della pompa.
  • Terreno coesivo che tiene dritte le pareti della trincea.
  • Scavo asciutto, senza falda.
  • Un volume grande e continuo gettato tutto insieme.
  • Fondazioni non armate o con armatura semplice.
  • Clima mite, senza gelo e senza caldo intenso.

Rende più complicato

  • Accesso stretto o non consolidato, che richiede pompa o trasporto a mano.
  • Terreno che frana, quando la parte alta va casserata o le pareti vanno ripulite di continuo.
  • Acqua nello scavo da pompare prima e durante il getto.
  • Pendenza e fondo a gradoni.
  • Armatura fitta, che rallenta posa e vibrazione.
  • Piccoli volumi sparsi in più punti, per esempio recinzione e ampliamento gettati separatamente.
  • Getto d'inverno, con additivi, coperture e stagionatura più lunga.

Ricorda anche che si paga il calcestruzzo effettivamente gettato. Se l'escavatore apre una trincea più larga o le pareti crollano, il consumo cresce rispetto al calcolo sul disegno.

Coordinamento con le altre lavorazioni

Le fondazioni stanno al centro di una catena di lavori che dipendono l'uno dall'altro. Chi la coordina bene si risparmia rifacimenti e attese.

  • Il topografo traccia la costruzione prima dello scavo e può verificare la quota del fondo e della superficie superiore.
  • Lo scavo dovrebbe finire poco prima del getto. Una trincea lasciata giorni sotto la pioggia o al gelo perde qualità sul fondo.
  • Lo strutturista o il geologo valutano il piano di posa se è diverso dal previsto.
  • L'elettricista si occupa del dispersore e delle sue uscite.
  • L'idraulico indica posizione e diametro delle guaine per scarichi e acqua.
  • I muratori dopo il getto realizzano il muro di fondazione, spesso con blocchi cassero, e poi il vespaio o il sottofondo.
  • Chi fa l'impermeabilizzazione lavora meglio su una fondazione piana e pulita.

Se in cantiere c'è un direttore dei lavori, verifica del piano di posa e dell'armatura vanno annotate. Se costruisci in economia, tieni almeno una documentazione fotografica con le misure ben leggibili.

Errori tipici e come si vedono in seguito

Gli errori nelle fondazioni non si correggono facilmente. Quasi tutti si manifestano dopo anni, quando i muri sono intonacati e i pavimenti posati.

  • Getto in acqua e fango. Il calcestruzzo si mescola alla terra, perde resistenza e sul fondo resta uno strato debole. Più avanti possono comparire cedimenti differenziali e crepe nella muratura.
  • Terra caduta sul fondo. La terra smossa sotto carico si comprime e la casa si assesta più in un punto che in un altro.
  • Quota di posa troppo alta. Una fondazione sopra la profondità del gelo può essere sollevata dal terreno ghiacciato. Il segno tipico sono crepe oblique negli angoli e vicino a porte e finestre.
  • Armatura appoggiata a terra. Senza copriferro l'acciaio si arrugginisce e perde efficacia.
  • Acqua aggiunta al calcestruzzo. Scorre meglio, ma è più debole e ritira di più.
  • Calcestruzzo non vibrato. Restano vuoti e nidi di ghiaia, soprattutto intorno ai ferri e contro le pareti dello scavo.
  • Passaggi e dispersore dimenticati. I carotaggi successivi indeboliscono la fondazione e la messa a terra va risolta in altro modo.
  • Superficie superiore irregolare. Il primo corso di blocchi va livellato con spessori di malta e tutto il muro di fondazione rischia di venire storto.
  • Nessuna stagionatura. Col caldo la superficie si secca, si fessura e resta polverosa e tenera.

Tempi, presa e stagionatura

Il getto delle fondazioni di una casa unifamiliare normale si fa di solito in una giornata, per costruzioni piccole anche in poche ore. La preparazione di armatura, guaine e dispersore richiede in genere da uno a diversi giorni, a seconda dell'estensione.

Il calcestruzzo comincia a fare presa qualche ora dopo il confezionamento, in base a temperatura e miscela. Va gettato il prima possibile dopo l'arrivo: fa fede l'orario sul documento di trasporto insieme alle indicazioni della centrale.

Sulle fondazioni si può camminare con cautela di solito dal giorno dopo. D'estate il primo corso di blocchi si posa in genere dopo qualche giorno, con il freddo più tardi. La resistenza di progetto si raggiunge circa a 28 giorni, ma questo di norma non blocca la muratura, se lo strutturista o il tecnico di cantiere danno il via libera.

Perché bagnare il calcestruzzo già gettato

Il cemento ha bisogno di acqua per indurire. Se la superficie asciuga troppo in fretta resta debole e si crepa. D'estate quindi si copre con un telo o con tessuto non tessuto e si bagna per alcuni giorni, di solito circa una settimana. Nel getto contro terra è più facile, perché i fianchi stanno nel terreno umido.

Con temperature intorno a +5 °C o più basse il calcestruzzo va protetto dal gelo. La centrale fornisce una miscela con additivi per il freddo e la superficie fresca si copre con teli isolanti. Non si getta mai in uno scavo gelato o su un fondo coperto di neve.

Sicurezza vicino allo scavo

Non entrare nelle trincee profonde con pareti instabili. Possono franare anche se sembrano solide, soprattutto dopo la pioggia o accanto a un mezzo pesante. Con l'autopompa attenzione alle linee elettriche aeree sopra il lotto e nessuno deve stare sotto il braccio.

Guida fai da te: stagionatura e protezione delle fondazioni appena gettate

Il getto in trincea va lasciato a una squadra attrezzata. La cura dei giorni successivi invece la puoi seguire tu, restando sempre fuori dallo scavo e lavorando dal bordo.

  1. Attendere che la superficie sia abbastanza rigida da non segnarsi al tocco, di solito qualche ora dopo il getto.
  2. Stendere teli di plastica o tessuto non tessuto su tutta la superficie superiore.
  3. Fissare i bordi con tavole o sassi, senza appoggiare carichi pesanti sul calcestruzzo.
  4. Bagnare la superficie con acqua nebulizzata una o più volte al giorno se fa caldo, senza getti forti che la rovinino.
  5. Proseguire per circa una settimana o per il tempo indicato dall'impresa.
  6. Con previsione di gelo, coprire con teli isolanti invece di bagnare.
  7. Annotare date, meteo e interventi e scattare qualche foto.
  8. Controllare ogni giorno che non compaiano crepe o zone polverose e segnalarle subito all'impresa.

Come controllare e prendere in consegna le fondazioni

Conviene controllare già durante il getto, non solo dopo. Quasi tutti i difetti si vedono quel giorno, quando si possono ancora correggere. Alla consegna fatti mostrare i documenti e percorri tutto il perimetro.

  • documenti di trasporto di ogni autobetoniera con classe, consistenza e quantità corrette,
  • totale del calcestruzzo consegnato confrontato con il calcolo e con il volume fatturato,
  • annotazione della verifica del piano di posa e dell'armatura, se il cantiere la prevede,
  • foto di scavo, armatura, dispersore e guaine prima del getto,
  • uscite del dispersore nei punti indicati dal progetto elettrico,
  • guaine per gli impianti nelle posizioni giuste, libere e non ostruite dal calcestruzzo,
  • superficie superiore alla quota di progetto, piana e senza dislivelli evidenti,
  • larghezza e andamento come da disegno, angoli e incroci senza restringimenti,
  • superficie senza nidi di ghiaia, buchi o ferri scoperti,
  • nessuna crepa né superficie polverosa nei primi giorni,
  • registrazione della stagionatura, soprattutto con caldo o freddo,
  • indicazione chiara di quando si può iniziare il muro di fondazione.

Domande frequenti

Nel getto contro terra il calcestruzzo può andare direttamente sul piano di posa sistemato, se il progetto non dice altro. Spesso però, soprattutto con fondazioni armate o fondo poco compatto, si prevede uno strato sottile di magrone, così l'armatura appoggia su una base pulita e piana. Decide il progetto.

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