Listino 2026 · Italia

Sostituzione del detentore del radiatore

Il detentore è la valvola poco appariscente sul lato opposto del radiatore rispetto alla valvola termostatica. Non ha una manopola per la temperatura, quindi quasi nessuno ci fa caso. Ci si accorge di lui quando comincia a gocciolare, quando non chiude più o quando bisogna smontare il radiatore e si scopre che non c'è modo di isolarlo.

Aggiornato 09/2026·12 min read·34 price list items
Prezzo del lavoro standard
27,75 €/ pz
Fascia indicativa
22,20 € - 36,08 €
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Riscaldamento e climatizzazione34 voci

Tutti i prezzi indicati si intendono IVA esclusa. Il prezzo manodopera comprende solo il lavoro. Il prezzo con materiale aggiunge il materiale di consumo (colla, primer, sigillanti, minuteria di fissaggio). Rivestimenti, pavimenti, parquet, pittura e sanitari li sceglie e li acquista il cliente, non sono inclusi.

VoceUnitàPrezzo / unitàQuantitàTotale
Opere termoidrauliche
Sostituire valvola di ritornopz27,75 €-
Rimuovere e reinstallare radiatore (completo)pz262,80 €-
Rimuovere caldaia a gas / elettricapz160,60 €-
Rimuovere accumulo acqua caldapz159,15 €-
Installare e collegare radiatore a pannellopz-
Installare termoarredo bagnopz175,20 €-
Posare pannello isolante per riscaldamento a pavimentomq5,10 €-
Posa tubazioni per riscaldamento a pavimentom6,55 €-
Installare collettore riscaldamento a pavimentopz-
Installare caldaia a condensazione a gaspz-
Installazione valvola termostatica e testinapz27,75 €-
Mettere a terra / equipotenzializzare impianto di riscaldamentopz-
Sostituzione valvola termostaticapz27,75 €-
Installare pompa di circolazionepz-
Predisporre cablaggio per termostato intelligentepz-
Installare e collegare disgiuntore idraulicopz-
Installare vaso di espansionepz78,85 €-
Installare tubazioni di ricircolopz-
Installare pompa acqua calda sanitaria (ACS) / ricircolopz-
Filettare tubazionipz80,30 €-
Saldare a fiamma tubazioni metallichepz29,20 €-
Collaudare a pressione impianto di riscaldamentoh189,80 €-
Svuotare impianto di riscaldamentopz-
Caricare, sfiatare e bilanciare impianto di riscaldamentoh102,20 €-
Tubazioni per radiatoriml13,15 €-
Lavare e pulire impianto di riscaldamento esistenteh73,00 €-
Congelamento tubazionipz73,00 €-
Otturare radiatorepz94,90 €-
Caricare impianto di riscaldamentopz-
Tracciare tubazioni di riscaldamento nel pavimentoml35,05 €-
Annegare nel cemento tubazioni di riscaldamento nel pavimentoml9,50 €-
Installare staffa radiatorepz24,80 €-
Installare valvole radiatorepz24,80 €-
Pressurizzare e sfiatare radiatorepz17,50 €-
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A cosa serve il detentore e perché si guasta

Il compito della valvola

L'acqua calda arriva al radiatore dalla mandata, dove di solito c'è la valvola termostatica con la testina. L'acqua raffreddata torna verso la caldaia dal ritorno, e lì è montato il detentore. Fa due cose:

  • permette di chiudere il radiatore: con la mandata chiusa lo puoi smontare senza svuotare tutto l'impianto,
  • consente la preregolazione, cioè limita la portata d'acqua nel radiatore, così i radiatori vicini alla caldaia non "rubano" l'acqua calda a quelli lontani.

La preregolazione si fa con una vite interna, di solito con una chiave a brugola, sotto il cappuccio del detentore. Durante l'anno non si tocca. La imposta il termoidraulico quando bilancia l'impianto, e da lì in poi il detentore lavora in silenzio per anni.

Quando si sostituisce

  • Gocciola dall'asta, cioè dal punto in cui la vite di manovra esce dal corpo valvola. Il premistoppa o l'O-ring col tempo perdono elasticità.
  • Perde dal dado tra valvola e radiatore, spesso dopo anni o dopo un serraggio fatto male.
  • Non chiude, o da chiuso lascia passare acqua, perché la sede è incrostata di calcare e fanghi.
  • Il corpo è crepato, per esempio dopo un gelo in una casa non riscaldata o per un serraggio eccessivo.
  • Si cambia il radiatore e il vecchio detentore non va più bene per misure o attacco.
  • Durante il bilanciamento dell'impianto si scopre che il vecchio detentore non ha la preregolazione.

Nella pratica capita spesso che il detentore non venga toccato per anni e che al primo tentativo di chiusura l'asta giri ma l'acqua continui a passare, oppure che inizi a gocciolare proprio dall'asta. Per questo conviene ogni tanto chiuderlo e riaprirlo, anche quando non c'è niente da riparare.

Detentore, valvola termostatica o montaggio delle valvole: le differenze

Nel listino ci sono tre voci simili ed è facile confonderle. La differenza sta nel lato del radiatore su cui si interviene e nell'ampiezza del lavoro.

  • Sostituzione del detentore (questa pagina): si cambia un solo pezzo sul ritorno, senza testina. La valvola termostatica sulla mandata resta dov'è. Va bene quando il problema è solo da questo lato e la mandata funziona.
  • Sostituzione della valvola termostatica: riguarda la mandata, il corpo della valvola termostatica e di solito anche la testina. Pezzo diverso, funzione diversa, regolazione diversa.
  • Montaggio valvole radiatore: installazione delle valvole su un radiatore nuovo o su una tubazione nuova, di solito su entrambi i lati, spesso con il collegamento alle tubazioni da zero.

Quando basta il solo detentore? Quando la valvola termostatica è recente, tiene bene e regola correttamente. Se invece ha la stessa età e lo stesso stato del detentore, conviene valutare il cambio di entrambe. La parte più laboriosa è isolare e svuotare il radiatore, poi riempire e sfiatare, e queste operazioni si fanno una volta sola, che si cambi una valvola o due. Attenzione però agli abbinamenti fatti senza pensarci: una termostatica nuova di un altro produttore può avere un interasse diverso, e allora bisogna adattare i tubi da tutti e due i lati.

Un caso a parte sono i radiatori con attacco centrale dal basso e gli impianti monotubo, molto diffusi in Italia negli edifici costruiti qualche decennio fa. Lì mandata e ritorno passano da un unico corpo valvola, a doppio attacco o monotubo, e un detentore separato di solito non esiste: si cambia l'intera valvola. Se hai un radiatore di questo tipo, dillo prima, così il termoidraulico porta il pezzo giusto.

Cosa preparare prima che arrivi il termoidraulico

In una casa con caldaia propria

Se la caldaia è tua, autonoma, gestisci tu lo svuotamento e il riempimento e trovare la data è più semplice. Aiuta molto avere pronto:

  • accesso libero al radiatore, mobili spostati, tende tolte,
  • copritermosifone o mensola smontati, se impediscono di lavorare,
  • l'informazione se nell'impianto c'è solo acqua o anche antigelo o un inibitore,
  • un punto dove scaricare l'acqua e l'accesso al rubinetto di scarico,
  • una foto del detentore e delle scritte sul corpo, se vuoi mandarla in anticipo.

Il liquido antigelo non va versato nello scarico. Si raccoglie in taniche e di solito si riutilizza, oppure si rabbocca con prodotto nuovo secondo le indicazioni del produttore. Va considerato quando si organizza il lavoro, perché la raccolta richiede tempo e contenitori.

In condominio con riscaldamento centralizzato

Con il riscaldamento centralizzato le colonne montanti sono un impianto comune, e lo svuotamento lo organizza l'amministratore di condominio con la ditta che gestisce la centrale termica. Se il radiatore non si chiude in modo affidabile da entrambi i lati, bisogna svuotare tutta la colonna, e questo riguarda anche i vicini sopra e sotto di te. Quindi:

  • concorda la data con l'amministratore per tempo, fuori dalla stagione di riscaldamento è molto più semplice,
  • chiarisci chi svuota e riempie la colonna e chi sfiata i radiatori negli altri appartamenti,
  • chiedi se il condominio usa un certo tipo di valvole per il bilanciamento o per i ripartitori di calore, così il nuovo detentore è compatibile.

Un'alternativa allo svuotamento della colonna è il congelamento del tubo. Il termoidraulico, con un apposito apparecchio, crea un tappo di ghiaccio nel tubo e cambia la valvola senza scaricare l'impianto. Funziona su rame e acciaio dei diametri comuni, sulla plastica di solito no, e non tutti i termoidraulici hanno l'attrezzatura.

Tipi di detentore e come scegliere il ricambio

Forma: diritto o a squadra

Il detentore a squadra si usa quando il tubo esce dal muro o dal pavimento perpendicolare all'attacco del radiatore. Quello diritto quando il tubo arriva in asse con l'attacco, di solito di lato. Il ricambio deve avere la stessa forma, altrimenti bisogna rifare il tubo. Con l'attacco laterale dal basso sono più comuni i detentori a squadra, sui vecchi radiatori in ghisa con i tubi che escono dal muro invece quelli diritti.

Collegamento alla tubazione

  • Tubo in acciaio filettato: detentore con attacco femmina, di solito da mezzo pollice. Si sigilla con canapa e pasta sigillante o con filo sigillante.
  • Tubo in rame: detentore con attacco maschio e raccordo a compressione con ogiva per il diametro del tubo.
  • Tubo in plastica o multistrato: quasi sempre attacco Eurocono con raccordo specifico per misura e tipo di tubo. Qui la canapa non si usa, la tenuta la fanno il cono e l'O-ring.

Il codolo sul lato del radiatore

Il detentore si collega al radiatore tramite il codolo, che si avvita nel radiatore; la valvola poi si stringe al codolo con il dado. Il codolo è compreso nel detentore nuovo e di norma si cambia anche lui. Quello vecchio può avere la superficie di tenuta consumata e il nuovo detentore potrebbe non appoggiare bene.

Funzioni in più

  • Preregolazione: oggi è la norma, sui detentori vecchi non è scontata. Se l'impianto va bilanciato, è indispensabile.
  • Scarico: alcuni detentori hanno un piccolo rubinetto di scarico a cui si collega un tubo di gomma. Quando un giorno smonterai il radiatore, sarà molto comodo.
  • Chiusura senza perdere la regolazione: i modelli migliori tengono separate chiusura e preregolazione, così dopo aver chiuso e riaperto non serve reimpostare.

L'aspetto da guardare con più attenzione è l'ingombro, cioè la distanza tra il radiatore e l'attacco del tubo. Se il nuovo detentore è più lungo o più corto del vecchio, il tubo non arriva. Con rame e plastica si recupera piegando o accorciando, con l'acciaio spesso solo rifacendo un pezzo di tubo. Per questo conviene misurare il vecchio detentore e scegliere un ricambio con misure simili.

Come si svolge la sostituzione passo per passo

  1. Verifica della situazione: il termoidraulico controlla il tipo di valvola, il tubo e se la valvola termostatica sulla mandata chiude. Se non chiude nemmeno la mandata, bisogna svuotare una parte più grande dell'impianto.
  2. Annotazione della preregolazione: prima di smontare si conta di quanti giri era preregolato il vecchio detentore, per impostare il nuovo in modo simile. Se l'impianto è stato bilanciato con un calcolo, è utile avere i valori a portata di mano.
  3. Spegnimento e isolamento: si spegne la caldaia, si lascia raffreddare e si chiude la mandata. Poi, a seconda dei casi, si svuota il radiatore, un ramo o tutto l'impianto, oppure si congela il tubo.
  4. Smontaggio: si allenta il dado verso il radiatore e il raccordo verso il tubo. Sui detentori vecchi è importante tenere fermi con una seconda chiave il tubo e il codolo, per non far ruotare il tubo nel muro o allentare un giunto altrove.
  5. Rimozione del vecchio codolo: si svita con una chiave apposita. Se è bloccato, aiutano un riscaldamento prudente o uno sbloccante, mai la forza bruta sul radiatore.
  6. Pulizia: le filettature nel radiatore e sul tubo si puliscono dalla vecchia tenuta e dalla ruggine. Si controlla che il filetto del tubo non sia rovinato.
  7. Montaggio del nuovo codolo e del detentore: il codolo si sigilla secondo il suo tipo, con O-ring o con sigillante per filetti. Il detentore si collega al tubo e il dado si stringe con sensibilità.
  8. Riempimento e sfiato: si aprono mandata e nuovo detentore, si riempie l'impianto, si sfiata il radiatore e se serve anche gli altri. Si riporta la pressione al valore indicato dal costruttore della caldaia.
  9. Prova di tenuta e regolazione: i giunti si controllano a freddo e poi con il riscaldamento acceso. Si imposta la preregolazione e si rimette il cappuccio.

Cosa rende il lavoro più semplice e cosa lo complica

Caso semplice

  • La valvola termostatica sulla mandata chiude bene e si svuota solo il radiatore.
  • I tubi sono in rame o in plastica e si possono adattare leggermente.
  • Il nuovo detentore ha lo stesso ingombro del vecchio.
  • Il radiatore è libero, senza copritermosifone né mobili su misura.
  • Nell'impianto c'è acqua pulita, senza antigelo.

Caso complicato

  • Vecchio tubo in acciaio con filetti incrostati. Il filetto può rovinarsi allo smontaggio e bisogna tagliare un pezzo di tubo, rifare il filetto o usare un raccordo di adattamento.
  • Codolo bloccato nel radiatore, cosa non rara sui vecchi radiatori in acciaio o ghisa.
  • La mandata non chiude e va svuotato tutto l'impianto o la colonna.
  • Appartamento in condominio con centralizzato, dove si aspetta la ditta della centrale termica e si sfiatano anche gli appartamenti vicini.
  • Fanghi e depositi nell'impianto che, all'apertura, si staccano e intasano il nuovo detentore. In quel caso conviene un lavaggio dell'impianto e un controllo del defangatore vicino alla caldaia, se c'è.
  • Tubi incassati nel muro a ridosso del radiatore, senza margine per spostarli.

Quanto tempo ci vuole

La sola sostituzione di un detentore con misure compatibili richiede di solito da una a due ore circa. Il tempo maggiore se ne va in svuotamento, riempimento e sfiato, soprattutto se si scarica tutta la casa. Con adattamenti al tubo in acciaio o un codolo bloccato il lavoro può arrivare a mezza giornata. Non c'è nulla che debba asciugare o indurire: si può riscaldare appena l'impianto è pieno e sfiatato. L'aria però continua a liberarsi per qualche giorno, quindi conviene sfiatare di nuovo i radiatori dopo un po' e ricontrollare la pressione.

Errori tipici e come si notano dopo

  • Preregolazione non impostata: il nuovo detentore resta tutto aperto e il radiatore prende più acqua del dovuto. Si nota perché le stanze lontane non si scaldano o la valvola fruscia e fischia.
  • Dado stretto troppo: l'ottone si crepa, a volte dopo settimane. Una crepa sottile all'inizio fa solo umidità, poi comincia a gocciolare.
  • Tenuta sbagliata: canapa o teflon avvolti sull'Eurocono o sul cono di tenuta del codolo. Il giunto perde perché il materiale impedisce alle superfici di tenuta di appoggiare.
  • Mandata e ritorno scambiati: la valvola termostatica va sulla mandata. Se cambiando entrambe le valvole si invertono i lati, la termostatica regola male e può battere. La mandata si riconosce perché, con il riscaldamento acceso, il tubo è più caldo.
  • Sfiato insufficiente: il radiatore scalda solo in basso, gorgoglia, oppure la caldaia va in blocco per pressione bassa.
  • Pressione non controllata: dopo il riempimento la pressione non viene ripristinata, o se ne carica troppa. Quando l'acqua si scalda interviene la valvola di sicurezza e sotto la caldaia compare acqua.
  • Tubo fatto ruotare: allentando senza contrastare, il tubo gira e si allenta un giunto nel muro o nel pavimento. Lo si scopre solo dall'intonaco umido.

Guida fai da te: sostituzione del detentore in una casa con caldaia propria

Se hai una casa con caldaia autonoma, tubi in rame o plastica e un detentore di ricambio con le stesse misure, puoi fare il lavoro anche da solo. Non metterti all'opera in un condominio con riscaldamento centralizzato senza accordo con l'amministratore, con vecchi tubi in acciaio dai filetti incrostati o con antigelo nell'impianto se non hai dove raccoglierlo. La caldaia si usa solo secondo il suo libretto: interventi sulla parte elettrica o sul gas spettano a un tecnico qualificato. Se senti odore di gas, esci, non azionare interruttori e chiama il numero di pronto intervento del distributore o il 112.

  1. Spegnere la caldaia e lasciare raffreddare l'impianto.
  2. Verificare e annotare la preregolazione del vecchio detentore, contando i giri fino alla chiusura.
  3. Chiudere la valvola termostatica sulla mandata, girando la testina su zero o montando il cappuccio di chiusura.
  4. Mettere stracci sotto il radiatore e preparare una bacinella bassa.
  5. Svuotare il radiatore o la parte di impianto interessata; aprendo la valvolina di sfiato l'acqua esce più in fretta.
  6. Allentare il dado e il raccordo del tubo, tenendo fermo con una seconda chiave.
  7. Svitare il vecchio codolo e pulire il filetto nel radiatore.
  8. Avvitare il nuovo codolo con la tenuta indicata dal produttore.
  9. Collegare il detentore al tubo e stringere raccordo e dado con sensibilità, senza prolunghe sulla chiave.
  10. Impostare la preregolazione secondo il valore annotato o le indicazioni del produttore.
  11. Riempire l'impianto, sfiatare il radiatore e riportare la pressione come indicato nel libretto della caldaia.
  12. Accendere la caldaia e controllare i giunti a caldo, dopo il raffreddamento e il giorno dopo.

Se il filetto del tubo si rovina durante lo smontaggio o il giunto continua a perdere dopo il serraggio, chiama un termoidraulico. Stringere ancora di solito peggiora le cose.

Controllo e consegna del lavoro

Un detentore nuovo non si fa notare, per questo vale la pena dedicare qualche minuto al controllo alla consegna e ancora una volta dopo qualche giorno di riscaldamento. Verifica:

  • giunti asciutti al codolo, al dado e al raccordo del tubo,
  • zona dell'asta asciutta, anche dopo aver chiuso e riaperto il detentore,
  • che il detentore si chiuda e si riapra senza sforzo,
  • cappuccio montato e indicazione del valore di preregolazione impostato,
  • radiatore caldo in modo uniforme con il riscaldamento acceso, senza gorgoglii,
  • pressione dell'impianto secondo i dati della caldaia subito dopo il riempimento e dopo qualche giorno,
  • tubi e intonaco integri attorno al passaggio dei tubi nel muro,
  • pavimento asciutto sotto il radiatore e sotto la caldaia,
  • in condominio, conferma dall'amministratore o dalla ditta che la colonna è stata riempita e sfiatata.

Domande frequenti

Non sempre. Se la valvola termostatica sulla mandata chiude bene, di solito si svuota solo il radiatore e un breve tratto di tubo. Se la mandata non tiene, bisogna scaricare un ramo, tutto l'impianto o, in condominio, la colonna. Un'altra possibilità è il congelamento del tubo, se il materiale lo consente.

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